Una giornata indimenticabile

Sapevo che sarebbe stata così… veramente indimenticabile!

Dopo tanti, tanti anni ci siamo ritrovati tutti insieme, i quattro figli unici del “palazzo” così come veniva chiamata la nostra casa. Non si usava la parola condominio…

casa di Bettona

Marcella, Mirella, Maria Teresa e Giuliano: un piccolo gruppo che per qualche anno è stato sempre insieme. Marcella, la sorella maggiore che ci dava da mangiare quando io e Giuliano non volevamo toccare cibo se non c’era lei, Mirella partita da ragazzina e che voleva tagliare gli olivi davanti casa per non sentire il rumore del vento, io che da piccolissima  “morivo” e venivo riportata in vita dalle coccole e attenzioni di tutte le mamme chiamate in aiuto…

Quanti bei ricordi oggi nelle nostre parole dette e non dette, nelle frasi accavallate per dire ancora di più, per ricordare ancora di più.
Ritrovarsi come se il tempo si fosse fermato in quell’angolo di strada allora polverosa, ma che per noi era tutto…
era il ritrovarsi sul portone per andare alle quattro di mattino in estate all’acqua minerale con il fagottino della merenda, era lo stradello rischiosissimo che dovevamo fare per qualche metro … sotto c’era un “burrone”, erano i due torrentelli da attraversare senza bagnarsi, erano le voci delle mamme sulle scale che si chiedevano al mattino come stavano dandosi il buongiorno mentre mettevano la chiave alla porta, era l’influenza che ci veniva e si stava accanto al letto l’uno dell’altro senza pensare che ci potevamo ammalare, era la merenda con l’acqua e lo zucchero, era andare da “Ballarino” a comprare le tavolettine di cioccolato da dieci lire, era fare le buchette sul marciapiede e giocare a palline, era giocare a campana o a un due tre …stella! era prendere qualche “ciaffo” quando combinavamo qualcosa che non andava e poi consolarsi a vicenda.

E poi fu piangere disperatamente quando mi abbandonarono, prima Mirella e poi Marcella, chiamate dalla vita in altri luoghi lontani, troppo lontani allora per me.

Ma questa casa è ancora lì e le nostre voci hanno riecheggiato per le scale come allora, un po’ meno vocianti e rumorose perchè velate da un po’ di malinconia, ma soprattutto da tanta emozione.

mirella giuliano marcella emma mariateresa

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4 thoughts on “Una giornata indimenticabile

  1. Io allora non c’ero, ma è stato come se fossi sempre stato lì insieme a loro… stessa emozione, stessa partecipazione, una giornata fantastica in compagnia di amici vecchi e nuovi, appena lasciati e che vorresti ritrovare quanto prima… grazie a tutti!!

  2. commenti da FB
    Sergio
    confermo… unica!

    Mirella
    Lo è stata sicuramente… piena di ricordi e di grandi emozioni. Questo a dimostrazione che può permanere un legame così forte anche a distanza di tanti anni, quando ci sono persone come te.
    Grazie per essere riuscita ad organizzare un tal…e incontro.
    Angelo si unisce a quanto detto, aggiungendo un saluto particolare a Sergio con cui si è trovato subito a suo agio come se lo avesse conosciuto da sempre.
    Un abbraccione ad entrambi con la promessa di ritrovarsi presto.
    Vi aspettiamo
    Mirella ed Angelo

  3. Ho letto solo oggi le tue riflessioni nella versione integrale e la commozione è riaffiorata. Complimenti! Hai saputo rendere molto bene nelle tue parole il passato e il presente, a dimostrazione che ciò che hai scritto viene dal cuore ed è fortemente sentito. Sono davvero felice di averti rincontrato…
    Lo stare insieme ha riportato alla mente tanti ricordi a volte sopiti.
    La famosa “scatola” della sopravvivenza… la tua mamma che batteva sul pavimento per chiamare la mia… il tuo babbo che ci portava a caricare l’orologio della chiesa…E’ vero, facevamo le buchette in quella striscia di terra davanti casa per giocare con le biglie…e Ballarino (Spalloni?!?!)… Mi è tornato in mente, penso sia lui, quando con le cinque lire, trovate sotto il bicchiere dove avevo messo una lucciola, sono andata in negozio e gli ho chiesto: una sigaretta per il babbo, una fettina di mortadella per la mamma e una caramella per me…Beh, non tutti sono stati fortunati come noi, per aver trascorso un’infanzia come la nostra: semplice, ma ricca di quello che conta veramente e che oggi è difficile trovare…

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