Scaloppine di Ferny

Scaloppine di Ferny

fettine di lombo di maiale o di vitello, molto sottili

FARE SCIOGLIERE UNA NOCE DI BURRO IN UNA PADELLA ANTIADERENTE. INFARINARE LE FETTINE DI CARNE E METTERLE NELLA PADELLA. SALARLE, GIRARLE, METTERE UN POCO DI CONSERVA( CIRCA TRE O QUATTRO CUCCHIAI) AGGIUNGERE ACQUA PER TERMINARE LA COTTURA, ALLA FINE METTERE UN POCO DI ORIGANO, DISPORRE LE FETTINE SUL PIATTO DI PORTATA E METTERE SU OGNUNA UNA FETTINA DI MOZZARELLA.

Veloci e facili. Ciao Ferny

grazie mt! 🙂

Torta di noci

TORTA DI NOCI

dal commento di Ardovig

Ingredienti

150 gr farina bianca

150 gr gherigli di noce tritati

150 gr zucchero

100 gr burro

4 albumi e 2 tuorli

½ limone un pizzico di scorza d’arancia grattugiata

burro e farina di noci o di mandorle per la tortiera – quanto basta gherigli di noce – una manciatina zucchero a velo – quanto basta

Preparazione

Mettere in una terrina il burro ammorbidito (toglierlo dal frigo un’ora prima di usarlo) ed unire lo zucchero e il succo di mezzo limone, dopo averlo filtrato. Con un cucchiaio di legno battere gli ingredienti fino ad ottenere un composto cremoso.

Montare in un altro recipiente gli albumi a neve ben soda badando di non farli granire. Incorporarli adagio al burro, mescolando con delicatezza per non smontarli. Aggiungere molto adagio anche la farina, setacciata perché non faccia grumi, i gherigli di noce tritati, i tuorli e la scorza d’arancia grattugiata.

Ungere una tortiera e spolverizzarla, invece che con la solita farina, con una manciata di farina di noci o di mandorle; completare spargendo sul fondo dello stampo qualche pezzo di gheriglio di noce. Versare il composto nella tortiera e introdurre subito in forno già caldo, ad una temperatura di circa 170°, lasciando cuocere il dolce per circa 50 minuti.

La torta sarà cotta quando lo stecchino di legno che verrà introdotto nella pasta ne uscirà asciutto. Appena cotta, togliere la torta dal forno e sformarla ponendola a raffreddare su una griglia o sul tavolo di marmo, coperto da una tovaglietta che possa assorbirne l’umidità. Spolverarla con lo zucchero a velo, fatto scendere a pioggia da un setaccino, quindi avvolgerla in carta pergamenata o trasparente.

Quando è pronta invitare Ardovig e conservarla in un luogo molto asciutto, fino al suo arrivo.

il blog ti ringrazia!

credo che sia buonissima!

Torcolo con la ricotta

Torcolo con la ricotta

Battere bene 3 uova con 300 gr di zucchero, aggiungere 300 gr di ricotta, 300 gr di farina.

Lavorare bene l’impasto ed infine aggiungere una cartina (bustina di lievito) per dolci da 1/2 kg.

Imburrare uno stampo da ciambella, versare il composto e cuocere a 180° per circa 40 minuti.

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  • Questa ricetta mi è stata data da una mia collega, ottima cuoca, qualche anno fa.

  • A volte aggiungo all’impasto un pugno di gocce di cioccolato oppure dell’uvetta tenuta prima a bagno con un po’ di rhum.

  • Si può mettere anche buccia grattugiata di limone o di arancia

  • Si possono togliere dalla dose circa due cucchiai di zucchero e spolverizzarlo sopra la superficie prima di infornare: farà una bellissima crosticina dorata

Dove nacque la matematica?

Dove nacque la matematica?

Venerdi 30 Gennaio 2004 ore 09:06:30

La matematica come disciplina organizzata e indipendente non esisteva prima dell’entrata in scena dei Greci del periodo classico compreso tra il 600 e il 300 a.C.
Vi furono tuttavia civiltà anteriori in cui vennero creati i primi rudimenti della matematica.
Molte di queste cIviltà primitive non andavano al di là della distinzione fra uno, due e molti; altre possedevano i numeri interi più grandi ed erano in grado di effettuare operazioni su di essi; altre ancora giunsero a riconoscere i numeri come concetti astratti, ad adottare speciali parole per indicare i singoli numeri, ad introdurre dei simboli per i numeri e anche ad usare basi quali dieci, venti o cinque per denotare unità di quantità più grandi.
Si possono anche trovare le quattro operazioni dell’aritmetica, per quanto limitate a numeri piccoli, e il concetto di frazione, ristretto tuttavia a 1/2, 1/3 e simili ed espresso a parole. In aggiunta a ciò, vennero anche riconosciute le nozioni geometriche più semplici, quali quelle di retta, cerchio, angolo.
E’ forse interessante notare che il concetto di angolo deve essere sorto dall’osservazione dell’angolo formato dalle parti inferiore e superiore della gamba o del braccio umani, pechè in molte lingue la parola che indica il lato di un angolo coincide con quella che indica la gamba o il braccio.
In italiano, ad esempio, parliamo dei bracci di una croce.
Le applicazioni della matematica in queste civiltà primitive si limitavano alle più semplici operazioni legate al commercio, al calcolo grossolano delle aree dei campi, alla decorazione geometrica sulle ceramiche, al ricamo di disegni sui tessuti e alla registrazione del tempo.
Prima di giungere alla matematica dei Babilonesi e degli Egiziani del 3000 a.C. non c’è traccia di lvelli matematici più avanzati.
Poichè le popolazioni primitive crearono i primi insediamenti costruendo abitazioni e praticando l’agricoltura e l’allevamento del bestiame fin dal 10000 a.C., ci si può rendere conto di quanto lenti furono i primi passi mossi dalla matematica più elementare; inoltre, l’esistenza di un vasto numero di civiltà prive di matematica di cui si possa parlare mostra come questa scienza sia stata coltivata assai sporadicamente.

da STORIA DEL PENSIERO MATEMATICO
MORRIS KLINE
EINAUDI
VOL.I° Capitolo primo
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vorrei che queste letture vi incuriosissero un po’ sulla storia della matematica
mtb

Tavolette babilonesi

Si tratta di tavolette con scrittura cuneiforme.

Dall’analisi delle tavolette di Senkreh (2300-1600 a.C.) si evince che i Babilonesi seguivano due sistemi di numerazione, quello sessagesimale e quello decimale. Altre tavolette furono ritrovate nel 1936 a Susa.
Nella tavoletta Plimpton 332 sono riportate 15 delle 38 terne pitagoriche conosciute dai Babilonesi.

link al vecchio post

TORCOLO di San Costanzo

San Costanzo

Il 29 gennaio a Perugia è la festa del Patrono San Costanzo: a questa ricorrenza è associato un dolce buonissimo

il torcolo di San Costanzo 

Torcolo di San Costanzo

Curiosità e ricetta sono state prese da: http://www.perugiaonline.it/san_costanzo_perugia.html
foto: mtb

Curiosità e ricetta sono state prese da: http://www.perugiaonline.it/san_costanzo_perugia.html

Curiosità:
La leggenda d’amore delle giovani devote a San Costanzo

La leggenda vuole che ogni anno durante la festa di San Costanzo, le giovani ragazze si rechino nella chiesa a lui dedicata al fine di trarre auspici per il proprio matrimonio guardando il gioco di luci riflesse sull’immagine del santo. Se San Costanzo non avrà fatto l’occhiolino – e quindi predetto le nozze entro l’anno – per consolazione il fidanzato regalerà alla ragazza il tipico dolce, il Torcolo di San Costanzo.

La Ricetta del Torcolo di San Costanzo

1200 gr di farina
670 gr. di acqua
340 gr di zucchero
340 gr. di cedro candito
170 gr. di olio
170 gr. di burro
340 gr. di uva sultanina
340 gr. di pinoli
2 uova
50 gr. di lievito di birra
20 gr. di anice

Impastare la farina con l’acqua tiepida aggiungendo il lievito di birra. Mettere la pasta in un posto caldo per farla lievitare fino al raggiungimento del doppio del suo volume. Lavorare la pasta aggiungendo tutti gli ingredienti e lasciarla lievitare ancora per tre/quattro ore. Mettere l’impasto in una teglia cercando di dargli una forma ad anello, come una corolla di fiori, facendo cinque tagli sulla superficie, quindi indorare quest’ultima con il rosso dell’uovo. Cuocere a forno molto caldo per poco meno di un’ora.

Petto di pollo ai peperoni

“Petto di pollo ai peperoni” di Ferny

qualche fettina sottile di petto di pollo, peperoni di diverso colore, cipolla bianca, farina , olio, aglione (ricordi che ti ho dato la ricetta?).

Affettare i peperoni e la cipolla in fettine sottili. Metterli in una padella antiaderente con un poco di olio, salarli e fare soffriggere a fuoco basso fino a che non saranno appassiti (se tendono ad attaccarsi aggiungere un poco di acqua).

Mettere uno spruzzo di aceto bianco e un cucchiaino di zucchero. Quando le verdure saranno appassite, infarinare le fettine di petto di pollo e metterle una alla volta nella padella dove stanno le verdure.

Aggiungere, quando serve, un goccio di acqua per terminare la cottura. Alla fine mettere un po’ di prezzemolo tritato…GUSTOSISSIME….Ciao Ferny

Pere e …

Pere e …

Lavare e sbucciare lasciando il picciolo le pere Kaiser, quelle “rugginose”, considerando una pera per ogni persona e aggiungendone poi qualcuna.

Metterle in una pentola tutte vicine: io uso la pentola pressione (circa 4/5 minuti dal sibilo e comunque accertarsi della cottura).

Aggiungere un cucchiaio scarso di zucchero per ogni pera, una stecca di cannella, due chiodi di garofano, filetti di buccia di arancia e/o limone senza la parte bianca, il succo di una arancia, vino rosso fin quasi a coprire.

Cuocere finchè le pere saranno morbide anche all’interno: io “sento” la cottura con un lungo stecchino di legno.

Tirare su le pere delicatamente e metterle nel piatto da portata.

Nel liquido aggiungere qualche fico secco, una manciata di uvetta, qualche prugna secca o altra frutta secca, volendo anche mele o albicocche di quelle “essiccate” che si trovano in commercio, qualche pinolo: la cosa più importante è l’uvetta, il resto dipende dai gusti!

Far ritirare il succo a fiamma alta finchè non diventa denso e sciropposo.

Al momento di servire versare sopra le pere.

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  • sono ottime e sostituiscono benissimo il dolce
  • si possono preparare in anticipo e, se si vogliono servire tiepide, restringere lo sciroppo al momento di servire
  • sono però buone anche fredde

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Foto: 8 novembre 2009

Pere al vino rosso

Pollo e … funghi

Pollo e … funghi

Tagliare a pezzi piccoli mezzo pollo. Mettere in un tegame a fondo spesso un quarto di cipolla a fettine, due o tre spicchi di aglio “vestito” e tre cucchiai di olio d’oliva extravergine.

Far scaldare senza soffriggere, aggiungere i pezzi di pollo, qualche costina di maiale, non molto grassa e far rosolare bene, mescolando spesso e aggiungendo, a metà rosolatura qualche dado di pancetta non affumicata … poi dipende dai gusti!

Versare mezzo bicchiere di vino bianco o rosso oppure mezzo bicchierino di brandy.

Lasciare evaporare a fuoco vivo e continuare la cottura a fuoco lento, aggiungendo verso la metà circa 400 gr di funghi champignons, con qualche pezzetto di porcino secco fatto prima rinvenire in acqua calda, tagliati a pezzi non troppo piccoli ( vanno bene anche quelli surgelati).

Quando tutto il sughetto è ritirato bene, aggiungere un bel trito di prezzemolo, mescolare e … servire!!!

Questo è un piatto un po’ inventato da me ed è prettamente invernale: ancora fate in tempo a provarlo!

Le scaloppine di Ferny

Le scaloppine di Ferny

vai a leggerle!! post del 19.01.2004

SCALOPPINE ALLA PARMIGGIANA
per AC65

Ingredienti:
fettine sottili di maiale o di vitello a piacere
prosciutto crudo affettato sottile
scagliette di formaggio grana (fatte col pelapatate)
uova
farina
olio e sale q.b.

Procedimento:
Sbattere 2 uova con la forchetta.
Prendere le fettine di carne, passarle prima nell’uovo,
poi nella farina e friggerle da ambo i lati in padella nell’olio caldo
(non bollente se no si strinano).
Dorarle lievemente, toglierle e appoggiarle su
una carta assorbente
(scottex).
Dopo averle lievemente salate
disporle sul piatto di portata e
mettere su ogni scaloppina una fettina di prosciutto crudo
e cospargere il tutto di scagliette di grana.

ALTRA RICETTA NON RICHIESTA
SCALOPPINE SPECK, RUCOLA E GRANA

Ingredienti:
fettine di maiale o vitello
speck affettato sottile
scagliette di grana
rucola
farina
limone
burro e sale q.b.

Procedimento:
Sciogliere una piccola noce di burro
in una padella antiaderente.
Infarinare le fettine, salarle
e cuocerle in padella
spruzzandole con un pò di limone
e aggiungendo un bicchiere d’acqua
per creare un sughino.
A fine cottura (pochi minuti)
disporre le fettine sul piatto di portata.
Tagliare a quadretti lo speck
e guarnire le fettine.
Dopodichè guarnire con rucola tritata e grana.
p.s. la rucola lavarla!!!

Sono ricette che richiedono non più di 15 minuti per tutto il procedimento.
Facili, veloci e gustose.
Provare per credere.

Odori sotto sale

Odori sotto sale

un Kg di sale grosso – un kg di cipolla

500 gr di sedano – 500 gr di carote

250 gr di basilico – 250 gr di prezzemolo

Lavare accuratamente le verdure e farle asciugare bene sopra un canovaccio.

Tritarli con un robot da cucina senza farli diventare una “crema”, aggiungendo un po’ del sale previsto nella dose.

Mano a mano che si tritano mettere in un contenitore aggiungendo il sale rimasto e mescolando.

Mettere in vasetti di vetro e conservare in luogo fresco, meglio se in frigo.

  • il peso si deve calcolare dopo aver pulito, lavato e asciugato le verdure

  • vanno tritati separatamente perchè hanno una diversa consistenza

  • durante la tritatura è importante aggiungere il sale, in particolare nel basilico e prezzemolo, per mantenere il colore verde brillante

  • si conserva per mesi

  • si utilizza per preparare sughi di pomodoro o ragù (per esempio un cucchiaino per un barattolo di pomodoro), nel minestrone, nel brodo vegetale, nell’impasto di polpette e polpettoni o ovunque ci sia bisogno di questi odori

  • è una vera risorsa per chi non ha molto tempo in cucina

  • la dose permette di prepararne una grande quantità: per provare consiglio di ridurre di un quarto

  • si può fare anche quando si acquista la classica vaschetta di odori che poi … va sempre a male … perlomeno a me! L’ importante è cercare di mantenere le proporzioni, almeno tra il peso totale delle verdure e il sale

  • è importante non aggiungere altro sale nelle preparazioni dove si usa questo trito o magari, prima, assaggiare!

Questa ricetta mi è stata data in autobus durante un viaggio-vacanza e non ne conosco la provenienza!