Il Museo della Matematica

Il Museo della Matematica

E’ l’unico al mondo dedicato esclusivamente a questa materia

ANSA – FIRENZE,23 MARZO
Matematica mai piu’ materia ostica.
Nasce a Firenze il Museo della Matematica, che sara’ inaugurato venerdi’ all’Istituto Marco Polo. Secondo i promotori, che lo hanno chiamato ‘Il giardino di Archimede’, questo sara’ l’unico museo al mondo dedicato esclusivamente alla materia. Numerosi i passaggi interattivi in cui il pubblico puo’ cimentarsi direttamente con esercizi, modellini e giochi, sulla portata pratica dei piu’ noti teoremi.

© Ansa

Auguri al nuovo Museo!
mtb

Einstein … da Alice

Venerdi 19 Marzo 2004 ore 21:38:50

Einstein … da Alice

Einstein

Buona sera professoressa!,
le vorrei solo inviare un paio di stralci di ciò che Einstein ha scritto e pensato. Da grande femminista e antirazzista quale sono le invio le seguenti parole proprio di pugno del mitico Albert.

Nel momento in cui una personalità eccelsa come Mme. Curie è giunta al termine della propria vita, non accontentiamoci di ricordare meramente quello che ella ha donato all’umanità con i frutti del suo lavoro. Per una generazione e per il corso della storia le qualità morali delle principali personalità del periodo hanno forse un significato ancora maggiore di quello delle conquiste puramente intellettuali. Ma anche queste ultime dipendono, in misura lungamente superiore a quella che comunemente si suppone, dalla statura morale.
Ho avuto la grande fortuna di trascorrere vent’anni di sublime e imperturbata amicizia a contatto con Mme. Curie. Ho avuto modo di apprezzarne sempre più la grandezza umana. La sua forza, la purezza della sua volontà, la sua severità con se stessa, la sua obiettività, il suo giudizio incorruttibile: erano tutte di una qualità raramente riscontrata, così riunite, in un solo individuo. Mme. Curie si sentiva costantemente al servizio della società e la sua profonda modestia non lasciava mai spazio al compiacimento. Era oppressa da un persistente senso delle difficoltà e delle iniquità sociali. Derivava da esso quella sua severità esteriore, così facilmente fraintesa da chi non le era vicino, una strana severità non attenuata da alcuna tensione artistica. Una volta che avesse riconosciuto una certa strada come giusta, la percorreva senza compromessi e con tenacia estrema.
La più grande impresa scientifica della sua vita (dimostrare l’esistenza degli elementi radioattivi e isolarli) deve la sua realizzazione non meramente a un’audace intuizione, ma a un impegno e una tenacia esecutiva in presenza di difficoltà tra le più estreme concepibili, quali la storia della scienza sperimentale non ha testimoniato spesso.
Se gli intellettuali d’Europa fossero animati anche solo da una piccola parte della forza di carattere e della dedizione di Mme. Curie, l’Europa avrebbe davanti a sè un futuro più luminoso.

Sono entusiasta e grata a Einstein per queste sue parole così onorevoli nei confronti del premio Nobel per la fisica. Però, non le sembra che puntando così tanto sulle sue doti morali, sembra che voglia un po’ frenare quelle mentali/razionali, quasi a voler ovattarle un po’, magari per timore di essere troppo controcorrente in una realtà non ancora così aperta alle donne? O forse perchè lui stesso non era ancora aperto così tanto alle donne? Se sa qualcosa mi dica pure! Credo, tuttavia, che Einstein apprezzasse sinceramente Mme. Curie, sotto tutti gli aspetti, e riconoscesse le sue doti da scienziata!

E riguardo agli ebrei (era anche lui ebreo, non è vero?):

Vorrei iniziare col raccontarvi un’antica favola, con alcuni aggiustamenti secondari, una favola che servirà a mettere in nitido risalto le molle dell’antisemitismo politico:
-Il pastorello disse al cavallo: “Sei il più nobile degli animali che calpestino la terra. Meriti di vivere in perfetta beatitudine; e in effetti la tua felicità sarebbe completa se non fosse per l’infido cervo. Ma lui si è allenato fin da giovane a superarti per agilità di piede. Il suo passo più veloce gli permette di arrivare alle pozze d’acqua prima di te. Lui e la sua tribù bevono acqua dovunque a volontà, mentre tu e il tuo puledro siete condannati alla sete. Stai con me! La mia saggezza e la mia guida affrancheranno te e la tua specie da uno stato triste e vergognoso.”.
Accecato dall’invidia e dall’odio per il cervo, il cavallo acconsentì. Si offrì alla briglia del pastorello. Perse la libertà e divenne lo schiavo del pastore.-
In questa favola, il cavallo rappresenta un popolo e il pastorello una classe o un gruppo che aspiri al dominio assoluto su quel popolo; il cervo, a sua volta, rappresenta gli ebrei.
Già vi sento obiettare: “Un racconto assai improbabile! Nessuna creatura sarebbe tanto sciocca da comportarsi come il cavallo della tua favola”. Ma riflettiamoci sopra ancora un po’. Il cavallo aveva patito gli spasmi della sete, e si sentiva spesso punto nella propria vanitò quando vedeva l’agile cervo superarlo nella corsa. Voi, che non avete conosciuto simili sofferenze e tormenti, potete trovare difficile comprendere che l’odio e la cecità abbiano spinto il cavallo ad agire con tanta sconsiderata, credulona fretta. Il cavallo, tuttavia, cadde facile vittima della tentazione perchè le tribolazioni passate lo avevano predisposto a un tale errore.

Dunque…non riesco a capire QUANTO Einstein voglia tentare di giustificare tutti i filo-antisemiti… voglio dire… posso capire quello che intende dire, credo. O forse non lo comprendo bene. Credo, tuttavia, che il pensare con la propria testa e lo spirito critico debbano far parte di una persona e della sua “mens sana”. Capisco che un popolo spinto dalla miseria e affaticato dalla povertà, dal dolore e dalla sofferenza, in preda all’ultimo barlume di speranza si attacchi a qualsiasi cosa (o persona). Ma non credo che i popoli antisemiti (o per lo meno non tutti) si trovassero (e, soprattutto, a maggior ragione, SI TROVINO) in queste condizioni. Però…prima di mettere in dubbio le sacre parole del Genio bisognerà informarsi meglio. Lei sa qualcosa a riguardo di Einstein e gli ebrei?

Tra l’altro, il fatto molto curioso, ciò che più mi meraviglia, è il rivolgersi di Einstein a un pubblico. Non lo trova un po’ contro la sua personalità introversa, o meglio, diretta tutta in un suo proprio mondo?
Lui stesso dice:
“Vivo in quella solitudine che è dolorosa in gioventù, ma deliziosa negli anni della maturità.”.
D’altro canto è sempre stato una persona isolata, proprio per il suo stesso carattere! E’ il prototipo del genio: chiuso nel suo mondo; indifferente a ciò che accade all’infuori dei suoi interessi; distaccato dalle banalità, ma scrutatore attento dei minimi particolari della complessa semplicità della vita.
Mi scuso di averla annoiata e di averle tolto tanto tempo prezioso. Mi perdoni per il disturbo causatole dalle mie divagazioni.

Con tanto Affetto
La sua blog(e non)-seguace
Alice

Le domande di Alice le rivolgo anche a chi leggerà questo articolo
Grazie Alice!
mtb

Dove nacque la matematica?

Dove nacque la matematica?

Venerdi 30 Gennaio 2004 ore 09:06:30

La matematica come disciplina organizzata e indipendente non esisteva prima dell’entrata in scena dei Greci del periodo classico compreso tra il 600 e il 300 a.C.
Vi furono tuttavia civiltà anteriori in cui vennero creati i primi rudimenti della matematica.
Molte di queste cIviltà primitive non andavano al di là della distinzione fra uno, due e molti; altre possedevano i numeri interi più grandi ed erano in grado di effettuare operazioni su di essi; altre ancora giunsero a riconoscere i numeri come concetti astratti, ad adottare speciali parole per indicare i singoli numeri, ad introdurre dei simboli per i numeri e anche ad usare basi quali dieci, venti o cinque per denotare unità di quantità più grandi.
Si possono anche trovare le quattro operazioni dell’aritmetica, per quanto limitate a numeri piccoli, e il concetto di frazione, ristretto tuttavia a 1/2, 1/3 e simili ed espresso a parole. In aggiunta a ciò, vennero anche riconosciute le nozioni geometriche più semplici, quali quelle di retta, cerchio, angolo.
E’ forse interessante notare che il concetto di angolo deve essere sorto dall’osservazione dell’angolo formato dalle parti inferiore e superiore della gamba o del braccio umani, pechè in molte lingue la parola che indica il lato di un angolo coincide con quella che indica la gamba o il braccio.
In italiano, ad esempio, parliamo dei bracci di una croce.
Le applicazioni della matematica in queste civiltà primitive si limitavano alle più semplici operazioni legate al commercio, al calcolo grossolano delle aree dei campi, alla decorazione geometrica sulle ceramiche, al ricamo di disegni sui tessuti e alla registrazione del tempo.
Prima di giungere alla matematica dei Babilonesi e degli Egiziani del 3000 a.C. non c’è traccia di lvelli matematici più avanzati.
Poichè le popolazioni primitive crearono i primi insediamenti costruendo abitazioni e praticando l’agricoltura e l’allevamento del bestiame fin dal 10000 a.C., ci si può rendere conto di quanto lenti furono i primi passi mossi dalla matematica più elementare; inoltre, l’esistenza di un vasto numero di civiltà prive di matematica di cui si possa parlare mostra come questa scienza sia stata coltivata assai sporadicamente.

da STORIA DEL PENSIERO MATEMATICO
MORRIS KLINE
EINAUDI
VOL.I° Capitolo primo
———-
vorrei che queste letture vi incuriosissero un po’ sulla storia della matematica
mtb

Tavolette babilonesi

Si tratta di tavolette con scrittura cuneiforme.

Dall’analisi delle tavolette di Senkreh (2300-1600 a.C.) si evince che i Babilonesi seguivano due sistemi di numerazione, quello sessagesimale e quello decimale. Altre tavolette furono ritrovate nel 1936 a Susa.
Nella tavoletta Plimpton 332 sono riportate 15 delle 38 terne pitagoriche conosciute dai Babilonesi.

link al vecchio post

I numeri, creazione degli dei o creazione dell’uomo?

Venerdi 16 Gennaio 2004 ore 23:08:14sei dalla copertina

Secondo il matematico tedesco Leopold Kronecker “Dio ha creato i numeri naturali, il resto è opera degli uomini”.

Invece per il suo contemporaneo Richard Dedekind i numeri “sono una libera creazione della mente umana”.
Non a caso una sua opera, pubblicata nel 1888, s’intitola Che cosa sono i numeri e a che cosa servono?

Da allora matematici, logici, filosofi, etnologi hanno formulato numerose teorie che tentano di rispondere a queste domande fondamentali, ciascuna delle quali si propone di stabilire con certezza le fondamenta dell’impero dei numeri.
Nessuna teoria è riuscita a tanto, nessuna ha ottenuto un generale consenso.

La definizione impossibile

Dopo sei millenni di familiarità quotidiana con il numero, l’uomo non è ancora capace di darne una definizione soddisfacente.

Nella sua disarmante semplicità, il numero sfugge a tutti i tentativi di ridurlo a una definizione che renda conto in modo completo della sua essenza, e appare quindi come un irriducibile del pensiero, un costituente primario.

Già nel V secolo a.C. il filosofo greco Filolao affermava: “Senza il numero, non comprendiamo e non conosciamo nulla”.

Venticinque secoli dopo, il filosofo Alain Badiou controbatte con questa affermazione, che ci appare condivisibile:” Il contenuto di verità fedele di un avvenimento non può mai essere contato e non ha mai potuto esserlo”.

da L’impero dei numeri di Denis Guedj

Questi sono gli interrogativi: ma provate ad entrare nel mondo dei numeri.
E’ una fantastica avventura senza ritorno!
Buonanotte mt

da IL TEOREMA DEL PAPPAGALLO di Denis Guedj

Sabato 3 Gennaio 2004 ore 09:31:08

… Come mai ti scrivo dopo tutti questi anni? Per informarti che stai per ricevere un carico di libri. E perchè proprio tu? Perchè eravamo i migliori amici del mondo e tu sei l’unico libraio che conosco. Sto per inviarti la mia biblioteca: tutti i miei libri, ossia alcune centinaia di chili di opere matematiche.
Essa comprende tutti i gioielli di questa letteratura. Resterai senz’altro stupito sentendomi parlare di “letteratura” a proposito della matematica, ma posso assicurarti che in questi libri ci sono storie che valgono quanto quelle dei nostri romanzieri migliori. Storie di matematici come – cito a caso – i persiani Omar al-Khayyam o al-Tusi, l’italiano Niccolò Fontana (detto Tartaglia), il francese Pierre de Fermat, lo svizzero Leonhard Euler (cioè Eulero) e tanti altri. Storie di matematici, ma anche di matematiche! Non sei tenuto a condividere il mio punto di vista. In questo senso rientrerai nella schiera delle innumerevoli persone che considerano questa disciplina soltanto un’accozzaglia di verità che nuotano in un mare di noia. Se un giorno ti capitasse di aprire una delle opere che ti invio, fammi il piacere, amico mio, di rivolgerti questa domanda: “Quale storia mi raccontano queste pagine?”. Allora, ne sono certo, vedrai la scialba e opaca matematica in una luce così diversa da restarne appagato, sì, persino tu, che sei un lettore insaziabile dei più bei romanzi del mondo.

°°°°°°°°°°°°°°°
Omar Khayyam
Omar Khayyam (Nisabur, Khorasan 1050-1122 ca.), poeta e scienziato persiano. Astronomo di corte sotto il sultano Malikshah, fu incaricato assieme ad altri scienziati di riformare il calendario. Scrisse trattati di algebra e geometria e fu uno dei matematici più in vista del suo tempo, ma la sua fama è legata alle Rubaiyat o Rubaiyyàt, quartine di carattere epigrammatico contenenti riflessioni, sulla natura e sul destino dell’umanità.
Nasir Eddin al-Tusi
Quando Omar Khayyam morì nel 1222 la scienza araba era in declino; tuttavia i contributi musulmani alla scienza non si interruppero bruscamente. Il matematico e poeta Nasir Eddin al-Tusi (1201-1274) migliorò le precedenti traduzioni in arabo di Euclide, Apollonio e Tolomeo e diede degli originali contributi sia alla matematica che alla astronomia. Fu autore di una dimostrazione del postulato delle parallele, che ebbe importanza nella storia delle geometrie non euclidee.
Niccolò Fontana detto Tartaglia
Niccolo Fontana conosciuto come Tartaglia, nacque a Brescia nel 1499, figlio di un modesto postino. …
Pierre de Fermat
Fermat, Pierre de (Beaumont-de-Lomagne 1601 – Castres 1665), matematico francese. Dopo aver studiato giurisprudenza ed essere divenuto consigliere parlamentare a Tolosa, intrattenne contatti con gli esponenti di primo piano della scienza e della filosofia suoi contemporanei. In gioventù, insieme all’amico Blaise Pascal, compì una serie di indagini sulle proprietà dei numeri figurati, ricavandone un metodo per calcolare le probabilità. Fermat non rese pubblico quasi nessun risultato delle sue ricerche matematiche; in Ad locos planos et solidos isagoge (successivo al 1637) elaborò i fondamenti della geometria analitica indipendentemente da Cartesio. È inoltre considerato il padre della moderna teoria dei numeri, ambito in cui compì diverse scoperte. Il suo metodo per individuare le ordinate massime e le minime delle linee curve aprì la strada alle ricerche sull’analisi infinitesimale e venne applicato a ricerche di ottica. A Fermat si devono inoltre diversi teoremi, tra i quali il così detto ultimo teorema di Fermat.
Eulero
Eulero Nome italianizzato di Leonhard Euler (Basilea 1707 – San Pietroburgo 1783), astronomo e filosofo svizzero. La sistematizzazione e la riformulazione dell’analisi che si trova nelle sue opere è alla base della matematica moderna e della teoria delle funzioni.

Studiò all’Università di Basilea come allievo del matematico svizzero Johann Bernoulli. Nel 1727, su invito dell’imperatrice russa Caterina I, entrò a far parte dell’Accademia delle Scienze di San Pietroburgo dove fu nominato professore di fisica (1730) e poi di matematica (1733). Nel 1741 accolse la proposta del re di Prussia Federico il Grande e si trasferì all’Accademia delle Scienze di Berlino dove rimase fino al 1766, anno in cui fece ritorno a San Pietroburgo. Sebbene fosse affetto fin dall’età di trent’anni da una malattia che gli causò una progressiva perdita della vista, Eulero redasse un gran numero di importanti opere matematiche e centinaia di appunti che provano la sua straordinaria produttività scientifica.

Nella sua Introduzione all’analisi infinitesimale (1748), diede la prima trattazione completa dell’algebra, della teoria delle equazioni, della trigonometria e della geometria analitica; precisò la definizione di funzione e affrontò la teoria delle serie. Inoltre studiò le superfici di secondo grado e le curve di secondo e terzo grado; dimostrò che le sezioni coniche sono rappresentate dall’equazione generale di secondo grado purché sussistano alcune relazioni tra i coefficienti della variabile. In altre opere si occupò di calcolo (compreso il calcolo delle variazioni), della teoria dei numeri, dei numeri immaginari. Sebbene fosse soprattutto un matematico, Eulero fornì anche notevoli contributi di astronomia, meccanica, ottica e acustica. Tra le sue altre opere: Istituzioni di calcolo differenziale (1755), Istituzioni di calcolo integrale (1768-1770).

Donne matematiche
Ipazia, Maria Gaetana Agnesi…

… da leggere Gabriele Lolli, “La crisalide e la farfalla”, Bollati Boringhieri

Gaetana Agnesi

E’ quasi Natale!!

Lunedi 22 Dicembre 2003 ore 19:04:06

Già è di nuovo Natale!!
Non mi va di parlare di Matematica, ma degli
Auguri che vi voglio fare di cuore e per questo vi segnalo un sito veramente bello !
Fateci un giretto se ne avete voglia!!    http://www.avvento.net/
Vi abbraccio tutti e BUON NATALE!!
mtb

P.S.: date un’occhiata anche al sito mtbianchi: ci sono novità

Rileggendo…

Giovedi 4 Dicembre 2003 ore 18:11:35

“Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendia si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a conoscere il ghiaccio. Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche. Il mondo era così recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito.”

… un libro letto tutto d’un fiato in una notte di febbre di tanti anni fa… da rileggere altre cento volte:

CENT’ANNI DI SOLITUDINE di Gabriel Garcia Marquez

alberi innevati

ANGOLI ASSOCIATI

BLOG DI CLASSE 4ALC 2003-2004 postato da maria teresa

sen x

Inserisco il grafico della funzione y=senx per ricordare come si ricercano graficamente le “formule” degli angoli associati.
In questo caso si osserva che il punto di ascissa “alfa” ha il valore del seno uguale a quello dell’angolo supplementare “Ï€-α”.

Si può osservare, infatti, che la retta parallela all’asse delle ascisse interseca la funzione y=senx in due punti che hanno ovviamente la stessa ordinata.
Analogamente si procede per gli altri angoli associati e per la funzione coseno.
Se riesco ad inserire il grafico nel blog, poi invierò gli altri!!!
mtb

angoli associati 1
In questo grafico sono presenti anche le relazioni che intercorrono tra il seno dell’angolo “α” e il seno dell’angolo opposto (-α), e, analogamente, del seno dell’angolo (Ï€+α) e del seno dell’angolo esplementare (2Ï€-α).
Mi raccomando… studiate!!!
mtb

Qui ci sono rappresentate graficamente le relazioni degli angoli associati per la funzione y=cosx
mtb

Angoli COMPLEMENTARI e angoli che differiscono di un angolo retto

Ultimo grafico degli angoli associati: qui si devono contemporaneamente confrontare i grafici delle funzioni y=senx e y=cosx


Buon lavoro mtb

da matebi4alc.blog.tiscali.it

Il blog della classe 4ALC 2003-2004

BLOG DI CLASSE in costruzione postato da maria teresa

Sabato 29 Novembre 2003 ore 15:06:37


4 alc

Questo è il blog di classe che può essere “agganciato” dal blog principale http://matebi.blog.tiscali.it
o anche direttamente
http://matebi4alc.blog.tiscali.it

I contatti tramite e-mail sono inseriti nel blog “principale”

Ancora è tutto in prova…

GRAZIE RAGAZZI !!

Venerdi 28 Novembre 2003 ore 15:20:42

apina … grazie perchè siete voi la forza del mio lavoro e che mi fa stare sveglia a lavorare fino a tarda notte e nei ritagli di tempo.

Questa è la scuola che voglio: non quella rigida e impersonale, ma quella diretta in cui io ho tanto da apprendere da voi e voi da me!

Certo ci sono anche tante cose da fare, da capire, da approfondire e questo richiede sicuramente impegno reciproco: nulla viene dal nulla.

Ma la serietà e qualche sforzo in più ci porteranno sicuramente a buoni risultati e… anche la famigerata matematica farà un po’ più parte di noi.

E poi… ci sono le verifiche, le interrogazioni… la burocrazia, ma anche questo è la scuola e se affrontiamo con serenità il confronto e lo scambio reciproco nulla ci potrà più spaventare!
Con affetto mtb

link al blog precedente

LEGGERE

Giovedi 13 Novembre 2003 ore 22:53:12

leggere
 LIBRI SEGNALATI da mtb

 


Denis Guedj
L’IMPERO DEI NUMERI
Univer.Electa/Gallimard

Denis Guedj
IL TEOREMA DEL PAPPAGALLO
SuperPocket

Denis Guedj
IL MERIDIANO
Longanesi &C.

Hans M. Enzensberger
IL MAGO DEI NUMERI
Einaudi

Piergiorgio Odifreddi
LA MATEMATICA DEL NOVECENTO
Giulio Einaudi Editore

Piergiorgio Odifreddi
IL COMPUTER DI DIO
Raffaello Cortina Editore

Eric T. Bell
I GRANDI MATEMATICI
Sansoni

Roberto Vacca
ANCHE TU MATEMATICO
Garzanti

Luciano Cresci
LE CURVE CELEBRI
Franco Muzzio Editore

George Gheverghese Joseph
C’ERA UNA VOLTA UN NUMERO
Il Saggiatore

Morris Kline
STORIA DEL PENSIERO MATEMATICO 1-2
Einaudi

A.N.Whitehead
INTRODUZIONE ALLA MATEMATICA
Fratelli Melita

Bertrand Russell
INTRODUZIONE ALLA FILOSOFIA MATEMATICA
Fratelli Melita

Michael Guillen
LE CINQUE EQUAZIONI CHE HANNO CAMBIATO IL MONDO
Longanesi &C.

Carl B. Boyer
STORIA DELLA MATEMATICA
Mondadori

Reuben Hersh
COS’E’ DAVVERO LA MATEMATICA
Baldini&Castoldi

Godfrey H.Hardy
APOLOGIA DI UN MATEMATICO
Garzanti

Cos’e’ un Blog?

Lunedi 10 Novembre 2003 ore 12:34:53

L’ARTICOLO E’ STATO SELEZIONATO da http://blog.tiscali.it

Cos’e’ un Blog?

Un blog è uno spazio sul web dove poter raccontare storie, esperienze e pensieri, una sorta di diario di bordo che ognuno di noi può “tenere” e condividere con gli altri. L’importante è poter scrivere senza complicazioni tecniche e senza intermediazioni.
Non esistono tematiche prefissate, ognuno scrive liberamente su qualsiasi argomento. Esistono blog di informazione giornalistica, di approfondimento, di pettegolezzi o anche più semplicemente di racconti quotidiani delle proprie esperienze di viaggi, sport, letture, poesie, musica ed altri interessi che scatenano la nostra passione.

Nessuno davvero sa quanti sono oggi, i blogger in Italia: alcuni parlano di poche migliaia. Ma basta dare un’occhiata ai siti personali oltre che alle aree che vengono definite “blog” per capire che sono molte di più le persone che – come si dice – “tengono” un diario sul web. Alcuni famosissimi altri assolutamente sconosciuti. Ad unirli tutti, il desiderio di lasciar traccia di sé e delle proprie idee. Una necessità, quest’ultima, che diventa imprescindibile quando non esistono altri modi per raccontare all’esterno quanto accade intorno a noi. Ecco quindi il diario del giovane iracheno che racconta da Bagdad la guerra sotto casa, o il medico cinese che tiene traccia del progredire della Sars o – più semplicemente – la professionista che usa il suo blog come “rete” per pescare online i pensieri dei suoi amici sparsi per il mondo.

Alla fine si potranno contare i blog più seguiti e quelli più aggiornati, ma l’importante è poter comunicare in un nuovo spazio senza limiti.

Un po’ di storia
Nasce come un diario intimo, grafica essenziale, poche righe di html e ancor meno visitatori. Correva l’anno 1993 e i navigatori del web – appena “inventato” da Tim Berners-Lee a Ginevra – erano poche centinaia di migliaia in tutto il mondo, perlopiù negli Stati Uniti. Il nome non esisteva, arrivò anni dopo. Ma il “blog” era tutto lì: nelle poesie di alcuni appassionati, negli articoli di tanti, nei racconti minimalisti assai di chi usava la Rete per raccontare e raccontarsi.

Poi, come sempre accade, qualcuno cercò di inquadrare quella passione, definendone innanzitutto il nome: weblog, che nasce dall’unione di web (Rete in inglese) e log (registro, sempre in inglese). Da qui la contrazione: “blog”, appunto. Secondo alcuni il termine è stato inventato nel 1997, ma quello che conta, qui, è ricordare il boom dei “diari” online.

Come creare un blog?
Su Tiscali Blog creare e personalizzare il proprio blog è semplice, veloce e gratuito! E’ possibile scegliere il colore, l’impaginazione, il font e la skin (cioè un particolare tema) del proprio blog senza che sia necessaria alcuna conoscenza del codice HTML, ma solo utilizzando una intuitiva interfaccia web.

Inoltre, è possibile pubblicare un articolo sia sul proprio blog che su blog.tiscali.it oppure su entrambi, in modo da avere la libertà di scrivere anche su argomenti diversi da quello trattato sul proprio blog e di poter aumentare la visibilità dei propri articoli.

Se non lo hai ancora fatto, crea ora il tuo blog!