Mostra Mercato Nazionale del Tartufo Bianco

XXIX Mostra Mercato Nazionale del Tartufo Bianco
e dei prodotti agro-alimentari

Gubbio
dal 29 ottobre al 2 novembre 2010

logo Mostra del Tartufo

Arconi
  
via Baldassini
Centro servizi Santo Spirito
  
piazzale Frondizi
Open Space di Palazzo Fabiani 
  via XX settembre

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San Severino Marche e la cucina

Continuando dall’ articolo precedente dedicato all’arte ecco ora l’arte in cucina…

Ristorante Cavallini

Come ho già detto, prima della visita alla mostra, abbiamo goduto di un ottimo pranzo a base di pesce al Ristorante Cavallini

Il menu era molto invitante, ma abbiamo dovuto fare delle scelte: antipasto e primo accompagnato da un fresco verdicchio della zona.

L’antipasto degustazione è un pranzo, ma il primo ci tentava troppo!
Simpatico il modo di presentare alcuni cibi, dalla graticolina al barattolino con cottura a bagnomaria.

La salaLa sala 

Antipasto freddoAntipasto freddo

Antipasto caldoAntipasto caldo.

 

Ottimo l’involtino di melanzana con pesce spada e “panzanellina”  al pomodoro e la graticolina di pescatrice avvolta nel bacon.

Antipasto caldoAntipasto caldo

Gusto delicato, profumato dalla salsa al limone.

Il barattolinoAntipasto caldo:

il simpatico barattolino

Antipasto caldoAntipasto caldo:


… e il buonissimo contenuto del barattolino

Orecchiette croccanti con frutti di mare e carciofiOrecchiette croccanti con calamari, gamberi e carciofi
Tagliolini ai frutti di mare con verze e tartufoTagliolini ai frutti di mare con verze e tartufo

Ed infine un buon caffè! 

Credo proprio che si possa consigliare, vero?

San Severino Marche e l’arte

Una bellissima passeggiata quella di oggi: San Severino Marche e la mostra Meraviglie del Barocco nelle Marche. La mostra, ricchissima di opere, si visita in tre luoghi diversi della splendida cittadina:

Palazzo Servanzi Confidati

Palazzo Servanzi Confidati

Ingresso mostra:Palazzo Servanzi Confidati

Chiesa della Misericordia, il cui ingresso è sotto la Torre dell’Orologio

Chiesa della Misericordia

Torre dell'orologio

chiesa

Ingresso Chiesa della Misericordia

Pinacoteca civica “P. Tacchi Venturi”

Pinacoteca

Pinacoteca

La città è molto bella e ricca di sorprese:  una piazza particolare, palazzi bellissimi e maestosi, fontane e chiese. 

Il palazzo del Comune Torre dietro al Monte di pietà 
Fontana della Misericordia Fontana della Misericordia

Qui nacque, nel 1500, Bartolomeo Eustachi,  anatomista italiano che  teorizzò lo studio della tuba auditiva destra, ricordata tutt’oggi come la Tromba di Eustachio.

Casa natale di Eustachio

Nel 1610, dette i natali anche a Eustachio Divini, ottico e astronomo.

Le persone che abbiamo incontrato sono state gentilissime, disponibili a parlare e sorridere… e non è poco!

Ristorante Cavallini



Prima della visita alla mostra, abbiamo goduto di un ottimo pranzo a base di pesce al Ristorante Cavallini

seguirà resoconto dettagliato…



Marmellata di mele cotogne e succo d’uva

Ai miei lettori: … avrete capito che questo è l’anno delle marmellate…

Sono arrivate delle altre mele cotogne e dell’uva molto dolce e buona, bianca e nera.
Ho raccolto un po’ di notizie su come fare da amici e nel web e riassumendo il tutto è venuta fuori la mia nuova marmellata.
Ho seguito il solito procedimento per la pulitura delle mele cotogne, anche, se stavolta ho ottimizzato meglio il lavoro. Dopo averle tenute a bagno, pulite bene con lo spazzolino, tolto qualche punto scuro, le ho messe a cuocere insieme ad una mela Delicious  con poca acqua e limone per pochissimo tempo (una decina di minuti circa): in questo modo le mele non si sono subito “spappolate”, ma solo ammorbidite.
Le ho lasciate raffreddare… un’intera mattinata perchè questo lavoretto l’ho fatto prima di andare a scuola… e poi ho potuto togliere più facilmente il torsolo.

Le ho fatte cuocere ancora e, nel frattempo, ho selezionato i chicchi d’uva, precedentemente tenuta a bagno e sciacquata più volte. Poi ho ricavato il succo d’uva con la centrifuga per frutta e verdura.
A questo punto ho pesato il passato di mele (3400 gr) e misurato il succo d’uva (500 ml). Ho considerato che potesse andare bene circa 1600 gr di zucchero, seguendo le proporzioni di 470 gr per ogni chilo di mele.
Nella pentola a fondo pesante e con lo spargifiamma sotto, ho messo prima un bello strato di zucchero, poi la polpa di mele, ancora lo zucchero, la polpa ed infine il succo d’uva.
Piano piano ho lasciato cuocere a fuoco molto basso e, quando la marmellata ha cominciato ad acquisire densità, sono stata molto attenta a non farla attaccare rimestando spesso.

Quindi invasatura della marmellata bollente nei vasetti sterilizzati e “rovesciamento”… solito sistema del raffreddamento lento “sotto le coperte” come nella precedente ricetta.

Ecco i vasetti: … arriva foto… non appena avrò ritrovato il cavetto della mf…

Marmellata di mele cotogne e succo d'uva

Marmellata di mele cotogne

Anche quest’anno ho ricevuto in regalo delle bellissime mele cotogne e, ieri sera, ho preparato la marmellata.

La parola marmellata deriva proprio dal nome di questo frutto:

Il nome deriva dalla parola portoghese marmelo, per mela cotogna (dal greco μελίμηλον “mela di miele” ). (wikipedia.it)

Metterle a cuocere intere in una pentola capiente con un po' di acqua nel fondo e una spruzzata di succo di limone
Lavare molto bene le mele e pulirle aiutandosi anche con uno spazzolino per togliere la peluria e le impurità.
Metterle a cuocere intere in una pentola capiente con un po’ di acqua nel fondo e una spruzzata di succo di limone.

Far ammorbidire le mele: ci vorrà circa mezz’ora. Lasciar raffreddare e ricavare tutta la polpa eliminando i torsoli … questa è la parte peggiore della preparazione!

 

la polpa Rimettere il tutto nella pentola insieme all’acqua di cottura. Se ci fosse qualche pezzetto che sembra non completamente cotto, far cuocere ancora un po’.  A questo punto ho pesato il tutto (5200 gr).
Passare nel passaverdure.
Lo scarto è stato pochissimo.
Questo lavoretto, per fortuna, l’ha fatto tutto o quasi S. …
Prepararare circa 460 gr di zucchero per ogni chilogrammo di composto precedentemente pesato. Nella pentola di cottura mettere in fondo uno strato di zucchero poi uno strato di purea e così via.
Cuocere a fuoco dolcissimo mettendo anche uno spargifiamma sul fornello. E da qui in poi i tempi non sono sempre ben calcolabili.

Chiuderli con i coperchi e rovesciarliLa marmellata sarà pronta quando avrà assunto un bel colore ed è diventata lucida.
Versare la marmellata bollente nei vasetti sterilizzati.
Chiuderli con i coperchi e rovesciarli.

Coprire con una tovaglia e poi con un telo di lana e lasciare ben coperti finchè non siano raffreddati… questa tecnica l’ho letta girando per la rete e, stamattina, sul tavolo c’era un bel catafalco nero… visto che il telo di lana è una mia mantella nera.

Ecco le dosi di quest’anno:
5200 gr di composto, 2400 gr circa di zucchero, limone ed acqua come detto prima.

Spaghetti alla Norma

Tagliare una melanzana a fettine sottili – circa venti – e metterle sotto sale per mezz’ora.

Nel frattempo preparare un sughetto con un trito di cipolla, olio d’oliva e pomodori freschi o conservati a pezzettini.

Mettere a bollire l’acqua per la pasta e cuocere gli spaghetti. Mentre la pasta cuoce, scolare e asciugare bene le melanzane e friggerle velocemente in olio d’oliva. Farle asciugare in carta assorbente.

Scolare la pasta e versarla nella padella dove si è preparato il sughetto, mescolare, aggiungere abbondante ricotta salata grattugiata in una grattugia a fori larghi e le melanzane.

Pasta alla Norma

Pasta alla Norma

Servire subito.

Lenticchie e salsicce

Lavare bene le lenticchie in un colino sotto l’acqua corrente (circa 60 gr  a testa).

In una pentola mettere un pezzetto di cipolla, mezza foglia di alloro, due foglie di salvia, un piccolo rametto di rosmarino e un bel pizzico di sale.

Aggiungere le lenticchie e coprire con acqua fredda. Far cuocere per circa mezz’ora finchè le lenticchie siano morbide, ma ancora leggermente “al dente”.
Nel frattempo sbollentare le salsicce, una o due a testa,  per qualche minuto in modo da farle sgrassare un po’.

In una padella larga mettere un cucchiaio di olio evo con uno spicchio di aglio e due cucchiai di salsa di pomodoro. Far insaporire due-tre minuti e aggiungere le salsicce dopo averle scolate e tagliate a metà.

Aggiungere le lenticchie con parte o tutta l’acqua di cottura. Far cuocere insieme per qualche minuto.

Aggiungere un bel trito di prezzemolo fresco e, a piacere, un pizzico di pepe nero.

Servire subito.

Kartoffelsuppe (Zuppa di patate)

Dopo il ritorno da Berlino, città che ti fa riflettere e secondo me molto bella, ho preparato una Kartoffelsuppe. Il piatto tipico credo non abbia una ricetta unica: nei vari ristoranti era sempre diversa.

Girando un po’ per il web e nel ricordo dei sapori assaggiati, l’ho preparata così con ciò che quella sera avevo in casa:
ho scaldato un paio di cucchiai di olio evo con alcuni dadini di pancetta affumicata, ho aggiunto abbondante cipolla tagliata sottilissima e leggermente salata e lasciato insaporire per due-tre minuti; ancora una carota tagliata a tocchettini, una costina di sedano a pezzetti molto piccoli  e quattro patate a dadini. Dopo aver fatto ben insaporire il tutto, ho aggiunto una foglia di alloro e le foglioline di un rametto di maggiorana fresca.
Ho coperto con brodo vegetale e lasciato cuocere finchè le verdure non sono diventate molto morbide.
Nel frattempo, ho scottato un würstel grande di suino per pochi minuti in acqua bollente e, dopo averlo scolato, l’ho tagliato a rondelle alte circa un centimetro e mezzo che ho messo nella zuppa a fine cottura.
Ho servito con una macinata di pepe nero e abbondante prezzemolo fresco tritato.

patate