23 SETTEMBRE 1986

Sergio ed io… OGGI SONO 31!

Sergio Tardetti, 23 settembre 2016 alle ore 10:09 su FACEBOOK

Esattamente trenta anni fa, l’incontro della mia vita con la mia Vita… E’ a lei che dedico questo ricordo

23 SETTEMBRE 1986

L’immagine del tuo primo sorriso
Resta impressa nel fondo dei ricordi
Come l’impronta lieve nella sabbia

Salivi quelle scale. Impertinente
Il sole di settembre illuminava
La danza del pulviscolo nell’aria

Ero lì che attendevo non so cosa
O non so chi, ma certo non un sogno
Non un domani, non una visione

Intravista altre volte attraversare
Il corridoio della delusione
Senza farsi raggiungere o toccare

Attendevo, ma il cuore non pensava
Che un sogno si avverasse, o la speranza
Prendesse corpo e salisse quelle scale

Per annullare la mia riluttanza
E ricondurmi a vivere il ricordo
Che a volte colorava la mia stanza

Dell’amore che avrei incontrato un giorno

TUTTO

TUTTO

Tutto mi racconta di te, anche senza parole
Quella nuvola che i tuoi occhi hanno seguito
Fino all’estremo orizzonte, quella foglia appena
Sfiorata al tuo passare con un lembo della veste
Quel bicchiere posato un po’ di traverso sul tavolo
Che dimenticherai lì fino a domani. E poi quei fiori
Sempre freschi che profumano l’aria del terrazzo
E la coperta di pile in cui ti avvolgi quando la sera
Cerchi la tenerezza calda di un abbraccio. Mi parla
Di te anche il riflesso sullo specchio appannato
Che scintilla sotto un ultimo raggio, prima che
Il tramonto si rifugi sereno nella notte e tu ti faccia
Nuvola e foglia, specchio, fiore, coperta e abbraccio

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Poesia per me

Chissà se in qualche libro di cucina

C’è la ricetta della felicità?

Chissà in quali ingredienti si declina

Se prepararla sia semplice, in realtà?

 

Come chi del viaggiare ama il viaggio

Del cucinare tu ami gli ingredienti

Il farli stare insieme, amalgamarli

Immaginare che si sentano contenti

 

Il risultato? Conta, ma di certo

Non come quella gran soddisfazione

Di trasformare un ordine imperfetto

Nella Parigi dopo la Rivoluzione

 

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da biblos … per me

le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate, erano le tue

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
      e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
      Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
      Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
 le coincidenze, le prenotazioni,
      le trappole, gli scorni di chi crede
      che la realtà sia quella che si vede.

      Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
      non già perché con quattr’occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
      le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
      erano le tue.

Eugenio Montale   [da Satura]

Suggestione da esami

Ti auguro tempo

Ho sentito ieri questa poesia e mi è piaciuta moltissimo. La dedico a tutti i lettori affinchè possano recupare ed amare il proprio tempo.

TI AUGURO TEMPO
Non ti auguro un dono qualsiasi,
ti auguro soltanto quello che i più non hanno.
Ti auguro tempo, per divertirti e per ridere;
se lo impiegherai bene potrai ricavarne qualcosa.
Ti auguro tempo, per il tuo fare e il tuo pensare,
non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.
Ti auguro tempo, non per affrettarti a correre,
ma tempo per essere contento.
Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo,
ti auguro tempo perché te ne resti:
tempo per stupirti e tempo per fidarti
e non soltanto per guadarlo sull’orologio.
Ti auguro tempo per guardare le stelle
e tempo per crescere, per maturare.
Ti auguro tempo per sperare nuovamente e per amare.
Non ha più senso rimandare.
Ti auguro tempo per trovare te stesso,
per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come un dono.
Ti auguro tempo anche per perdonare.
Ti auguro di avere tempo, tempo per la vita.

 

Elli Michler
foto Meridiana a Pennabilli
di mtb

DUE di Erri De Luca

Quando saremo due saremo veglia e sonno
affonderemo nella stessa polpa
come il dente di latte e il suo secondo,
saremo due come sono le acque, le dolci e le salate,
come i cieli, del giorno e della notte,
due come sono i piedi, gli occhi, i reni,
come i tempi del battito
i colpi del respiro.
Quando saremo due non avremo metà
saremo un due che non si può dividere con niente.
Quando saremo due, nessuno sarà uno,
uno sarà l’uguale di nessuno
e l’unità consisterà nel due.
Quando saremo due
cambierà nome pure l’universo
diventerà diverso.

Erri De Luca e la lettura di questa splendida poesia a Life in Gubbio 2009.

Grazie Fatima!

Aninha e le sue pietre

Non lasciarti distruggere…
Aggiungi nuove pietre
E costruisci nuove poesie.
Reinventa la tua vita sempre, sempre
Rimuovi pietre e piante di rose e fai dolci. Ricomincia.
Fai della tua vita meschina
un poema.
E vivrai nel cuore dei giovani
e nella memoria delle generazioni che verranno.
Questa fonte è per l’uso di tutti gli assetati.
Prendi la tua parte.
Avvicinati a queste pagine
e non impedirne l’uso
a quelli che hanno sete.

Un grande messaggio di ottimismo, lirica pura per incitare a non farsi spaventare dalle difficoltà – le pietre e le spine dei rosai – e ricominciare non una volta ma ogni volta che ciò si renderà necessario, sempre, sempre. Dividere con gli altri la propria esperienza perché ciascuno ne faccia tesoro, non impedirne l’uso a quelli che hanno sete. Chi sono quelli che hanno sete? Per me sono coloro che cercano un significato alla propria vita. Che non si accontentano della superficialità in cui viviamo.

Di Cora Coralina.
Fatima

Il blog di Fatima

E dalle pietre nasce una poesia
Sconosciuta in Italia, Ana do Guimarães, in arte Cora Coralina, in Brasile fa parte dei grandi poeti della letteratura nazionale.

Una poesia per me

Poco dopo l‘otto marzo
Festa di mimose e rose
Con Sergio qui sei capitata.

Per noi è stata un’improvvisata
Ero un poco imbarazzata,
Non sapevo cosa fare.
Poi ti ho fatta accomodare,
Era quasi ora di cena
Io ti ho detto di restare.
E così in fretta in fretta
Ti ho cucinato una bistecca.
Tu mi guardavi e sorridevi,
Non capivo cosa volevi,
Poi ti sei sbilanciata:
Che di Sergio eri innamorata.
Così vi siete fidanzati
E un bel giorno vi siete sposati.
C’erano tanti amici e parenti
Siamo rimasti tutti contenti.

Ora molti anni sono passati

Da quel bel giorno di festa
Di te siamo soddisfatti,
Non hai grilli per la testa.
Con gli studenti ci sai fare
La matematica gli sai insegnare.
È importante per il loro domani
Avere un diploma tra le mani.

Non sei brava solo a scuola
Pure la cuoca tu sai fare,
Fai dei piatti con fantasia
L’insalata la sai gestire
Ogni piatto fai fiorire.
Quando arrivano gli amici
Siete sempre più felici.
Poi sai bene apparecchiare
Fiocchi e perle da ammirare.
Ecco, arriva il primo piatto:
Solo a guardarlo diventi pazzo,
Con crostini a fantasia
Che ti vien voglia di portar via.

Il computer è tuo amico,
Sempre pronto lì che aspetta.
Quando hai finito di mangiare
Dentro la tua cameretta
Presto vai a comunicare
Le ricette in quantità
All’amica che già aspetta
Tutte le ultime novità.

Se qualcuno sta un po’ male
Ogni libro vai a consultare
Per cercare di aiutare
La salute a ritrovare.

Io ti parlo con amore:
Tu dovevi fare il dottore.

Cara Teresa, ti ringrazio
Del rispetto che tu hai
Specialmente per i vecchietti
Che contraccambiano, poveretti!

Arrivata fin quaggiù
Io di rime non ne ho più,
Ed allora, per farla breve,
Mille auguri di ogni bene.

Ersilia

Questa poesia è stata scritta per me dalla mamma di Sergio: è stato il più bel regalo di Natale che ho ricevuto!

Grazie!!!

Liberté di Paul Eluard

Liberté

Sur mes cahiers d’écolier
Sur mon pupître et les arbres
Sur le sable sur la neige
J’écris ton nom

Sur toutes les pages lues
Sur toutes les pages blanches
Pierre sang papier ou cendre
J’écris ton nom

Sur les images dorées
Sur les armes des guerriers
Sur la couronne des rois
J’écris ton nom

Sur la jungle et le désert
Sur les nids sur les genêts
Sur l’écho de mon enfance
J’écris ton nom

Sur les merveilles des nuits
Sur le pain blanc des journées
Sur les saisons fiancées
J’écris ton nom

Sur tous mes chiffons d’azur
Sur l’étang soleil moisi
Sur le lac lune vivante
J’écris ton nom

Sur les champs sur l’horizon
Sur les ailes des oiseaux
Et sur le moulin des ombres
J’écris ton nom

Sur chaque bouffée d’aurore
Sur la mer sur les bateaux
Sur la montagne démente
J’écris ton nom

Sur la mousse des nuages
Sur les sueurs de l’orage
Sur la pluie épaisse et fade
J’écris ton nom

Sur les formes scintillantes
Sur les cloches des couleurs
Sur la vérité physique
J’écris ton nom

Sur les sentiers éveillés
Sur les routes déployées
Sur les places qui débordent
J’écris ton nom

Sur la lampe qui s’allume
Sur la lampe qui s’éteint
Sur mes maisons réunies
J’écris ton nom

Sur le fruit coupé en deux
Du miroir et de ma chambre
Sur mon lit coquille vide
J’écris ton nom

Sur mon chien gourmand et tendre
Sur ses oreilles dressées
Sur sa patte maladroite
J’écris ton nom

Sur le tremplin de ma porte
Sur les objets familiers
Sur le flot du feu béni
J’écris ton nom

Sur toute chair accordée
Sur le front de mes amis
Sur chaque main qui se tend
J’écris ton nom

Sur la vitre des surprises
Sur les lèvres attentives
Bien au-dessus du silence
J’écris ton nom

Sur mes refuges détruits
Sur mes phares écroulés
Sur les murs de mon ennui
J’écris ton nom

Sur l’absence sans désirs
Sur la solitude nue
Sur les marches de la mort
J’écris ton nom

Sur la santé revenue
Sur le risque disparu
Sur l’espoir sans souvenirs
J’écris ton nom

Et par le pouvoir d’un mot
Je recommence ma vie
Je suis né pour te connaître
Pour te nommer

Liberté.

Paul Eluard ,  “Poésie et vérité”, 1942

La poesia tra i testi della Prova di Italiano – Esami di Stato 2004-2005

Su i quaderni di scolaro
Su i miei banchi e gli alberi
Su la sabbia su la neve
Scrivo il tuo nome

Su ogni pagina che ho letto
Su ogni pagina che è bianca
Sasso sangue carta o cenere
Scrivo il tuo nome

Su le immagini dorate
Su le armi dei guerrieri
Su la corona dei re
Scrivo il tuo nome […]

E in virtù d’una parola
Ricomincio la mia vita
Sono nato per conoscerti
Per chiamarti

Libertà

P. ELUARD, Liberté, 1942, trad. F. Fortini