CIAMBELLA con CANDITI, UVETTA, PINOLI

Avere in casa tanti ingredienti per poter fare di tutto ed ecco, un po’ nel ricordo dei sapori del Torcolo di San Costanzo, che si materializza questa ciambella!

Ingredienti
300 g di farina 00 o farina per dolci (ho usato farina per dolci Mulino Mariani)
220 g di zucchero semolato *
3 uova medie
50 g di burro morbido
2/3 cucchiai di latte (se serve per ammorbidire un po’)
una bustina da 16 g di lievito istantaneo per dolci
un pizzico di sale
2 cucchiai abbondanti di cedro candito a cubetti
1 cucchiaio abbondante di arancia candita a cubetti
2 cucchiai abbondanti di uvetta sultanina bio
circa 100 ml di acqua e di liquore (ho usato Moretto, ma va bene anche il rhum)
1 cucchiaio scarso di succo di limone
2 cucchiai di pinoli italiani (toscani)

*n.b.: dopo l’assaggio … lo zucchero si può ridurre anche di circa 30/40 g; per me è venuta un po’ troppo dolce, ma dipende dai gusti!

Preparazione
In una ciotolina bagnare l’uvetta e i canditi con acqua e liquore e far ammorbidire (io uso il microonde per uno/due minuti).
Con la frusta elettrica frullare per un paio di minuti le uova, aggiungere lo zucchero e continuare finchè l’impasto risulti spumoso.
Sempre frullando, aggiungere il burro morbido e, mano a mano, la farina ed il lievito setacciati insieme, il pizzico di sale, l’acqua e liquore in cui si sono ammollati l’uvetta e i canditi, il succo di limone e il latte se serve.
Aggiungere canditi ed uvetta sgocciolati e leggermente infarinati ed amalgamare all’impasto con un cucchiaio di legno.
Versare in uno stampo da ciambella da 24 cm ben imburrato ed infarinato. Cospargere sopra i pinoli.
Cuocere in forno preriscaldato a 170° per circa 35/40 minuti e, al solito, vale la prova stecchino!
Far raffreddare per alcuni minuti, togliere dallo stampo ed appoggiare in una griglia da dolci; cospargere con poco zucchero al velo.

Ciambella con canditi, uvetta, pinoli
GEOMETRIE
Ciambella con canditi, uvetta, pinoli
Ciambella con canditi, uvetta, pinoli
Ciambella con canditi, uvetta, pinoli

TORTE mini con mirtilli, mela, noci, pinoli

Seguendo sempre la ricetta fatta ormai alcune volte (vedi link: TORTA con ciliegie) oggi con le stesse quantità e qualche variazione sono nate due mini-torte:
– con mirtilli, mela, pinoli
– con mirtilli, poca mela e noci

 
MiniTORTE con mirtilli, mela, noci, pinoli

TORTEmini con mirtilli, mela, noci, pinoli

Ingredienti

  • Cottura: 30 min
  • Pronto in: 1 h

Procedimento

  1. Preriscaldare il forno a 170° ventilato
  2. Battere bene le uova con lo zucchero
  3. Aggiungere e mescolare: latte, olio, buccia di limone
  4. Aggiungere e mescolare: farina e lievito (setacciati insieme), il succo di arancia, il sale
  5. Imburrare molto bene due teglie di alluminio da 16 cm di diametro (base) e spolverizzare con un po’ di zucchero
  6. Versare l’impasto e mettere sopra su ciascuna i mirtilli: in una aggiungere fette di mele e i pinoli, nell’altra pezzetti di mela e le noci; cospargere sopra con un po’ di zucchero
  7. Cuocere per circa 30 minuti (temperatura e tempo di cottura dipendono, al solito, dal proprio forno).
  8. Far raffreddare e mettere le torte in griglie per dolci per completare il raffreddamento.

Note

Una ricetta, mille versioni!

Le origini delle Pinocchiate

Le origini delle Pinocchiate

Questo antico dolce perugino esclusivo della nostra città, deve il suo nome, noto in quattro varianti pinoccati, pinocchiati, pinoccate, pinocchiate, tutte ugualmente corrette, ai pinoli o pinocchi (si ricordi il celebre burattino), che ne costituiscono l’ingrediente principale e gli conferiscono un gusto speziato e insolito da vecchio monastero.

Il contrasto dei due colori, bianco-nero, presente anche in dolci antichi in Italia Centrale e altrove, risale a remote tradizioni artistiche d’origine orientale e trova riscontro nella cosiddetta decorazione “a balzana”, ossia a fasce accostate di colori fortemente contrastanti, nota in architettura nei rivestimenti marmorei, nelle arti decorative in stemmi, scudi, stendardi, gonfaloni, costumi, nei giochi, come la dama e gli scacchi, nelle fazioni i Bianchi e Neri delle città italiane nel Medio Evo.

Al gioco dei due colori si accompagna, con perfetta rispondenza, il gioco dei due sapori: più sottile, aromatico e freddo il bianco, al limone; più denso, corposo e caldo il nero, al cioccolato.

La forma, due losanghe accostate a formare una delle cinque figure geometriche fondamentali del mondo medioevale e rinascimentale, ottaedro regolare, ci riporta a società in cui la cultura matematico-artistica si rifletteva in modo evidente anche nelle manifestazioni più strettamente connesse alla vita di ogni giorno.

La presentazione tradizionale, avvolto in carta come una grossa caramella, ne rivela la natura originaria di “dolce da lancio”, ossia appartenente a quel tipo di dolci che venivano realmente lanciati durante le finte battaglie fra cavalieri e dame in occasione delle fantastiche feste di queste lontane epoche.

-tratto dall’incarto delle Pinocchiate Umbre di una nota ditta dolciaria umbra-