Sono tornato – Sergio

Dopo un’assenza durata fin troppo, sono tornato e mi piace ricordarlo con questi versi per ringraziare la mia rosa del mattino e della sera…
SONO TORNATO
Sono tornato per rivedere la mia città
Per rivedere la mia casa sono tornato
Sono tornato, andrò ad accendere la lampada
Dei sogni, perché si sappia da lontano
Che io sono tornato. Andrò a cogliere la rosa
Che si affaccia dalla siepe dell’orto
Mio padre l’ha piantata, l’ha curata
Come si prende cura di un figlio, con dolcezza
E l’ha lasciata a me, perché anch’io ne prenda cura
Me l’ha lasciata perché il suo ricordo
Non vada perso, il ricordo delle sue mani
Che dissodavano la terra, piantavano le rose
E potavano gli alberi d’olivo.
Sono tornato, infine
Per rivedere il tuo volto, leggere nel tuo sguardo
Quella risposta alla domanda che mi porto dentro
Sono cambiato? Me lo diranno i tuoi occhi
Sgranati dalla meraviglia, o sorridenti
Perché infine, mia rosa, anch’io sono tornato
© Sergio Tardetti 2021

rosa del mattino e rosa della sera
rosa del mattino e rosa della sera
rosa
le nostre rose

SANSEVERIA fiorita

 SANSEVERIA fiorita
SANSEVERIA fiorita

La piccola SANSEVERIA fiorita! Sembra che in casa accada raramente!
Spesso c’erano in casa anche dei miei genitori … mi viene in mente di dire che è una pianta “antica”! Mai vista fiorita e neanche sapevo che fiorisse.

Questa è una piccola cassetta di legno con piante grasse che mi hanno regalato in ottobre per il mio compleanno.

Ultimo giorno di scuola – un anno fa

Da quando nel 1986 approdai definitivamente qui a Gubbio per insegnare sono passati tanti anni e nessuno di loro mi sfugge nella mente e nel cuore. C’ero stata nel 1983 per una supplenza allo “Sperimentale” dove conobbi gli occhi penetranti ed intelligentissimi della “Signorina” (Maria Letizia Cassata) che mi fecero capire come doveva essere la scuola. Non sempre ci sono riuscita e avrei sicuramente potuto fare di più e meglio, ma di una cosa sono certa: ho messo sempre davanti a tutto la scuola, anche nei momenti in cui avevo cose ben più pesanti cui pensare.Ho avuto tanti Studenti in un anno di Sperimentale, dieci di Commerciale-Corso Programmatori e ventitré di Liceo, eugubini e non, e i loro volti, a volte più nitidi a volte più sbiaditi per non averli più incontrati, sono tutti qui davanti a me.

E poi che dire di quelli diventati amici, di quelli che hai avuto anche come colleghi negli ultimi anni e che dal Lei sono passati ad un timido Tu, pur chiamandoti sempre Prof, di quelli che ti salutano dopo decenni e ti dicono “non è cambiata”? Ognuno di loro, tra sorrisi e qualche arrabbiatura, mi ha riempito il cuore e l’anima e non mi abbandoneranno mai.E i Dirigenti, i Colleghi, i Segretari, i Collaboratori … tutti quelli con cui ho condiviso momenti di gioia, momenti di stanchezza, momenti di allegria, momenti di serio lavoro … anche loro non se ne andranno mai dal mio cuore.GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE ❤️❤️❤️

REGALINI di NATALE

Cipolle, Caponata, Zucca gialla … marmellate: per le mie amiche!

REGALINI di NATALE
REGALINI di NATALE
Ingredienti
Per la salsa base:
550 g di sedano
450 g di cipolla bianca
300 g di olive verdi
100 g di zucchero semolato
100 g di aceto di vino bianco
70 g di doppio concentrato di pomodoro
75 g di capperi dissalati
Sale e pepe
Olio
Per la caponata classica:
2 melanzane nere
Basilico
Per la caponata di zucca:
200 g di zucca
100 g di granella di pistacchio
Per la caponata di pesce spada:
300 g di pesce spada
200 g di semola rimacinata di grano duro
100 g di mandorle affettate tostate
2 l di olio di arachidi
Menta
Per la salsa base: versare all’interno di una casseruola 50 grammi di cipolla tagliata a julienne e farla appassire con dell’olio. Unire il doppio concentrato di pomodoro e allungare con poca acqua. In un’altra pentola lessare il sedano ed il resto della cipolla tagliati a cubetti. Un minuto prima di terminare la cottura, unire le olive precedentemente denocciolate. A questo punto, scolare e versare nella casseruola con il concentrato di pomodoro. Unire i capperi, regolare con sale e pepe, aggiungere lo zucchero e bagnare con l’aceto, lasciando cuocere per 5 minuti. A questo punto la salsa è pronta.
Per la caponata classica: tagliare le melanzane a cubetti, friggerle in una padella con dell’olio di arachidi e salare. Una volta cotte, scolarle, assorbire l’olio con della carta assorbente e unirle alla salsa preparata precedentemente, completando il piatto con delle foglie di basilico.
Per la caponata di zucca: tagliare la zucca a listarelle grandi, friggerla in una padella con dell’olio di arachidi e salare. Una volta cotta, scolarla, assorbire l’olio con della carta assorbente e unirla alla salsa preparata precedentemente, completando il piatto con della granella di pistacchio.
Per la caponata di pesce spada: tagliare a cubetti il pesce, panarlo con della farina e friggerlo. Dopodiché, rimuovere l’olio in eccesso con della carta assorbente e unirlo alla salsa. Spolverare con delle mandorle tostate e tritate e qualche foglia di menta.

PANIFICAZIONE del PASTICCERE – Maestro ANTONIO CHIERA

La PANIFICAZIONE del PASTICCERE - Maestro ANTONIO CHIERA

Siamo tornati stamattina dopo tre giorni trascorsi in un posto bellissimo: Casa Panorama ad Est – B&B  di Stefania e Gianluca. Vento, sole, musica, colori, profumi, allegria, amicizia, condivisione, risate, farine, lieviti hanno allietato queste giornate.
Un corso di panificazione veramente speciale grazie alla grande competenza e versatilità del Maestro Antonio Chiera che ci ha guidato nel mondo della biga, del poolish, del lievito madre e delle produzioni possibili. Focacce, panini, panettoni gastronomici e tanto altro carichi di sapori e profumi che abbiamo apprezzato con tanti assaggi ed esclamazioni!
Ho imparato molte cose e mi cimenterò presto in qualche preparazione.
Per ora ringraziamo (io e Sergio) lo staff, tutta la bella compagnia e ciò che ha contribuito a farci vivere una intensa vacanza anche se breve!

La PANIFICAZIONE del PASTICCERE - Maestro ANTONIO CHIERA - programma

2 luglio 2020

2 luglio 2020

E siamo arrivati a 32, anni di vita veramente vissuta, con tutto quello che può accadere in un lasso di tempo così consistente… Una riproposta di quello che scrissi anni fa per l’occasione.
DUE LUGLIO

Mi chiese se volevo rispettarti
Amarti, perdonarti, preoccuparmi,
Per quanti anni ci fossero concessi

“Sì”, fu la mia risposta, troppo breve
E con quel tono un po’ di circostanza
Ma c’era il luogo e l’ora che incombeva

E quella folla in fibrillante attesa
Pronta a sciogliersi in lacrime e in abbracci
E a chiedere insistente un nostro bacio

Suggello di un’impresa troppo audace
Che prendeva l’abbrivio in quell’istante
Per arrestarsi al termine del Tempo

Avrei voluto dire altre parole
Oltre quel sì, ma forte l’emozione
Mi stringeva la gola e tratteneva

I pensieri già pronti a traboccare.
E poi quel luogo che non ci consente
Altre risposte o ammette altre domande

“Sì”, fu la tua risposta, lo ricordo
Come se fosse adesso, scandita
In mezzo al mormorio di quella gente

Ferma, decisa, un gesto di coraggio
Come ne occorre a volte nella vita
Per andare oltre l’uno ed oltre il due

Poi mi chiese di prendere l’anello
E mettertelo al dito, risplendeva
Sotto la luce di un fervente luglio

Fu in quell’istante che si fermò il tempo
A separare passato e presente
L’uno non era più, l’altro c’è ancora

E ogni giorno quel giorno si rinnova
© Sergio Tardetti 2020

https://www.facebook.com/mariateresa.bianchi/videos/936796040168355/

2 luglio 2020

Acqua di San Giovanni

Acqua di San Giovanni

“La notte a cavallo tra il 23 ed il 24 giugno è una notte molto particolare in cui si prepara l’acqua di San Giovanni, che secondo la leggenda, possiede virtù curative e protettrici. …
La mattina del 24 giugno, l’acqua di San Giovanni si utilizza per lavare mani e viso, in una sorta di rituale propiziatorio e di purificazione per ricevere amorefortuna e salute.
Il rituale si divide in varie fasi, ognuna di esse può ispirato alcuni stati d’animo:

    • 1) Raccolta delle piante: conoscenze e rispetto.
    • 2) Esposizione dell’acqua alla notte: abbandono e fiducia.
    • 3) Bagno con l’acqua di San Giovanni: purezza e rinascita.”

fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Festa_di_san_Giovanni_Battista

15 maggio 2020

Avrei voluto mettere come titolo FESTA DEI CERI 2020, ma la festa non c’è e per quest’anno ci ha lasciato vuoti e silenziosi.
Nonostante tutto, non dimentichiamo questo giorno fatto di piccole e grandi cose.
Ed ecco il nostro pranzo … 

A NOCERA UMBRA

Fontana a Nocera Umbra
ACQUA fonte di VITA

A Nocera Umbra per un paio di giorni in occasione del Palio dei Quartieri.
Piccola e bella vacanza, come al solito, a due passi da casa!
Siamo stati ospiti dell’Hotel Europa situato a pochi minuti a piedi dal bel centro storico della città ora ricostruita e restaurata.
L’accoglienza in Hotel è stata ottima e i nuovi gestori, siciliani, sono stati molto gentili e disponibili. La Sig.ra Cettina, al nostro arrivo verso le 13.00, pur non avendolo prenotato, ci ha messo a tavola poco dopo con un ottimo pranzo e, in particolare, una pasta alla Norma eccezionale.
La visita di Nocera, il corteo storico del 6 sera e l’atmosfera di questi giorni sono stati veramente gradevoli e ripeteremo!

La cucina della sig.ra Cettina
La cucina della sig.ra Cettina

2 LUGLIO 2019

Oggi è il nostro anniversario di matrimonio, sono trascorsi 31 anni da quel 2 luglio del 1988. 31 anni con tutte le loro gioie, i loro dolori, i loro ricordi. Ne abbiamo fatte tante di cose, ne abbiamo vissute tante, eppure questo tempo è volato via leggero, tanto da non rendercene conto. Voglio dedicare a Teresa la poesia che ricorda quel giorno e che, come sempre, festeggeremo a metà, perché capita sempre in tempo di esami. Qualche sera fa, tornando a casa, passava per la radio una canzone, quella che entrambi, l’uno all’insaputa dell’altro, abbiamo scelto come la “nostra” canzone. Voglio chiudere con le sue parole: “A te che sei, semplicemente sei, sostanza dei giorni miei” …

DUE LUGLIO

Mi chiese se volevo rispettarti
Amarti, perdonarti, preoccuparmi, 
Per quanti anni ci fossero concessi

“Sì”, fu la mia risposta, troppo breve
E con quel tono un po’ di circostanza
Ma c’era il luogo e l’ora che incombeva

E quella folla in fibrillante attesa
Pronta a sciogliersi in lacrime e in abbracci
E a chiedere insistente un nostro bacio

Suggello di un’impresa troppo audace
Che prendeva l’abbrivio in quell’istante
Per arrestarsi al termine del Tempo

Avrei voluto dire altre parole
Oltre quel sì, ma forte l’emozione
Mi stringeva la gola e tratteneva

I pensieri già pronti a traboccare.
E poi quel luogo che non ci consente
Altre risposte o ammette altre domande

“Sì”, fu la tua risposta, lo ricordo
Come se fosse adesso, scandita
In mezzo al mormorio di quella gente

Ferma, decisa, un gesto di coraggio
Come ne occorre a volte nella vita
Per andare oltre l’uno ed oltre il due

Poi mi chiese di prendere l’anello
E mettertelo al dito, risplendeva
Sotto la luce di un fervente luglio

Fu in quell’istante che si fermò il tempo
A separare passato e presente 
L’uno non era più, l’altro c’è ancora

E ogni giorno quel giorno si rinnova

© Sergio Tardetti 2019

Venerdì Santo

VENERDI’ SANTO

Venerdì di silenzio, di lacrime e agonia
Anche la folla in strada ha spento la sua voce
Arriva da ogni vicolo una mesta litania
Ed a ciascuno sembra di portare una croce

Venerdì santo, un giorno che fa stringere il cuore
Di chi soffre la pena di un’esistenza ingrata
Che ti strappa gli affetti, ti ruba le parole
Per poter dire quello che la vita non ti ha dato

Venerdì santo, si spengono tra fumi di candele
Gli ultimi desideri di un mondo che non crede
Che possa ancora esistere chi in un tempo crudele
Vive quest’ora mesta abbracciando la sua fede

© Sergio Tardetti 2019

Venerdì Santo