Cena con ex-alunni

Il ristorante è La Cantina di Villa della Cupa, a Colle di Nocera Umbra.

Anche se eravamo in pochi, è stata una bella serata con tanti ricordi!

Anelli

Ho sempre adorato gli anelli… anche quelli che facevo, fin da bambina, con la carta delle caramelle, dei cioccolatini o con la carta argentata della tavoletta di cioccolata da 5-10 lire, che, in verità, mamma mi proibiva spesso per paura che mi facessero male…
Behhh… lo faccio ancora! Basta avere una cartina colorata, argentata o dorata tra le mani ed ecco subito una bella fedina! I torroncini di questi giorni mi permettono di fare anelli di tutti i colori!
Un po’  infantile? …forse… che non lo sappiano i miei alunni!!!!

6 anni fa… la mia storia in rete

Nel 2003 avevo cominciato a creare un mio spazio web di Matematica, grazie a Word perchè  senza alcuna conoscenza di Html e codici:
qui web.tiscali.it/matebi1 e qui mtbianchi.interfree.it.

Dal 4 novembre 2003 ho iniziato ad aprire blog nelle varie piattaforme allora presenti; il mio intento era quello di lavorare a scuola con il blog didattico:

Giovedi, Dicembre 04, 2003
sto facendo delle prove…
scritto alle 15:31 matebi
da matebi.blog.aruba.it

ESPERIMENTO per gli alunni del LICEO
postato da maria teresa [09/11/2003 08:40]

Sto sperimentando l’uso del blog per la didattica
da matebi.blog.tiscali.it

In Tiscali sono nati vari blog didattici per le mie classi di allora:

matebi2alc.blog.tiscali.it
matebi3alc.blog.tiscali.it
matebi4alc.blog.tiscali.it

Il 28.12.2003 scrivevo in matebi.blog.excite.it:

Dopo la Matematica …

… l’altro mio amore è la cucina e in questo blog proverò a scrivere le mie idee, i miei piatti veloci, le ricette che da sempre leggo nei miei quaderni ormai ingialliti, quelle scambiate e sussurrate durante un pranzo al ristorante…
mt

scritto da matebi alle ore 15:23


Contemporaneamente, approdai su Splinder e lì è nato, esattamente sei anni fa con la ricetta dei Cappelletti fatti in casa,  mtb.splinder.com: Cucinare… AppassionataMente.

Splinder, da allora, ha ospitato i miei blog, con trasferimento degli articoli già scritti in precedenza.
Una lunga serie di blog splinderiani di cui blogdidattici … AppassionataMente, insieme al mio blog di cucina, è stato sicuramente quello che  mi ha dato più soddisfazioni, sia dal punto di vista umano che professionale.

Un lungo amore con Splinder che non è finito,  visto che continuo a scrivere anche lì, ma la paura di perdere tutto ciò che avevo costruito in questi anni mi ha fatto decidere in un trasferimento completo dei blog per me più significativi:

Matematica… AppassionataMente  – Cucinare … AppassionataMente
sono qui in www.matebi.itblogdidattici … AppassionataMente
qui: www.blogdidattici.it.


Da quel lontano 2003 ho imparato molte cose della rete e dalla rete, dei codici, dei CMS: vi ho messo tanta passione e pazienza per capire, ho studiato notti intere finchè non vedevo il risultato che mi era proposta.
Nonostante qualche punta di amarezza e stanchezza in alcuni momenti, ritengo ancora che il blog sia uno dei più validi strumenti di comunicazione e condivisione.
Ho ancora molto da imparare e da scrivere, ma non mi mette pensiero!

Un abbraccio a tutti coloro che in questi anni mi hanno seguito.
Maria Teresa

Io e i miei blog


Appunti sparsi: Monte Nerone

Perchè appunti sparsi?
Ricordi di cucina e non solo di quest’agosto bollente…

L’invito di amici è stato particolarmente gradito in una giornata caldissima!

Pranzo della tradizione: ottimo e vivamente consigliato.
BAR RISTORANTE MARTINELLI “DA MARIO” – Acquapartita – Serravalle di Carda. (www.serravalledicarda.it).
Crescia, salumi e formaggiPappardelle al ragu di cinghiale
Buon vino nero e pappardelle al ragu di cinghialeFiorentina servita sulla pietra ollare

Nel pomeriggio, l’emozione di arrivare fino in cima a Monte Nerone (1525 m s.l.m.) e vedere le antenne RAI… faccio ridere dicendo che mi sono emozionata, ma le antenne Rai di Monte Nerone erano un mito per una ragazzina un po’ grandicella.

La televisione, rigorosamente in bianco e nero era privilegio di pochi e a casa mia è arrivata quando avevo 10-11 anni. Prima, si andava a casa dei vicini, Pippo e la maestra, che già ne avevano una… ecco lo sapevo mi faccio prendere da mille ricordi… echi di voci lontane nel tempo e nello spazio:
Non si vede più la televisione! … Ci sarà il temporale a Monte Nerone…

Ma pensa, dopo così tanti anni, sono lì a vedere quei “monumenti”, ma soprattutto lo splendido panorama …
Le antenne RAI a Monte NeroneLe antenne RAI di Monte Nerone.Panorama da Monte Nerone

Monte Nerone, 26 agosto 2009

Una pianta e la sua ‘storia’

Fa bella mostra di sè in un angolo della terrazza e tra poco sarà piena di fiorellini rosa.

Non conosco il suo nome: forse una delle tante specie di Sedum… non lo so.

pianta grassa

Non importa come si chiami perchè per me rappresenta la continuità della vita oltre la vita.

La mia mamma era un’ottima cuoca, sapeva lavorare benissimo ai ferri, ma non aveva certo il pollice verde.

Le piante nelle terrazze allora non erano di tutte le varietà che troviamo oggi: c’era l’asparagina, altre piante con delle grandi foglie oblunghe, la ‘miseria’ e la ‘ricchezza’, qualche geranio e si iniziava ad avere qualche pianta grassa.

La nostra cara vicina di casa, la maestra, si ostinava a prepararle vasi con piante per la terrazza, ma dopo poco tempo morivano.

Ed allora ecco i rimbrotti: sora Bia’, ma gliel’ha data un po’ d’acqua?

Mamma borbottava qualcosa : un che non era poi così tanto affermativo…

Ma quel giorno, così lontano nel tempo, lo ricordo con estrema nitidezza… se le more [muore] anche questa non so più che farle!

Quella pianta non è morta: è sopravvissuta a tutte le intemperie, e non solo metereologiche, in un angolo del terrazzino della mia casa di Bettona.

C’è voluto qualche anno, dopo la mancanza dei miei genitori, prima che mi decidessi di portarla qui: temevo troppo che morisse anche lei e che si spezzassero quei legami e quei ricordi che pensavo la tenessero in vita lì e solo lì.

Invece è qui a farmi compagnia come l’ha fatta ai miei genitori su quel terrazzino dove hanno passato tante ore dei loro ultimi anni.

‘Racconto della mia vita vissuta’ di Ersilia Cocciari Tardetti

  Racconto della mia vita vissuta

Il racconto di una vita che ha attraversato gran parte del secolo scorso per approdare a quello attuale, con le sue gioie ed i suoi eventi dolorosi. Una donna semplice che ha saputo contrastare le mille avversità con coraggio e spirito di sacrificio.

(104 pagine) Libro a copertina morbida :  € 13.00 Scarica :  € 9.00

fonte: www.lulu.com

Nozze di diamante: Ersilia e Terzilio

Oggi festeggiamo le Nozze di diamante dei genitori di Sergio.

diamante

Si sposarono il 22 gennaio 1949: abbiamo aspettato la primavera per stare insieme con parenti ed amici.  Ma il tempo un po’ matto ci ha regalato in questi giorni la neve… oggi, per fortuna, c’è un po’ di sole e la giornata dovrebbe essere discreta, almeno stando alle previsioni metereologiche.

Scrive la mamma di Sergio nel suo “Racconto della mia vita vissuta

Finalmente la guerra è finita, ricomponiamo la nostra famiglia con grande dolore, tutti sconvolti, piano piano sono tornati altri fratelli e così ricomincia la vita, io lavoravo ai tabacchi, guadagnavo i soldini per aiutare la famiglia, ma un bel giorno tornando a casa con la mia amica, incontrammo un bel ragazzo, moro con occhi celesti, bello.
Chi è, ho chiesto, quel ragazzo? Mi rispose: è il fratello di una che è a lavorare con noi, lei mi fa: bello, mi piace, cosa che mi aveva già colpito pure a me; quando ho capito chi era, che già mi aveva detto di fidanzarmi a quattordici anni, ho rifiutato, perché aveva sei anni più di me, ma io mi sono fatta notare e lui mi ha di nuovo corteggiato e così in pochi giorni è venuto a parlare con i miei genitori, la mamma non era convinta, ma il babbo più elastico è contento, e lì ci siamo conosciuti bene e volevamo sposarci, ma la fortuna non è stata per me…
Morì anche papà, era malato di cuore, e così a più di un anno l’abbiamo rimandata, è stato un matrimonio molto triste, il fratello venti anni, e papà cinquantuno, solo un anno e mezzo divideva queste due disgrazie, mamma non voleva ma io, alla buona, mi sono voluta sistemare.
Fisso la data, 22 gennaio 1949, giornata fredda, la chiesa si trovava davanti alla casa, niente vestito bianco, solo un vestitino grigio chiaro e un cappottino blu, il pranzo di venti persone è stato fatto a casa della mia zia, che abitavamo uno sopra e uno sotto, lei non mi ha detto di no, ero la sua cocca più di quella adottiva, era pure la mia madrina di battesimo, tutto è andato bene, serenata a casa dello sposo, il viaggio di nozze si è fatto in cinque minuti però eravamo felici, eravamo veramente due cuori e una capanna.
Ci siamo voluti molto bene e ancora cinquantasette anni siamo insieme, lui novanta e io ottantacinque, è stato un matrimonio di coraggio perché lui in casa aveva a carico altre quattro persone. Io lavoravo ai tabacchi, pure lui, dopo sei mesi sono rimasta incinta, ho lavorato fino a otto mesi, convinta di tornare di nuovo al lavoro.
Invece le cose sono andate a modo loro, finalmente in aprile ho partorito, non da sola ma con il forcipe, tutto questo in ospedale. E’ nato Sergio, poi sono nati altri problemi: il bambino ha bisogno di tante cose.
… …
Questa era la vita. Intanto Sergio cresceva, a quattordici mesi parlava con tutti e si faceva capire, bambino molto educato, gli volevano tutti bene, dopo sedici mesi che li compiva, è nata la sorella Adriana. Un battesimo fatto alle nove di sera, sembrava che moriva, ma la mia sorella la portò subito in chiesa a battezzare, dandogli il primo nome che le è venuto in mente, quello del suo fidanzato Adriano.
… …

Dopo qualche mese [ero] di nuovo incinta e la sera prima che nacque la piccola, io e Sergio, a tre anni, l’ho portato insieme a me.
… …

Quando l’ha vista era molto contento, la guardava e sorrideva. L’ho accettata molto di cuore con tutta la miseria che avevamo, lo spazio era poco non sapevo dove fare dormire i bambini, abbiamo preso tutto il coraggio, fatto domanda alle case popolari e finalmente l’abbiamo avuta; lasciamo tutti quelli di casa e il paese e così siamo venuti tutti a Perugia.
… …

Sei nata 24 settembre 1953, ore 4, ti ho accolto volentieri con tanto amore, sei cresciuta presto e bene, eri anche in salute, eri la furbetta di casa.
… …
A un certo punto hanno capito, l’hanno operata alla testa, dove aveva preso il sasso, ma essendo ridotta in quello stato la bambina è deceduta 30 marzo 1958.
Se erano tutti tre, oggi potevo essere più felice, invece questa ferita la porto con me da quando avevo 37 anni, insieme a tante altre cose.
Ciao amore, da lassù cerca di proteggerci a tutti cinque e dacci la forza per tutti i giorni che sono rimasti, io ti penso sempre, ti chiedo sempre aiuto, specialmente quando sono triste e dà tanta forza al tuo fratello e sorella a sopportare i tuoi genitori che anche tu volevi bene, di nuovo ti bacio angioletto mio.… …

Passano un po’ di anni e lo fanno coordinatore per mettere i supplenti, arriva una signorina bionda e si innamorano e si sposano e sono andati ad abitare a Gubbio.
Hanno la loro casetta fatta con sacrifici, lei è una ragazza molto semplice, non ha grilli per la testa, ci vuole bene, ogni domenica ci vediamo, non ci sono nipotini ma non importa, io sono contenta che siamo tornati cinque come prima. Anche lui mi vuole bene, quando io dovevo fare le nozze d’argento ho rinunciato per festeggiare la sua laurea.
Tanto lui che sua sorella e la moglie, per le nozze d’oro mi hanno fatto cose belle con poca gente, solo gli intimi, mi hanno portato in un ristorante hotel, mi hanno apparecchiato dentro la sala dei convegni dove vanno i parlamentari, i parenti meravigliati, le bomboniere, una cosa stupenda, fiori, regali, canti.
Li ringrazio per quello che hanno fatto, e per questo devo ringraziare la mia nuora che è stata tutta lei di sicuro ad organizzare questa festa insieme ai miei due figli. Li ringrazio di nuovo, però fra quattro anni ci sono quelle di diamante, preparatevi tutti e tre.
… …

Oggi mi sono rimasti solo i figli e mio marito che ricorda poco, né il giorno né il mese, cosa che era molto bravo e intelligente, si spostava con i pullman in tutte le direzioni, sta bene di salute, è tanto, però bisogna seguirlo, mi aiuta a portare la spesa e io mi accontento, anche se giornalmente devo rispondere a tutto ciò che gli passa per la mente.
Ce lo ha detto il prete, gli articoli del codice civile quando ci siamo sposati: sopportarsi nel bene e nel male. E a te, figlio e nuora, rispettate pure voi questo articolo, che è molto importante per vivere meglio, mi pare di darvi un buon esempio, non vi pare?
… …

Questa è stata la mia vita, povera, onesta custode dei miei figli sempre vigile su loro, e per mio marito moglie e mamma, perché a lui è mancata quando aveva tre anni.

Ho voluto riportare alcuni stralci del libro-diario scritto in questi ultimi anni dalla mamma di Sergio per ricordare anche qui la loro vita dura e difficile, ma affrontata con tanto coraggio.

Perciò ci siamo dati da fare per organizzare per oggi questo evento: per regalare una giornata bella con le persone care … tante non ci sono più, ma sento che ci sono vicine e che ci sorridono con grandissimo affetto.

Ecco, tutto questo è anche per ringraziarli, Ersilia e Terzilio, del bene che mi vogliono.
I miei genitori non ci sono più da molti anni, ma sono sempre qui con me e sono sicuramente felici per questo.

Maria Teresa

Ciao Sebastiano …

Sebastiano, grande amante della matematica mi ha conosciuto nel web circa cinque anni fa; ha avuto sempre nei miei confronti tanta gentilezza, manifestandomi spesso anche un’ammirazione immeritata.

Da ieri sera non penso ad altro: so che mi mancherà tantissimo.

Mi mancheranno  le sue curiosità matematiche, le sue richieste di aiuto per il suo blog, le sue e-mail che iniziavano sempre con un Gentile Maria Teresa…

Ovunque tu sia Sebastiano, ti abbraccio con tanto tanto affetto e grazie per avermi fatto molte volte compagnia

mt


#2
13:54, 17 marzo, 2004

Sì sebastiano35, è proprio Gubbio di Don Matteo!
E’ una citta splendida dove vivo e insegno matematica da molti anni.
Vedo che sei appassionato di matematica: mi fa molto piacere.
Se vuoi dare un’occhiata ai miei blog di classe troverai forse qualcosa che ti può piacere(link a siti, libri da leggere, materiali didattici e altro).
Almeno spero!
I link li trovi su blogdidattici nell’elenco delle scuole superiori.
Perchè non fai un pensierino per venire qui il 16 aprile? Guarda la locandina che ho messo nei blog

Con simpatia Maria Teresa Bianchi

Blogger: mtbmtb

Ricordi, pensieri, sensazioni

… un sms graditissimo di una ex-alunna che, appena preso trenta all’esame di matematica all’università, mi ringrazia dicendo che una parte del voto lo deve anche a me, un’altra ex alunna di qualche anno fa che mi annuncia la sua splendida laurea e mi dice nel corso di studi che ho scelto di seguire ho avuto solo tre materie un po’  più “matematiche”, i suoi consigli si sono rivelati utili e preziosi, una ex collega che mi rintraccia attraverso FaceBook … perchè per me sei stata la mia vera “tutor” il primo anno che ho insegnato…

Ieri sera la sorpresa di arrivare all’improvviso a casa dei  genitori di S. che compivano sessanta anni di matrimonio e sentire che era bello stare ancora tutti insieme nonostante la stanchezza di una giornata di intenso lavoro … poi questa mattinata a convincere i ragazzi del quinto che “ce la faremo” per gli esami nonostante che per il terzo anno consecutivo sia uscita Matematica “esterna” … poi una telefonata ricevuta all’ora di pranzo e non c’è più un pezzo della tua vita, uno zio, cugino del mio babbo, con mille problemi di salute, ma … sapevi che, nonostante la lontananza spaziale era ancora lì a pensarti  e a far parte di te. E il telefono… a parlare con chi ti vuole un mondo di bene ma non vedi da un secolo.
Poi cerchi ancora di esorcizzare tutto preparando la cena per te e per S. e per un po’ allontani tutto friggendo i supplì e le polpette che ti ha preparato la mamma di S. e i carciofi comprati al mercato.

Ma la mente e il cuore non sono così facili da domare…

Teglia di formaggi

Tagliare del pane raffermo a fette e metterlo in una teglia larga da forno cercando di coprire tutto il fondo.

Battere leggermente un paio d’uova con un po’ di latte, un pizzico di sale e, volendo, di pepe.

Ricoprire il pane con fette di formaggi vari: mozzarella, emmenthal, fontina, parmigiano grattugiato

Versarvi sopra le uova battute e infornare in forno preriscaldato a 180° finchè non si sarà formata una bella crosticina dorata.

Ricordi: erano i tempi della preparazione all’esame di maturità o forse di quelli dell’Università, dello studio pazzo e disperato e, con una carissima amica con la quale studiavo, ogni tanto ci concedevamo un po’ di relax facendoci lasciare libera la cucina dalla mia mamma… chissà dove avevamo trovato questa ricetta!

Ottima anche per riciclare un po’ di pane avanzato e i formaggi. Forse insieme al latte ci sta bene un po’ di panna liquida fresca.

Ancora ricordi: Torta Moka

Un altro foglietto di vecchissima data: ritaglio ingiallito di un giornale di chissà quanti anni fa!!
Ora fa troppo caldo, ma quest’inverno la voglio proprio ri-fare; non dico quanti anni saranno passati da quando l’ho mangiata l’ultima volta… anche se ho il ricordo di una copertura al caffè con molto burro…

Ho cercato anche nel sito di PanedegliAngeli e non l’ho trovata.

torta moka

Traduco dall’immagine la ricetta:

TORTA MOKA: 120 g di farina, 80 g di Fecola di patate PANEANGELI
150 g di burro, 200 g di zucchero, 1 bustina di Zucchero vanigliato
PANEANGELI, 1 tazzina di caffé ristretto, 4 uova, 1 bustina di
polvere lievitante PANE degli ANGELI.
Glassa: 200 g di Zucchero a velo PANEANGELI
20 g (2 cucchiai) di cacao, 4 cucchiai di acqua bollenle.
Guarnizione: qualche chicco di caffé.

lmburrare e infarinare uno stampo. Montare in una terrina il burro
con lo zucchero, poi unirvi la farina, lo zucchero vanigliato, la fecola,
il caffé e uno alla volta le uova, incorporandole  molto bene.  Aggiungere
per ultima la polvere lievitante. Versare il composto nello stampo e
fare cuocere in forno a 180° per circa 40 minuti. Lasciare raffreddare
la torta, spalmarla con la glassa e guanirla con i chicchi di caffé.

Ricordi in un foglietto ingiallito

♥ Lo ricordo da sempre: la mia mamma conservava gelosamente questo foglietto tra le sue ricette… e forse saranno stati proprio questi i primi dolci che avrò mangiato.
Forse non sarà stato usato il lievito del Laboratorio Chimico del Dr. Bartolini di Montevarchi… chissà!

una vecchia ricetta

Gentile Signora :                 
Le offriamo, per prova, una busta del 
nostro ‘‘Lievito per Dolci,,. Sperimentata
la sua efficacia, la preghiamo di con- 
sigliarlo alle sue Amiche e Conoscenti 
e richiederlo al suo Droghiere,  che si
rifornirà direttamente da noi o dal con-
cessionario.
Il nostro lievito può essere usato per
qualsiasi dolce, budino, sufflè, ecc. in
cui occorra rendere soffice e leggero   
l’impasto.  Si mescolano le due polveri
contenute neIla busta e si impastano col
dolce al momento di metterlo in forno.

Ringraziamenti ed ossequi.
Laboratorio Chimico Dr. BARTOLINI – Montevarchi

Riscrivo le due ricette:

 Dolce economico
 Farina gr. 250 – Uova (intere) N. 2
 Burro (liquefatto)  gr. 50
 Zucchero cinque cucchiaiate
 Latte un bicchiere – Scorza grat-
         tata di limone.
Una busta del Dott. Bartolini.
Dolce fine
 
4 uova (le chiare montate a parte
 a neve devono essere unite pian
 piano al rimanente impasto).
 Un etto di fecola di patate.
 190 gr. di farina.   Una presa di
        sale e 8 cucchiai di acqua.
 Zucchero 350 gr.
Una busta del Dott. Bartolini.

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