Baccalà al forno (alla ceraiola?)

Baccalà al forno (alla ceraiola)
Baccalà al forno (alla ceraiola?)

Tagliare a pezzi il baccalà dissalato ed asciugare.
Preparare un misto di pane grattugiato, rosmarino tritato (io ho messo anche un po’ di prezzemolo tritato), sale e pepe. Bagnare con abbondante olio extravergine d’oliva, amalgamare bene e lasciar insaporire in una ciotola almeno un paio d’ore.
Oleare bene i pezzi di baccalà con le mani e ricoprire con il pane preparato solo dalla parte della polpa cercando, con le mani, di farlo ben aderire.
In una teglia da forno mettere un po’ di vino bianco ed olio, adagiare il baccalà e cuocere in forno ben caldo (180°) per 20-30 minuti. Il pane condito deve essere leggermente colorito e morbido.

Il baccalà ala ceraiola si mangia il 14 maggio, giorno prima della Festa dei Ceri presso gli Arconi di Via Baldassini.
A Gubbio si dice che c’è un ingrediente segreto che non può essere rivelato!

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Ricetta per circa 500 persone (Tratta da “Spesa per la Tavola Bona” del 1971)

INGREDIENTI:
Baccalà Kg. 150, pane grattugiato Kg. 20,
rosmarino fresco Kg. 15
olio di oliva litri 80, sale e pepe quanto basta.

PROCEDIMENTO:
Se avete meno invitati, riducete le dosi…..
Tagliare i filetti di baccalà già ammollato, a pezzi da circa un etto.
Mescolare il rosmarino tritato con il pangrattato e aggiungere sale, pepe, olio e una spruzzatina di vino.
Impanare il baccalà e metterlo nella teglia bene oleata, aggiungere sopra ancora un pò dell’impasto e cuocere in forno…
Semplice e gustoso, è un piatto adatto alla vigilia della festa.

CRISTIANO FANUCCI
http://www.ilmiositoweb.it/cucinaregionale/N95.HTM

Venerdì Santo

VENERDI’ SANTO

Venerdì di silenzio, di lacrime e agonia
Anche la folla in strada ha spento la sua voce
Arriva da ogni vicolo una mesta litania
Ed a ciascuno sembra di portare una croce

Venerdì santo, un giorno che fa stringere il cuore
Di chi soffre la pena di un’esistenza ingrata
Che ti strappa gli affetti, ti ruba le parole
Per poter dire quello che la vita non ti ha dato

Venerdì santo, si spengono tra fumi di candele
Gli ultimi desideri di un mondo che non crede
Che possa ancora esistere chi in un tempo crudele
Vive quest’ora mesta abbracciando la sua fede

© Sergio Tardetti 2019

Venerdì Santo

Festa dei Ceri 2016

  Sant’Ubaldo, San Giorgio, Sant’Antonio
… emozioni, arte, brocche d’autore, musica, urla, lacrime, amici, ricordi …
13-14-15 maggio 2016

13 maggio
il trenino con la banda di Gubbio

14 maggio

passeggiando ed ammirando prima del suono del Campanone

BROCCHE D’AUTORE 2016: Antonella Capponi, Renato Bertini, Tonina Cecchetti

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15 maggio
il giorno atteso!


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Una giornata con QUINTO QUARTO

QUINTO QUARTO
a Gubbio
Kermesse gastronomica dedicata ai tagli poveri, ma ricchi di gusto
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Agli Arconi con Alessandro LestiniFabrizio Rivaroli, Marino Marini
quintoquarto7nov2015

Il Quinto Quarto incontra il primo piatto – Chef Alessandro Lestini e Chef  Fabrizio Rivaroli
Il fegato di vitello – Chef Fabrizio Rivaroli:
Il bollito e le sue salse – Chef Fabrizio Rivaroli
Le origini del Quinto Quarto – by Slowfood con Marino Marino
Un vino eugubino: SEMONTE Umbria IGT, dolcetto, 2013

Coda alla vaccinara: chef Marco Bistarelli

quinto quarto 2014 coda

Chef Marco Bistarelli
Coda alla vaccinara: Pezzi grandi. Olio di arachidi per arrostire la coda in padella. Aglio scalogno sale e pepe.
Vino rosso Brandy Marsala e tanto aceto! E tutto in pentola con pomodoro peperoncino, ginepro e tanta salvia! Acqua e brodo. E via per 3 ore e mezzo!

da FB QUINTO QUARTO

foto mtb

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Gourmet non per caso

Sergio e Teresa

— con Sergio Tardetti e Maria Teresa Bianchi.

Showcooking: Anna Moroni e i suoi ospiti

Il mese del tartufo
 Sabato 17 novembre 2012

Showcooking: Anna Moroni e i suoi ospiti
 
Arconi di Via Baldassini

Anna Moroni, Arconi di Via Baldassini

Preparazione di “tartufi salati
Impasto base: pane in cassetta morbido sbriciolato e ammorbidito con latte, burro, formaggio cremoso.
Amalgamare bene e dividere l’impasto; in ogni parte incorporare pezzetti di salmone affumicato,  pezzetti di acciuga, capperi tritati …
Formare delle palline e passare in semi di sesamo o pistacchi tritati o spezie (per es. timo, erba cipollina …)

tartufi salati

Anna Moroni ha poi dato la ricetta del Ciambellone fantastico che si può trovare qui nel video de “La prova del cuoco”: 

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-6dbc17f2-31e3-47b2-b1f9-46886234679f-popup.html

… il limoncello nelle ciambelle l’ho spesso usato anch’io… vedi  Ciambella con gocce di cioccolato 

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Video: Anna Moroni, Natalia Cattelani e i bambini

fonte: Tartufo in tavola

Presentazione del libro: SOFFRIGGO PER TE di Fabio Picchi

Il mese del tartufo

Venerdì 16 novembre 2012
Biblioteca Sperelliana
Chiara Giallonardo e lo chef-scrittore Fabio Picchi

Presentazione del libro:
SOFFRIGGO PER TE
di Fabio Picchi
Edizioni Rai Eri, pp. 126, euro 16,90

Chiara Giallonardo e lo chef-scrittore Fabio Picchi

Mostra del tartufo 2012 e “finger food”

GEOMETRIEGEOMETRIE

SURREALESURREALE

Il 2 novembre, alle 15.30, nel padiglione degli Aromi a piazza Grande, si continua con gli appuntamenti delle Officine del gusto. Però bando alle posate, il protagonista è lo spassoso e modaiolo “finger food”, il cibo mangiato con le mani. Il cuoco Marco Gargaglia, infatti, guiderà i partecipanti nella realizzazione di un menù a base di prodotti tipici del territorio.

Marco Gargaglia Marco Gargaglia ha preparato:

finger food

  • Battuta di Chianina con uovo di quaglia e tartufo
  • Baccalà in purea di patate e chips croccanti
  • Mazzafegati e roveglia in purea di broccolo
  • Vellutatata di fagiolina del Trasimeno con quenelle di paté di fegatini
  • Lenticchia di Castelluccio con salsiccia sbriciolata e salvia fritta e crostino croccante
  • Coratina d’agnello e crescia (torta al testo) su letto di cicoria

e poi: Chiara Giallonardo e LA CARBONARA al TARTUFO

http://youtu.be/_HtZv7bXroY

Io e S. siamo in prima fila!!

7a Giornata del Contemporaneo e incontro con Stefano Benni

sabato 8 ottobre 2011 – Biblioteca Comunale Sperelliana
7a Giornata del Contemporaneo organizzata da AMACI – ASSOCIAZIONE MUSEI ARTE CONTEMPORANEA ITALIANA e Incontro con lo scrittore Stefano BENNI

BandierARTE” coreografia del gruppo di Sbandieratori di Gubbio
10 bandiere realizzate da 10 artisti in occasione dei 10 anni di ‘Gubbio no Borders’ 
L. Angeloni, T. Bellucci, P. Biagioli, N. Bocci, M. Boldrini, I. Sannipoli, M. Scavizzi, N. Teodori, L. Tittarelli, G. Tognoloni

BandierARTE

Inaugurazione della MOSTRA “ARTE DI CARTA” con 26 artisti partecipanti
L. Angeloni, O. Angerame, T. Bellucci, P. Biagioli, N. Bocci, M. Boldrini, V. Capone, A. Capponi, L. Caravita, M. Cesarini, G. Costanzo, A. Filieri, M. Manni, B. Jandolo, A. Marchionni, P. Pesce, T. Pollidori, L. Predominato, R. Ricci, I. Sannipoli, M. Scavizzi, L. Tittarelli, G. Tognoloni, F. Troiani, A. Uncini, M. Vantaggi

 

Incontro con lo scrittore Stefano Benni e il suo ultimo libro “La traccia dell’angelo” (Sellerio 2011)

Stefano Benni

Stefano Benni

[… si guarisce dal dolore? mai … ma lo si affianca a qualcosa di bello e luminoso…]

Venerdì Santo

Le statue della Madonna e di GesùLe statue della Madonna e di Gesù nella Chiesa di Santa Croce della Foce prima della processione

Le battistrangoleLe battistrangole

La processioneLa processione
La MadonnaLa Madonna

VENERDI’ SANTO
CHIESA DI SANTA CROCE DELLA FOCE

La Processione è da sempre organizzata dall’antica Confraternita di Santa Croce della Foce che ha sede nell’omonima chiesa situata appena fuori dalle mura medioevali di Gubbio.
L’origine della processione risale ai movimenti laici penitenziali del XIII secolo. Dalla metà del duecento in molte città, soprattutto dell’Italia centro-settentrionale, presero vita varie confraternite religiose. A Gubbio se ne potevano contare tre: la Confraternita del Crocefisso, quella di San Bernardino (detta anche Fraternità del Ponte Marmoreo) e la Confraternita di Santa Maria della Misericordia (detta dei Bianchi). I membri di queste confraternite venivano chiamati disciplinati, battuti, flagellanti (dall’atto fisico del flagellarsi), oppure con termine più popolare “sacconi”, dal grande saio col quale gli iscritti alle confraternite erano soliti vestirsi in occasione di cerimonie e processioni.

Ad aprire la processione sono gli uomini delle “battistrangole“, uno strumento di legno percosso alternativamente su ogni lato da maniglie di ferro che provocano un suono sordo e lugubre. Il ritmo dello strumento rompe il silenzio della città di pietra, aggiungendo ulteriore pathos alla processione. Alle spalle degli uomini delle battistrangole, il primo incappucciato reca in mano un teschio a rappresentare il luogo della crocefissione, in ebraico Golgota. Seguono poi i confratelli che mostrano tutti gli altri simboli della passione.

ORDINE DELLA PROCESSIONE

  • Uomini delle battistrangole
  • Uomo con il teschio
  • Uomo con la croce detta “Albero della Vita”
  • Uomini con le croci
  • Uomo con il calice
  • Uomo con i 40 denari
  • Uomo con la corda con la quale venne legato Cristo
  • Uomo con la colonna
  • Uomo con il gallo
  • Uomo con i flagelli
  • Uomo con la corona di spine
  • Uomo con il bacile
  • Uomo con la scritta INRI
  • Uomo con il velo usato da Veronica
  • Uomo col sudario
  • Uomo con i chiodi
  • Uomo con il martello
  • Uomo con la spugna
  • Uomo con la lancia
  • Uomo con le vesti di Gesù Cristo
  • Uomo con i dadi
  • Uomo con la scala
  • Uomo con le tenaglie

Nella parte iniziale del percorso, la statua del Cristo Morto viene deposta a terra in corripondenza del cosidetto “pietrone“, antichissima pietra sacrificale pagana di forma ovale, facilmente identificabile nella pavimentazione di Via Capitano del Popolo. Il gesto evidenzia le radici dell’antichissimo popolo umbro, che a Gubbio conobbe una delle principali città-stato. La lunga sosta fa vagheggiare i rituali di purificazione e lustrazione che il sodalizio dei Fratelli Atiedii compiva ogni anno a primavera già in epoca pre-romana, come attestano le Tavole Eugubine.

Oltre a proporre legami cristiani con la pietra del sepolcro di Gesù. Nessun luogo viene dimenticato. Nell’attraversare il centro storico, la processione tocca tutti i conventi cittadini e dedica una sosta particolare alla sofferenza. La statua del Cristo viene trasportata per un attimo nell’ospedale, gesto di conforto e speranza. Eugubini di ogni età seguono il sacro feretro o sostano ai lati del percorso con corale partecipazione e profondo raccoglimento. Parte centrale della processione sono le statue del Cristo Morto e della Madonna Addolorata. Si tratta di due piccoli capolavori dell’arte locale. Il Cristo deposto è una scultura lignea cinque-seicentesca, mentre la Madonna Addolorata è un manufatto ottocentesco di provenienza faentina.

Il lento incedere della processione viene accompagnato da un canto antichissimo: il “miserere”. Il testo latino del canto è ispirato al più celebre dei salmi, composto da David tremila anni fa. Esso esprime profondi sentimenti di pentimento e un desiderio intenso di purificazione. L’autore della musica è ignoto, ma questo antico canto, tramandato oralmente, è miracolosamente sopravvissuto attraverso i secoli. Due gruppi di cantori si alternano nelle strofe: quello che segue la scultura lignea seicentesca del Cristo e il secondo, che si stringe attorno alla statua della Madonna Addolorata. I cantori e i portatori del Cristo Morto vestono un saio bianco con cappa nera. Stessa veste per i portatori e i cantori della Madonna Addolorata, con cappa blu.

TESTO DEL “MISERERE

“Miserere mei, Deus, secondum magnam misericordiam tuam.
Pietà di me, o Dio, secondo la tua grande misericordia.

Amplius lava me ab iniquitate mea et a peccato meo munda me.
Lavami dalle mie colpe e purificami dal mio peccato.

Tibi soli peccavi et malum coram te feci
ut iustificeris in sermonibus tuis
et vincas cum iudicaris.

Contro di te ho peccato e ho fatto cosa a te spiacevole,
perciò sei giusto quando parli,
retto nel tuo giudizio.

Ecce enim veritatem dilexisti
incerta et occulta sapientie tuae manifestasti mihi.

Ecco, tu ami sincerità di cuore
e nell’intimo mi hai manifestato la tua sapienza.

Auditui meo dabis gaudium et laetitiam,
et exultabunt ossa humiliata.

Fammi sentire gioia e letizia
ed esulteranno le ossa che hai spezzato.

Cor mundum crea in me Deus
et spiritum rectum innova in visceribus meis.
Crea in me, o Dio, un cuore puro
e rinnova in me uno spirito retto.

Libera me de sanguinibus, Deus, Deus salutis meae
et exultabit lingua mea iustitiam tuam.

Liberami dal sangue, Dio, o Dio mia salvezza e la mia lingua esalterà la tua giustizia.

Quoniam si voluisses sacrificium dedissem utique
holocaustis non delectaberis.

Se tu volessi, ti offrirei un sacrificio
ma non ti compiaci degli olocausti.

Benigne fac Domine in bona voluntate tua Sion.
Per la tua bontà, o Signore, sii benigno nei riguardi di Sion.

E’ tradizione accendere grandi falò in varie parti del percorso della processione. Il fuoco come simbolo di purificazione e della richiesta di perdono a Dio. Fuochi e luminarie rendono quindi ancora più suggestiva la sacra rappresentazione. I fuochi vengono accesi in Piazza San Pietro, Via Dante e in Largo San Marziale, mentre le fiaccole disegnano il profilo di palazzi e monumenti cittadini Le ultime luci del giorno lasciano spazio a quelle di fiaccole e falò. Bracieri accesi e grandi fuochi rischiarano le facciate di pietra del centro storico di Gubbio. Le battistrangole, il canto del miserere, il crepitio della legna che brucia, le preghiere, il rumore dei passi sul selciato conferiscono alla processione caratteristiche di forte suggestione.

fonte: www.paesaggi.umbria2000.it

focarone Madonna foto mtb