Salsa alla cipolla

In un vasetto al supermercato ho letto gli ingredienti ed ho provato così:
lessare due cipolle in brodo di carne, scolarle, frullarle insieme ad un pochino di pane grattugiato e un pizzico di prezzemolo. Amalgamare poi la salsa con olio di oliva e aceto balsamico; aggiustare, eventualmente, di sale.

L’esperimento è riuscito: la salsa è molto delicata e ottima con le carni bollite oppure per accompagnare un formaggio saporito come il pecorino.

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6 thoughts on “Salsa alla cipolla

  1. Innanzi tutto sono felicissima di vedere che sei tornata e alla grande! Siccome adoro la cipolla credo che durante il prossimo riposo mi divertirò a prepararne almeno un vasetto! Sai che le tue ricette vengono particolarmente apprezzate da qualcuno di casa mia?

    Un bacione e sempre disponibile per quel famoso caffè!

  2. —Problemi grossi a Milano in vista del 14 Luglio–

    —Continuano ad esserci problemi per l’organizzazione del grande evento del 14 Luglio, Un Mondo a Misura di Bambino – Aria Pulita – Motore di Schietti. Ho provato a chiedere a Schietti dei chiarimenti per capire come affrontare la problematica.—

    Domanda: Ci son problemi anche con le cose interessanti a Milano?

    Risposta. Problemi enormi, per fare degli esempi personali mia nonna metteva piattini interessanti tutti in giorni in tavola in casa di marchesi e sindaci e l’hanno aiutata a metterli a tutta Milano a prezzo buono senza discriminazioni.

    Mio padre voleva mettere prodotti interessanti nella borsa della spesa delle signore, e Monzino glieli ha fatti mettere in tutta Italia.

    Ormai son parecchi anni che chi vuole mettere cose interessanti gratis o a buon prezzo, non solo non viene aiutato, ma viene ostacolato duramente.

    E non va bene.

    Domanda: Quali erano i piattini interessanti che tua nonna serviva sulle tavole di sindaci e marchesi e che mise a disposzione dei milanesi, ditalini in brodo?

    Risposta: Ma perfavore, non offendiamo.

    Stiamo parlando di cervelletta calda, animella fritta, trotelle al burro, scaloppine di vitello col prezzemolo, l’aglio e il vino bianco, il cappone ripieno, il pollo alla cacciatora, la sogliola, i nervetti, la trippa con i fagioli, risotto giallo con i funghi, risotto con la salsiccia, l’osso buco, la cotoletta, la cassola, il capretto al forno.

    Erano tempi in cui la carne si mangiava una volta alla settimana, due con il pesce. Bisognerebbe tornare a quei tempi. la carne era buona e gli animali erano cresciuti bene, bilogici al 100%. Carne buona perchè gli animali crescevano bene, non erano animali da stalla sovraffollata.

    Quando parliamo di verdure intendiamo cavolfiori fritti, zucchine trifolate, in piena stagione porcini a volontà in omaggio della casa.

    Parliamo di finocchi al burro, di carote e piselli, di fegato con le cipolle, di pasta col rognone.

    Piattini interessanti, c’era la coda anche di cinesi per entrare.

    Polmone con la polenta, polpettone con l’uovo sodo, i messicani con l’emmenthal e gli spinaci, la lingua in salsa verde, il lesso, il purè, le lenticchie con lo zampone, il cotechino, le patate con le cipolle e le barbabietole, la frittata con gli spinaci e il salame, la frittata con le cipolle, la pastina in brodo di gallina, i ravioli, i gnocchi, i tortellini.

    Le bambine tiravano per i capelli i papà per venire ad assaggiare le patatine fiammiferino con la sbrisolata di arrosto.

    L’elenco è lungo, però chi vuol capire ha capito bene. Piattini interessanti.

    Domanda: Le cose interessanti che metteva tuo padre nella borsa della spesa delle signore?

    Risposta: I giovani forse non lo sanno, ma nello stesso modo che oggi sta avvenendo la globalizzazione, dopo la seconda guerra mondiale avvenne l’italianizzazione, , il boom economico. Gli anni 50 che divennero anni 60.

    Come oggi con la globalizzazione c’è chi approffitta del grande movimento per inserire prodotti dannosi, truffare, speculare sulla povera gente anche allora era così con l’italianizzazione.

    Però qualcuno invece cercò di portare nelle case degli italiani il meglio da tutta italia.

    Non stiamo parlando di autostrade, speculazione edilizia, merce lavorata da bambini o prodotti tossici nocivi.

    Allora la dignità e l’onore erano cose che contavano, e il marchio era tutto, era la garanzia. Non posso fare nomi, però quando parliamo di torrone, panettone, vini, spumanti, aperitivi, alcoolici, noci di sorrento, verdure scelte, biscotti, formaggi francesi, champagne, caffè in busta o in lattina, lo zucchero, i limoni, le arance… i supermercati Standa.

    I prodotti migliori, milioni di persone hanno guadagnato bene e consumato bene. Quando si dice Milano ti dà il pan, mio padre girava a selezionare il meglio del meglio per poi metterlo nelle case di tutti gli italiani.

    Solo le arance Ligresti non sono mai divenute un prodotto perfetto, e quando sono andato dentro personalmente dentro a vedere e mettere personalmente le arance dentro il retino, ragazzi, ogni 4 arance buone me ne faceva mettere una di seconda scelta. Anche con la busta, mi faceva girare dentro una cassette di arance buone e una di arance semimarce. C’è l’industria conserviera, potevano darle per fare succhi, invece sembrava che volessero dare apposta le arance difettose.

    Infatti avevo capito subito perchè Monzino dovette vendere a fine anni 60 e poi perchè erano diventati soci Ligresti e Berlusconi, metodi da setta degli ingegneri scientisti, le arance sono essenziali nei supermercati, se le arance non van bene un supermercato perde clienti. Le arance valgono quasi il 30% del fatturato di un supermercato.

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