MARMELLATA di MELE COTOGNE

Marmellata di mele cotogne 🍏
Terminata la produzione 2020!
Le produzioni degli anni passati: https://www.matebi.it/tag/mele-cotogne/

L’unica che ha il diritto di chiamarsi marmellata!
Marmellata viene dal portoghese marmeleiro, “cotogno”, una forma dissimilata del latino melimēla, (“mela dolce”), a sua volta dal greco antico: μελίμηλον, melímēlon («melo innestato nel cotogno»)
fonte: Wikipedia

STINCO e PATATE al FINOCCHIO selvatico

Anche lo stare a tavola diventa poesia, anzi, è poesia. Basta scegliere la compagnia giusta e avere una tavola bene apparecchiata …

TOVAGLIA DI LINO
Stasera, sopra il tavolo, una tovaglia di lino
Ospiti di riguardo, io e te, solo noi due
Potremmo anche rimanere in silenzio, stare
A guardarci, mentre il vento di fuori scuote
Gli alberi, sorridere e brindare a noi stessi
E poi riempire i bicchieri, stando attenti
Che la tovaglia di lino non si macchi, ma
Se dovesse accadere, lo diremo un segno
Di augurio di felice vita
Brillano le luci
Della strada, scintillano sui calici pieni
Di buon vino, e la tovaglia è quel prato
Di margherite in cui sogniamo di smarrirci
© Sergio Tardetti 2020
 
STINCO di maiale e PATATE
STINCO di maiale e PATATE

Lo stinco è stato preparato alla birra ed aromi con la ricetta qui nel blog.

PATATE A FETTE con SALE aromatizzato al FINOCCHIO SELVATICO
Sbucciare le patate e scottarle in acqua bollente per circa 3/4 minuti. Farle raffreddare e tagliare a fette di altezza 5/6 mm.
In una teglia da forno grande condire le fette, mescolando con le mani, con poco olio evo e sale aromatizzato al finocchio oppure con sale e finocchio selvatico. Allargare le fette nella teglia e cuocere in forno preriscaldato al massimo per circa 10 minuti o perlomeno finchè non saranno belle dorate.

CODA alla VACCINARA

Coda alla vaccinara

L’avevo già cucinata anni fa (qui e una ricetta particolare qui), ed oggi di nuovo … lunghe cotture in questo periodo!
Ho letto e riletto varie ricette per seguire poi una di quelle riportate in wikipedia: Si prende una coda di bue e la si lava sotto l’acqua corrente per toglierle le tracce di sangue. Si taglia a tocchi, o “rocchi”, e la si mette a rosolare con un trito di lardo (o guanciale) e olio. Appena rosolata si aggiunge una cipolla tritata con due spicchi d’aglio, dei chiodi di garofano, sale e pepeSi fa evaporare l’acqua buttata fuori dalla coda, si sfuma con del vino bianco secco e si fa cuocere per un quarto d’ora coperta. Quindi si aggiunge un chilo di pomodori pelati a pezzi. Si lascia cuocere per circa un’ora, poi si allunga la salsa con dell’acqua calda fino a coprire la coda, si incoperchia nuovamente e si prosegue la cottura per altre 3 ore. Nel frattempo si lessa del sedano. Appena pronto, si scola e si mette in un tegame con un po’ di sugo della coda, i pinoli, l’uva passa e il cacao amaro. Questa salsa va fatta bollire per qualche minuto  e poi va versata sulla coda al momento di servire.

p.s.: ho usato guanciale ed olio per la rosolatura e con la cipolla ho messo anche del prezzemolo tritato

CODA alla VACCINARA
CODA alla VACCINARA

ROCCETTI con il MOSTO

E due ROCCETTI con il mosto non li vuoi fare altrimenti fermenta?
Con la ricetta pubblicata nel mio blog nel 2004 e mosto al posto del vino.
14 Gennaio 2004
500 g di farina
un bicchiere di zucchero
un bicchiere di olio
un bicchiere di vino bianco
due cucchiai di anice
cartina per dolci (mezza bustina di lievito per dolci)
Impastare tutti gli ingredienti e fare dei cordoncini. Chiudere ad anello (passare in zucchero bianco o di canna) e cuocere a 180° per 10-15 minuti.
Si possono anche fare a forma di tozzetti: fare un panetto e cuocere intero.
Tagliare delle fette spesse e rimettere in forno caldo per alcuni minuti.

ROCCETTI con il MOSTO
ROCCETTI con il MOSTO

DOLCI con il MOSTO

DOLCI con il MOSTO
DOLCI con il MOSTO

E scopri che con il mosto in Umbria e Marche si fanno dolci molto simili tra loro per gli ingredienti e, più o meno, anche per le dosi: farina, mosto per impastare, lievito di birra, zucchero, olio evo, uvetta e semi di anice o anche solo semi di anice. La ricetta mi è stata data da un amico marchigiano ed è molto simile a quella degli zuccherini di Bettona, a parte l’uso del mosto.
Poi ci sono i Biscotti con il mosto, tipo tozzetti con solo anice.

biscotti-mosto
biscotti con il mosto

PACCHERI con POLIPETTI al sugo rosso

Paccheri con polipetti al sugo rosso
Paccheri con polipetti al sugo rosso

Ingredienti per 2 persone
4 polipetti (circa 400 g, qui sono abbastanza grandi)
140 g di paccheri (qui pasta di Gragnano Fior Fiore Coop)
circa 150 g di polpa di pomodoro, aglio, prezzemolo, olio evo, peperoncino, poco sale

Preparare il sugo di pomodoro con due-tre cucchiai di olio, uno spicchio di aglio tagliato in due tre pezzi, peperoncino, polpa di pomodoro mettendo tutto insieme e senza far soffriggere; cuocere a fuoco dolce per circa 10 minuti.
Nel frattempo, mettere i polipetti in pentola a pressione (o in altra pentola con coperchio) e far cuocere per 10/15 minuti dal sibilo (più tempo in pentola normale): dovranno risultare morbidi infilandoli con uno stecchino. Scolare l’acqua di cottura dei polipetti, mettere un pezzetto di aglio e un cucchiaio di olio, mescolare a fuoco dolce per due minuti e versarvi il sughetto preparato, salare moderatamente e far cuocere insieme per alcuni minuti (in pentola a pressione circa 5 minuti); togliere i pezzi di aglio, aggiungere un bel trito di prezzemolo fresco e condire subito la pasta.
Guarnire nel piatto con altro prezzemolo.

OSSOBUCO alla milanese

OSSOBUCO alla milanese
OSSOBUCO alla milanese

Il nostro pranzo di oggi: OSSOBUCO alla milanese con puré di patate.

Mi sono data alle lunghe cotture in questi giorni e, anche per questa preparazione, ci vogliono circa tre ore e mezzo.
2 Ossibuco di Chianina locale e verdure dell’orto dei “Vispetti” e questo fa la differenza!
Li ho preparati così:

  • dopo aver inciso in verticale e in vari punti i bordi del tessuto connettivo per far sì che non si restringano in cottura, li ho ben infarinati e rosolati a fuoco vivo in padella larga dopo aver scaldato olio evo e un pezzetto di burro. Fare attenzione a girarli delicatamente e a non far staccare la pellicola di farina. Toglierli dalla padella e, nel fondo di cottura, versare mezzo bicchiere circa di vino rosso e far deglassare il fondo. Togliere dal fornello quando non si sente più l’odore di alcol.
  • In un’altra pentola larga e dal fondo spesso mettere due-tre cucchiai di olio evo e un pezzettino di burro; scaldare e versarci un abbondante trito di sedano, carota e cipolla. Salare moderatamente e far stufare le verdure qualche minuto aggiungendo anche un pochino di acqua.
    Quando il liquido si sarà riassorbito e le verdure saranno morbide, spostarle verso i lati in modo da fare spazio alla carne che vi adagiamo.
  • Dopo qualche minuto versare attraverso un colino il fondo di cottura precedentemente deglassato. Ogni tanto muovere delicatamente la pentola per non far attaccare nulla, ma senza toccare la carne.
  • Aggiungere acqua calda fino all’altezza della carne e un cucchiaino di dado di carne (io uso quello che preparo da sola con il bimby).
  • Lasciar cuocere a fuoco dolce e con il coperchio per circa due ore/due ore e mezzo controllando che non manchi il liquido ed, eventualmente, aggiungere un po’ di acqua.
  • Verso la fine della cottura togliere il coperchio e controllare che il fondo non sia più troppo liquido. La carne deve essere morbida:  per valutare la cottura usare uno stecchino lungo di legno. Controllare di sale e pepare moderatamente. Spegnere il fornello.
  • Nel frattempo preparare la gremolata tritando un abbondante pugno di foglie di prezzemolo con uno spicchietto di aglio e buccia di un limone (a buccia edibile cioè non trattato con additivi chimici).
  • Mettere la gremolata sopra la carne e servire ben caldo accompagnandolo da puré di patate o risotto alla milanese.
    Oggi con purè!
  • E se il fondo di cottura avanza non buttatelo: si può usare per insaporire carni o aggiungere agli ingredienti del polpettone!
OSSOBUCO alla milanese: preparazione
OSSOBUCO alla milanese: preparazione

Il “CHILI”

Sergio mi ha chiesto di fare il “chili” e ci ho provato anche se mi ci è voluto un po’ di tempo per reperire alcuni ingredienti come i fagioli rossi.
Dopo aver letto varie ricette mi sono orientata così: 
– in una pentola larga e a fondo spesso mettere qualche cucchiaiata di olio evo, scaldare e  rosolare circa 400-450 g di carne di vitellone macinata (una sola volta): la carne va girata continuamente e deve assumere un bel colore dorato
– aggiungere una cipolla bianca e una rossa tagliate a fettine sottili (io ho usato due bei cipollotti freschi) e uno spicchio di aglio; continuare a stufare con la carne sempre mescolando
– quando il liquido si è riassorbito mettere mezzo peperone rosso tagliato a striscioline e continuare la cottura per qualche minuto
– aggiungere due cucchiaini di mix di spezie (ho trovato un mix della Cannamela per ricette messicane)
– spezzare grossolanamente dei pomodori pelati (un barattolo da 400 g) e aggiungerli insieme ad un cucchiaio scarso di zucchero di canna, salare moderatamente
– continuare la cottura ancora per qualche minuto ed aggiungere un bicchiere abbondante di acqua; incoperchiare e far cuocere per circa un’ora e mezzo controllando che non si asciughi troppo ed, eventualmente, aggiungere un po’ di acqua
– aggiungere i fagioli rossi precotti sgocciolati e sciacquati sotto l’acqua corrente (ho usato un barattolo da 400 g e uno da 150 g) e dei pezzetti di peperoncino fresco (regolare il piccante secondo il proprio gusto)
– continuare a cuocere sempre coperto per circa 20-30 minuti
– infine togliere il coperchio e, a fuoco più vivo, far riassorbire il liquido in eccesso
– lasciar riposare un po’ e, al momento di servire, riscaldare

Servire mettendone delle cucchiaiate all’interno di tortillas calde e arrotolare: queste le ho comperate perchè non ho avuto tempo di farle.

"chili" - fasi di preparazione
chili” – fasi di preparazione

La RIBOLLITA

2 giorni di attesa, ma ne è valsa la pena! Peccato che i fagioli avessero la buccia un po’ dura!

La ribollita
La ribollita

Cipolla, carota, sedano, patata, cavolo nero, cavolo verza, bietola, pomodoro, fagioli cannellini, sale, timo, prezzemolo, aglio, pepe, olio evo, pane raffermo

PATATE al sale e rosmarino e TAGLIATA al pepe rosa

Patate al sale e rosmarino
La modalità di cottura l’ho imparata in una cena di anni fa a casa di parenti. L’ho rifatta varie volte e mi è tornata in mente stasera.
Lavare bene le patate senza sbucciarle e tagliarle a fette di circa mezzo centimetro.
Coprire una piastra pesante da fornello con sale grosso, scaldare bene e mettere dei rametti di rosmarino. Adagiare le fette di patate e cuocere da una parte e dall’altra non toccandole per almeno 7-8 minuti. Scansare dalle patate qualche granello di sale che si possa essere attaccato. Ci vogliono mediamente 20 minuti di cottura. Con una pinza e senza romperle, mettere le fette in un piatto e condire mano a mano che si tolgono con olio evo.
ATTENZIONE al sale: può succedere che schizzi qualche granello come è successo a me … quasi un bombardamento. Non mi era mai capitato.
Tagliata al pepe rosa e rosmarino
Accendere il fornello e far riscaldare bene una bistecchiera. Mettere la carne (qui bistecca di lombo disossata di circa 750 g) e far cuocere 4-5 minuti per lato o 3 minuti se si vuole al sangue. Al termine della cottura, adagiare in un foglio di alluminio coperto di aghetti di rosmarino e pepe rosa. Chiudere a cartoccio e lasciar riposare per due-tre minuti. Tagliare a fette e servire salando leggermente e condendo con olio evo.

SERVIRE patate e tagliata ben calde accompagnandole da un’insalatina fresca.

Patate al sale e rosmarino e tagliata al pepe rosa e rosmarino
Patate al sale e rosmarino e tagliata al pepe rosa e rosmarino

CHIOCCIOLE allo YOGURT (salate e dolci)

Un unico impasto per due servizi: salate da farcire a piacere e dolci per la prima colazione.
Ho iniziato alle 13.00 e terminato alle 17.15.
Ingredienti e passaggi:
In planetaria mescolare 400 g di farina 0 (ho usato Mulino del Clitunno 12 protetne) e 200 g di manitoba (Mulino del Clitunno). Ovviamente si possono usare farine di altre marche, ma avevo queste in casa.
Fare una buchetta e mettere circa 130 ml di latte tiepido, 12 g di lievito di birra fresco sbriciolato e un cucchiaio di zucchero. Impastare con la foglia, aggiungere 170 g di yogurt greco intero, impastare e poi aggiungere un uovo, far assorbire e poi, a filo, aggiungere 50 ml di olio di girasole bio e, continuando ad impastare, un cucchiaino di strutto e un cucchiaino e mezzo di sale fino a pizzichi. Portare ad incordatura l’impasto, fare delle pieghe dall’esterno verso l’interno, arrotondare e deporre in una ciotola leggermente oleata. Coprire e far lievitare fino al raddoppio (con circa 23° in casa ci sono volute due ore).
Stendere l’impasto molto delicatamente con le mani sulla spianatoia leggermente infarinata e dare una forma rettangolare, oliare leggermente tutta la superficie e arrotolare (verrà un lungo cilinfro di circa 40 cm). Tagliare a pezzi con il tarocco: me ne sono venuti 18 più un piccolino.
Deporre in teglia con carta da forno leggermente oleata, coprire con pellicola e far lievitare ancora per circa un’ora.
Chiocciole DOLCI: mettere dell’uvetta ammollata e strizzata, pennellare con zucchero di canna mescolato con un pizzico di cannella e poco latte.
Chiocciole SALATE: pennellare con latte e distribuire semi di sesamo.
Preriscaldare il forno a 170° ventilato e cuocere per circa 20/25 minuti. All’inizio della cottura spruzzare il forno con un po’ di acqua.
Togliere la cartaforno … possibilmente senza scottarsi … e lasciare ancora in forno per due tre minuti. Questo passaggio finale lo faccio perchè secondo me la cartaforno “ammolla” il sotto delle cotture.
Non sono venute perfette, ma morbide e buone.
Quelle che ho definito “salate”, in realtà sono neutre e possono essere anche farcite con nutella o marmellata o quello che più piace.
Le ho chiamate così perchè le userò per cena riempendole con ingredienti salati.

preparazione
CHIOCCIOLE allo YOGURT (salate e dolci)
Eccole! CHIOCCIOLE allo YOGURT (salate e dolci)
Chiocciole farcite
Chiocciole farcite con tonno, insalata, uova sode, pomodori e cetriolini

Le SCHIACCIATE

Le SCHIACCIATE
Le SCHIACCIATE

Prendendo spunto da varie ricette in rete, facendo tesoro per la stesura degli insegnamenti di Antonio Chiera e collaboratori nel corso seguito recentemente e anche delle farine che avevo, ho usato questi ingredienti per l’impasto:
900 g di farina di cui 500 0 (Mulino del Clitunno 12 pr.) 400 g (Spigadoro per Pizze e Focacce 11,8 pr)
540/550 ml di acqua (Panna liscia)
20 g di lievito di birra fresco
1 cucchiaio di zucchero
2 cucchiaini scarsi di sale
4 cucchiai di olio evo.
Seguendo l’ordine scritto degli ingredienti ho impastato con la planetaria fino ad incordatura, completato a mano riportando l’impasto dall’esterno verso l’interno e poi ho fatto riposare fino al raddoppio (circa un’ora e quindici minuti – dipende dalla temperatura che si ha in casa).

Ho diviso l’impasto in due parti, fatto le pieghe a tre e lasciato ancora riposare; successivamente l’ho steso nelle teglie coperte da carta forno ben oliata, ancora riposo e poi ho ancora allargato l’impasto, riposo e buchi con le dita. 

Ho poi condito con uva nera, zuccheroolio e rosmarino, qualche fiocchetto di burro (Schiacciata con l’uva) e con fettine sottili di cipolla e salvia precedentemente condite con olio e sale (Schiacciata con salvia e cipolla) e olio e sale (Schiacciata bianca).
Ho ancora lasciato riposare per circa 30 minuti.
Ho scaldato il forno a 180° ventilato e cotto per circa 20 minuti, Ho tolto da sotto la carta forno e rimesso ancora in forno per 5 minuti.

Ho iniziato verso le 14.15 e terminato le cotture (una teglia per volta) verso le 19.00.

TRECCINE allo yogurt

Treccine allo yogurt

Le treccine per colazione: in questi giorni ho visto in rete video e formature con ingredienti vari.
Ieri sera le ho preparate con questi ingredienti che avevo in casa e sono venute molto buone:
400 g di farina 0 (ho usato Mulino del Clitunno)
200 g di farina manitoba (ho usato Mulino del Clitunno)
250 g di latte intero
170 g di yogurt greco intero
100 g di zucchero
50 g di olio di girasole bio
un pizzico di vaniglia in polvere
7 g di lievito secco
per Spennellature
poco uovo battuto con un po’ di acqua – una tazzina di zucchero ed acqua

In planetaria al minimo ho mescolato le farine e poi aggiunto (vel 1 con foglia) il latte e il lievito; successivamente yogurt, zucchero, vaniglia ed infine l’olio a filo in modo da farlo assorbire piano piano. Ho messo in spianatoia e formato a mano la massa che poi è lievitata in ciotola coperta per 2 ore. Successivamente ho diviso in pezzi di circa 80 g, fatto una chiusura a sfera come per formare dei panini e poi ho fatto le treccine (ho seguito il recente video di Natalia Cattellani). Ne sono venute quattordici.
Ho lasciato riposare in teglia con cartaforno per 45 minuti, pennellato con uovo battuto ed acqua e cotto nella parte bassa del forno per 20/25 minuti a 170° in termoventilato. A termine cottura togliere dal forno e spennellare con acqua e zucchero mescolati insieme;  far raffreddare una decina di minuti; staccare delicatamente dalla carta ed appoggiare in una griglia per completare il raffreddamento.
Le ho pesate stamattina: circa 70 g l’una.
Stamattina a colazione ho avuto l’approvazione di S.!

 

La PANIFICAZIONE del PASTICCERE – Maestro ANTONIO CHIERA

La PANIFICAZIONE del PASTICCERE - Maestro ANTONIO CHIERA

Siamo tornati stamattina dopo tre giorni trascorsi in un posto bellissimo: Casa Panorama ad Est – B&B  di Stefania e Gianluca. Vento, sole, musica, colori, profumi, allegria, amicizia, condivisione, risate, farine, lieviti hanno allietato queste giornate.
Un corso di panificazione veramente speciale grazie alla grande competenza e versatilità del Maestro Antonio Chiera che ci ha guidato nel mondo della biga, del poolish, del lievito madre e delle produzioni possibili. Focacce, panini, panettoni gastronomici e tanto altro carichi di sapori e profumi che abbiamo apprezzato con tanti assaggi ed esclamazioni!
Ho imparato molte cose e mi cimenterò presto in qualche preparazione.
Per ora ringraziamo (io e Sergio) lo staff, tutta la bella compagnia e ciò che ha contribuito a farci vivere una intensa vacanza anche se breve!

La PANIFICAZIONE del PASTICCERE - Maestro ANTONIO CHIERA - programma

PESTO alla TRAPANESE e INVOLTINI alla SICILIANA

PESTO alla TRAPANESE
PESTO alla TRAPANESE

7-8 pomodori maturi ma sodi (perino o Roma: io ho usato i perini)
circa 12 foglie di basilico (un bel mazzetto senza i gambi)
70 g di mandorle (italiane)
uno spicchio di aglio (io ho messo 1/3 di spicchio di Aglione della Valdichiana)
sale fino, pepe nero
50-60 g circa di pecorino stagionato
olio evo
Sbollentare i pomodori per 2-3 minuti, togliere la buccia e i semi e lasciare in un colino.
Tritare velocemente il basilico con il sale, aggiungere le mandorle precedentemente tostate in una padella calda per meno di un minuto senza farle bruciare, frullare aggiungendo il pecorino, il pomodoro, il sale, il pepe e l’olio.
A me piace che rimanga leggermente granuloso come si vede in foto.
Qui ho condito dei Fusilli freschi a marchio Coop.
Gli ospiti hanno gradito!

La pasta è stata seguita dagli INVOLTINI alla SICILIANA (clic) accompagnati da insalatina mista.
Ingredienti per 4 persone:
fettine di vitello 400-500 g (leggermente oleate con olio evo)
foglie di alloro (almeno tante quante gli involtini)
falde di cipolla rossa leggermente oleate e salate (Tropea o Cannara)
pane grattugiato oleato (leggermente salato – facoltativo) 
Farcia:
un cucchiaio abbondante di pinoli (italiani) tostati per un minuto in padella calda
un cucchiaio abbondante di uva passa italiana (ammollata in acqua calda e poi strizzata)
un pezzetto di cipolla rossa (Tropea o Cannara) ammorbidita con poco olio in una padella e poi tritata (io l’ho messa cruda ben tritata)
caciocavallo tritato (50-60 g)
un cucchiaio abbondante di pangrattato
olio evo
sale fino
un pizzico di pepe nero macinato

Preparare la farcia, che deve essere secondo me un po’ “granulosa”, con tutti gli ingredienti e metterla nelle fettine nel senso della lunghezza in un mucchietto allungato ed avvolgere l’involtino. Devono venire come dei lunghi sigari di circa 3-4 cm di diametro. Metterli tutti in fila vicini e tagliare con un coltello affilato dei tronchetti  (con una fettina in genere ne vengono tre). Passarli nel pangrattato oleato (leggermente salato – facoltativo) e comporre gli spiedini alternando cipolla, carne, alloro …
Cuocere in forno preriscaldato a 250° per circa 5 minuti per parte (come ho fatto io) o alla brace o alla griglia facendo attenzione a non bruciarli.

La foto non rende assolutamente merito al sapore!

MiniTorte allo YOGURT

MiniTorte allo yogurt
MiniTorte allo yogurt

Le mie modifiche per le MiniTorte:
250 g di farina 00
150 g di yogurt greco
4 uova medie
60 g di parmigiano (grattugiato)
180 g di groviera
100 ml di latte
100 ml di olio di semi (mais)
1 bustina di lievito istantaneo (per torte salate)
un cucchiaino di sale

Per il procedimento seguire il link

Ricetta da https://www.ricettedalmondo.it/plumcake-al-formaggio-e-yogurt.html
240 gr di farina 00
175 gr di yogurt (greco o intero bianco)
3 uova
50 gr di parmigiano (grattugiato)
200 gr di groviera
100 ml di latte
100 ml di olio di semi
1 bustina di lievito istantaneo (per torte salate)
q.b. di sale

ZUCCHINE tonde ripiene

Zucchine tonde ripiene

Un classico dell’estate!
Zucchine, pomodori e cipolla … nonchè aglio e prezzemolo di Azienda Agricola Vispetto! Una bontà!🍅🧄🥒🌿🧅
Lavare bene le zucchine e sbollentare per 5/6 minuti in acqua salata. Togliere il gambetto e tagliarle a metà, scavare la polpa e lasciarne un po’ da parte per aggiungerla al ripieno di carne. Ammorbidire con il latte un pezzo di pane raffermo o anche secco (circa 100 g), schiacciare bene con una forchetta ed aggiungere un po’ di cipolla tritata finemente o grattugiata, un generoso pugno di parmigiano, prezzemolo tritato, carne e la polpa schiacciata delle zucchine (quella senza semi), sale, pepe. Amalgamare bene il tutto e riempire le zucchine senza comprimere troppo. Preparare il sughetto in una pentola che le possa contenere vicine: cipolla tritata, olio evo, due spicchi di aglio intero; scaldare due/tre minuti ed aggiungere i pomodori ridotti grossolanamente in polpa (con frullatore o bimby). Aggiungere anche dell’acqua in modo che il sughetto raggiunga quasi il bordo delle zucchine. Far cuocere a fuoco moderato con il coperchio, rimettendo ogni tanto il sughetto sopra il ripieno. Ci vorranno circa 45 minuti. Verso la fine della cottura togliere il coperchio.
Lasciar riposare prima di servire … il giorno dopo sono ancora più buone!
Se rimane un po’ di ripieno, come è accaduto a me, aggiungere un uovo e formare delle polpettine da cuocere in padella con olio evo ed, eventualmente, un po’ di polpa di pomodoro.