Baccalà e bietola

Baccalà e bietola
Baccalà e bietola

Ricordi di una ricetta di una cara amica e un giro per il web.

Un filetto di baccalà dissalato da circa 700 g e tagliato a pezzi di circa 8 cm
250 g di bietoline   (volendo anche di più)
2 cipolle medie (io cipolle di Cannara dorate)
uno spicchio di aglio
2/3 cucchiai di polpa di pomodoro
olio evo
poco sale, un pizzico di pepe

In una padella di ferro scaldare l’olio e friggere delicatamente i pezzi di baccalà infarinati e poi metterli in un piatto.
Nel frattempo in un’altra padella (non di ferro) scaldare altro olio e far cuocere le cipolle a listerelle e leggermente salate, aggiungendo anche un po’ di acqua.
Quando le cipolle sono morbide, aggiungere il pomodoro e far cuocere una decina di minuti. Preparare in questa salsa degli spazi per deporvi i pezzi di baccalà già fritti e l’aglio tritato.
Durante la cottura della salsa, mettere un po’ di acqua calda nella padella di ferro nel fondo di cottura del baccalà, portare a leggero bollore e metterci la bietoline tagliate grossolanamente. Far cuocere un paio di minuti.
Mettere le bietole scolate, ma non troppo, nella padella con salsa e baccalà muovendo molto delicatamente per non rompere il baccalà stesso. Con un cucchiaio rimettere un po’ di salsa dal fondo sopra e muovere piano piano la padella. Pepare moderatamente.  Coprire e lasciar cuocere al massimo 10 minuti. Far riposare una mezz’ora almeno per far insaporire il tutto.

Vellutata di lenticchie

Per due/tre persone:

Una patata media tagliata a tocchetti, un pezzetto di carota, circa 150 g di lenticchie di Castelluccio (lavate), spicchi di una cipolla rossa di Cannara, una foglia di salvia, un pizzico di dado granulare vegetale.
Cuocere tutto insieme con acqua che copra di 3/4 cm il contenuto.
Io ho cotto nel bimby per circa 25 minuti a 100° vel 1, antiorario.
Al termine della cottura prelevare due-tre cucchiai di lenticchie e frullare il resto. Rimettere all’interno le lenticchie intere. Eventualmente aggiustare di sale.

Tagliare dei cubetti di pane casareccio – il mio era cotto a legna – e in una ciotola condirli con poco aglio, rosmarino e olio evo. Rosolarli rapidamente in una padella ben calda.
Servire subito la vellutata con i dadini di pane.

A piacere aggiungere una spolverata di pepe e olio.

leggere anche http://www.matebi.it/2016/10/15/crema-di-lenticchie/ crema di lenticchie

Frisella con zuppa di cipolle e tuorlo fritto

Per due friselle

Tuorli fritti
Separare due tuorli dall’albume e versarli in due ciotoline con il fondo pieno di pangrattato, coprire con altro pangrattato e mettere in freezer. (In rete ci sono molte informazioni; questa cosa dell’uovo fritto mi stuzzica da quando l’ho mangiato il giorno di Ferragosto alla Locanda del Capitano di Giancarlo Polito)

Zuppa di cipolle: scaldare un po’ di burro ed olio in pentola a pressione per fare prima e anche per rendere le cipolle più morbide, rosolare una cipolla grande dorata tagliata a fettine sottili, aggiungere un pizzico di farina e mescolare finché si sente che il fondo quasi attacca; salare e coprire d’acqua; chiudere la pentola e cuocere per 10 minuti circa.

Versare parte del liquido delle cipolle sulle friselle e, se fossero troppo dure, aggiungere un po’ di acqua o brodo, coprire con le cipolle e poi emmentaler svizzero o groviera a julienne.
Mettere in forno ben caldo per qualche minuto. Togliere dal forno e mettere un pizzico di pepe nero.

Friggere delicatamente i tuorli, scolarli dall’olio e disporne ciascuno sulle friselle appena tolte dal forno.

Servire subito. Questa combinazione come sarà? Tra un’oretta ve lo dico! Spero che questo miscuglio di idee possa dar piacere al palato!

AGGIORNAMENTO dopo la cena: buona la combinazione di sapori, ma la frisella non era delle migliori; dovrò imparare a farle o trovare una buona marca qui!
Le foto e l’impiattamento fanno pena, ma la soddisfazione maggiore è stato l’uovo fritto che mi è venuto bene!

Frisella con zuppa di cipolle e tuorlo fritto

Frisella con zuppa di cipolle e tuorlo fritto

 

Il moussakà (μουσακάς)

 

Ho letto varie ricette in rete e dal mix di idee il moussakà è stato sfornato per cena. Non sarà certo l’originale μουσακάς greco, ma devo dire che l’abbiamo proprio gustato!

  • due-tre patate medio-grandi a fette (4-5 mm di spessore) tenute in acqua e sale per un’ora circa
  • due melanzane medie affettate e tenute sotto sale
  • una cipolla medio-grande tritata sottile, due spicchi di aglio spezzati (per toglierli alla fine), una foglia di alloro, poco prezzemolo, sale, un pizzico di pepe, uno di cannella e una grattugiata di noce moscata, carne macinata di vitello (300 g circa), tre cucchiai di passata di pomodoro, mezzo bicchiere di vino rosso
  • besciamella (40 g di burro, 40 g di farina, 550 g di latte intero, sale)
  • parmigiano grattugiato

Scolare ed asciugare le patate e le melanzane, passarle in poco olio evo, mescolando con le mani in una ciotola e poi distenderle in una teglia coperta di carta da forno e cuocere a 250° per circa 20 minuti, girandole a metà cottura facendo attenzione che non brucino.

Nel frattempo preparare il sugo: stufare la cipolla e l’aglio con poco olio evo ed un pizzico di sale, aggiungere la carne, l’alloro e far rosolare, sfumare con il vino rosso; quando non si sente più l’odore dell’alcol del vino aggiungere il pomodoro e far cuocere per circa 40 minuti, aggiungendo, se occorre, un po’ di acqua calda. Terminata la cottura, aggiustare di sale, pepare ed aggiungere un po’ di prezzemolo tritato, la cannella e la noce moscata. Consiglio moderazione con questi ultimi profumi per non farli prevalere troppo.
Mentre il sugo cuoce si può preparare la besciamella;  al termine della cottura mescolarci un bel pugno di parmigiano grattugiato e ancora un pizzico di noce moscata.

Quando tutti gli ingredienti sono cotti si procede a disporre in una pirofila uno strato di patate, uno di melanzane, la carne con il suo sughetto, una spolverata di formaggio e la besciamella.
Io ho fermato qui gli strati, ma si potrebbero mettere dopo la carne ancora melanzane e poi carne e quindi la besciamella.

Cuocere a 180° per circa 35 minuti. Far riposare un po’ prima di tagliarla a quadrotti!

Sformato di patate e carciofi

L’idea è venuta leggendo la ricetta di Sformatini di patate nella pagina pubblicitaria di un burro senza lattosio inserita in una rivista di cucina. Poi come al solito faccio le mie varianti.
La foto è proprio brutta visto che di sformato non ce n’era rimasto più, ma il sapore è ottimo.
Per 4 persone:
circa 600 g di patate da lessare in acqua salata e poi schiacciare ed ammorbidire con una noce di burro
uno-due  carciofi puliti e tagliati a pezzetti, cotti in padella con pochissimo olio, acqua, vino bianco, sale fino ad averli morbidi
un pezzetto di cipollotto (ho usato circa 10 cm della parte verde) e uno scalogno tritato  cotti in padella con un po’ di acqua e sale

Quando tutti gli ingredienti sono pronti mescolare i carciofi con il cipollotto e lo scalogno dopo aver tolto l’acqua in eccesso, incorporali nelle patate già schiacciate e un po’ “imburrate”:
Aggiungere al composto due tuorli d’uova battuti, 60-70 g di parmigiano grattugiato, un pizzico di pepe e, volendo, una grattatina di noce moscata.
Amalgamare delicatamente al tutto due chiare d’uovo precedentemente battute a neve.
Imburrare e spolverizzare con pane grattugiato degli stampi monoporzione o una teglia da forno della forma che si preferisce. Versare il composto e livellare un po’ senza schiacciare.
Cospargere sopra con un po’ di pane grattugiato mescolato a poco parmigiano grattugiato.
Infornare a 170°/180° (secondo il proprio forno) per circa 25 minuti (per gli stampi monoporzione qualche minuto in meno).

Sfornare e cospargere sopra con delle foglioline di timo fresco che ci sta benissimo!
È buono sia caldo che tiepido o anche a temperatura ambiente.

Sformato di PATATE e CARCIOFI

Sformato del 20 marzo, cotto in stampo ad anello e riempito con carciofi cotti secondo la ricetta

patate e carciofi

Ciambella salata

La torta al formaggio a forma di ciambella e con in più  prosciutto cotto a pezzetti (circa 100 g)
4 uova, 400 g di farina, 100 g di parmigiano grattugiato, 100 g di pecorino romano grattugiato, un bicchiere di olio, un bicchiere di latte, sale, due bustine di lievito per pizze salate.
Impastare tutto bene e disporre in una teglia a forma di anello e cuocere per circa 40 minuti a 180°.

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Le ricette girano, si provano, si ritrovano …

Torte di PASQUA 2015

Torte di PASQUA al formaggio 2015

Torte di PASQUA 2015Lievitate … speriamo che non tornino giù!

per benedire

Cestino pronto per la benedizione: uova, torte, sale, vino

torta di PASQUA 2015Benedetta e … pronta per regalare

Cestini di patate con radicchio e salsiccia al vino rosso

Tagliare 2/3 patate medie a fette sottili con la mandolina. Metterle in acqua fredda con abbondante sale e lasciarle per almeno mezz’ora.
Nel frattempo preparare gli ingredienti che serviranno per riempire i cestini.
Sbollentare in acqua e sale per pochi minuti alcune foglie di radicchio rosso trevigiano. Scolare e tagliarlo con le forbici a pezzettini.
Scaldare in un padellino un cucchiaio di olio evo con uno scalogno tritato o a fettine, aggiungere il radicchio trevigiano e mezza mela tagliata a dadini, far insaporire insieme per cinque minuti. Aggiustare di sale.
Tagliare le salsicce in quattro pezzi e metterle a cuocere coperte di vino rosso nel microonde o in un pentolino.

Scolare ed asciugare molto bene le patate e in un piatto condirle con olio e un pizzico di pepe bianco. Mescolarle bene.
Disporre quattro-cinque fette di patate negli incavi di uno stampo da muffin (forse sarebbe bene oliarlo con un pennello perchè a me si sono poi attaccati un po’!!) in modo da formare un cestino-fiore. Cuocere in forno a 200° finché saranno dorate per circa 20 minuti facendo attenzione a non farle bruciare.
Togliere dal forno e riempire con un cucchiaino di radicchio e mele e disporre sopra un tocchetto di salsiccia. Rimettere in forno per cinque minuti.
Togliere delicatamente i cestini dallo stampo, disporre in un piatto o servire in porzioni singole per un antipasto spolverizzando con un po’ di prezzemolo essiccato e pochissimo pepe.
Servire ben caldi.

L’idea del cestino non è mia, ma l’ho “rubata” in una nota rosticceria di Gubbio … il ripieno l’ho pensato al momento con ciò che avevo in casa!

cestini di patate

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Sformatini di patate e carote

 

Far lessare in acqua bollente leggermente salata due – tre patate medie e una carota, il tutto tagliato a pezzi.
Quando saranno cotte, scolarle e schiacciarle bene con una forchetta ancora calde. Aggiungere una noce di burro, un pizzico di pepe, di noce moscata e sale, un uovo battuto, due cucchiai abbondanti di parmigiano, uno-due cucchiai di formaggio a piacere ben tritato (fontina e/o groviera e/o caciotta).

Amalgamare bene il tutto; imburrare lievemente degli stampini singoli, versare delicatamente il composto e cuocere in forno a microonde disponendo gli stampini (io li ho in pirex) in una teglia contente acqua fino a due centimetri circa dal bordo e poi coperta con pellicola trasparente per alimenti senza far toccare il cibo. Cuocere per circa 10-12 minuti alla massima potenza.
Il tempo dipende dalla grandezza degli stampi e dal proprio forno.

Si possono lasciare in forno in modo che rimangano caldi fino al momento di servire.

Mettere ciascun sformatino in un piatto e servire in vari modi:

– ricoprire con una salsa di formaggio di fossa (va bene anche un altro formaggio come ad esempio la fontina) sciolto al fuoco in un pentolino con poco latte (o nel microonde), una leggera spolverata di parmigiano e una rosellina di prosciutto crudo nella sommità o  intorno

– disporre sopra una fettina di pancetta croccante preparata velocemente girandola per due minuti in una padella ben calda e guarnire con un po’ di pepe macinato nei bordi del piatto

– guarnire con rondelle di carote lessate, avendo cura di lasciarne un pezzetto dopo la bollitura e ciuffetti di prezzemolo.

NOTA: se si vuol cuocere in forno tradizionale si può usare lo stesso procedimento della pentola con acqua, ricoprendo con foglio d’alluminio il tutto, in modo da avere una cottura quasi a vapore.
Cuocere a 180° per venticinque minuti circa (il tempo dipende dalla grandezza degli stampi e dalla potenza del proprio forno).
Se rimanessero troppo morbidi, eliminare il foglio e continuare la cottura per cinque minuti circa.

La foto è solo indicativa e per farla li ho tolti dal surgelatore dove li ho messi ieri sera … con le dosi indicate ne sono venuti cinque (diametro degli stampini 7-8 cm)

sformatini

 

Barchette di patate

Un piatto decisamente non estivo, ma … con questo freddo!

4 patate lunghe di media grandezza
2 salsicce
una foglia di alloro, un rametto di rosmarino, uno spicchio di aglio
un pomodoro rosso
qualche dadino di formaggio: scamorza o altro formaggio morbido
due cucchiai di olio evo

Barchette di patate

Lessare le patate con la buccia in abbondante acqua salata portandole a cottura ma in modo che rimangano intere. Sbucciarle, dividerle a metà per il lungo e scavare un po’ di polpa con uno scovolino da verdure.
Sbriciolare le salsicce e in un padellino rosolarle leggermente con pochissimo olio e una dadolata della polpa di un pomodoro piccolo.  Aggiungere la polpa di patata schiacciata con la forchetta, alcuni pezzettini di alloro e qualche ago di rosmarino. A fuoco spento mettere i dadini di formaggio.
Con le mani appena unte di olio ungere le patate all’esterno.  Riempire, senza schiacciare, le cavità delle patate con il composto e adagiarle in una teglia da forno mettendo nel fondo un cucchiaio di olio, l’aglio a pezzetti, l’alloro e il rosmarino rimanenti.
Cuocere in forno preriscaldato a 180° per una decina di minuti.

Piadina romagnola

Stasera piadina … testo di MONTETIFFI e ricetta di Casa Artusi

piadina
500 gr di farina zero, 250 ml di acqua tiepida, 50/70 gr di strutto, 10 gr di sale, 8 gr di lievito per pizze salate.

Impastare molto bene gli ingredienti, lasciar riposare l’impasto coperto con una ciotola almeno un quarto d’ora.
Dividerlo in cinque pagnottelle, stenderle molto sottilmente con il matterello e cuocere nel testo caldo per pochi minuti.

Salade chèvre chaud aux noix

Insalata con crostini di formaggio di capra e noci

Da qualche giorno ho in mente di farla nel ricordo delle tante volte che l’ho mangiata in Francia.
Ci si deve accontentare un po’… non la baguette francese, ma una “frusta” eugubina e del formaggio di capra non stagionato ed un morbido caprino.

  • lavare l’ insalata: in questo caso ho usato una busta pronta con indivia riccia, indivia scarola e radicchio rosso
  • preparare una vinagraitte con olio evo, un pizzico di sale, succo di limone aggiungendo un cucchiaio di senape con grani ed emulsionando il tutto in una ciotolina con una piccola frusta
  • tritare qualche fogliolina di timo e origano, aggiungere un pizzico di pepe nero
  • tagliare il formaggio di capra a fettine e cospargerlo con il trito; il caprino morbido l’ho amalgamato con le erbe
  • tagliare il pane a fettine alte circa un centimetro, farlo tostare leggermente in una griglia da fornello, mettere sopra ad ogni fetta una nocciolina di burro e il formaggio, passare per 2 minuti sotto al grill del forno
  • nel frattempo condire l’insalata con la vinagraitte in un piatto largo (da pizza) aggiungendo i gherigli di noce
  • disporre sopra i crostini caldi e servire subito

…  et voilà!

 Il risultato ed il sapore non erano proprio male!

 

Mostra del tartufo 2012 e “finger food”

GEOMETRIEGEOMETRIE

SURREALESURREALE

Il 2 novembre, alle 15.30, nel padiglione degli Aromi a piazza Grande, si continua con gli appuntamenti delle Officine del gusto. Però bando alle posate, il protagonista è lo spassoso e modaiolo “finger food”, il cibo mangiato con le mani. Il cuoco Marco Gargaglia, infatti, guiderà i partecipanti nella realizzazione di un menù a base di prodotti tipici del territorio.

Marco Gargaglia Marco Gargaglia ha preparato:

finger food

  • Battuta di Chianina con uovo di quaglia e tartufo
  • Baccalà in purea di patate e chips croccanti
  • Mazzafegati e roveglia in purea di broccolo
  • Vellutatata di fagiolina del Trasimeno con quenelle di paté di fegatini
  • Lenticchia di Castelluccio con salsiccia sbriciolata e salvia fritta e crostino croccante
  • Coratina d’agnello e crescia (torta al testo) su letto di cicoria

e poi: Chiara Giallonardo e LA CARBONARA al TARTUFO

http://youtu.be/_HtZv7bXroY

Io e S. siamo in prima fila!!

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