lunedì, 11 agosto 2008

Teglia di formaggi

Tagliare del pane raffermo a fette e metterlo in una teglia larga da forno cercando di coprire tutto il fondo.

Battere leggermente un paio d’uova con un po’ di latte, un pizzico di sale e, volendo, di pepe.

Ricoprire il pane con fette di formaggi vari: mozzarella, emmenthal, fontina, parmigiano grattugiato

Versarvi sopra le uova battute e infornare in forno preriscaldato a 180° finchè non si sarà formata una bella crosticina dorata.

Ricordi: erano i tempi della preparazione all’esame di maturità o forse di quelli dell’Università, dello studio pazzo e disperato e, con una carissima amica con la quale studiavo, ogni tanto ci concedevamo un po’ di relax facendoci lasciare libera la cucina dalla mia mamma… chissà dove avevamo trovato questa ricetta!

Ottima anche per riciclare un po’ di pane avanzato e i formaggi. Forse insieme al latte ci sta bene un po’ di panna liquida fresca.


sabato, 9 agosto 2008

Ancora ricordi: Torta Moka

Un altro foglietto di vecchissima data: ritaglio ingiallito di un giornale di chissà quanti anni fa!!
Ora fa troppo caldo, ma quest’inverno la voglio proprio ri-fare; non dico quanti anni saranno passati da quando l’ho mangiata l’ultima volta… anche se ho il ricordo di una copertura al caffè con molto burro…

Ho cercato anche nel sito di PanedegliAngeli e non l’ho trovata.

torta moka

Traduco dall’immagine la ricetta:

TORTA MOKA: 120 g di farina, 80 g di Fecola di patate PANEANGELI
150 g di burro, 200 g di zucchero, 1 bustina di Zucchero vanigliato
PANEANGELI, 1 tazzina di caffé ristretto, 4 uova, 1 bustina di
polvere lievitante PANE degli ANGELI.
Glassa: 200 g di Zucchero a velo PANEANGELI
20 g (2 cucchiai) di cacao, 4 cucchiai di acqua bollenle.
Guarnizione: qualche chicco di caffé.

lmburrare e infarinare uno stampo. Montare in una terrina il burro
con lo zucchero, poi unirvi la farina, lo zucchero vanigliato, la fecola,
il caffé e uno alla volta le uova, incorporandole  molto bene.  Aggiungere
per ultima la polvere lievitante. Versare il composto nello stampo e
fare cuocere in forno a 180° per circa 40 minuti. Lasciare raffreddare
la torta, spalmarla con la glassa e guanirla con i chicchi di caffé.


sabato, 9 agosto 2008

Ricordi in un foglietto ingiallito

♥ Lo ricordo da sempre: la mia mamma conservava gelosamente questo foglietto tra le sue ricette… e forse saranno stati proprio questi i primi dolci che avrò mangiato.
Forse non sarà stato usato il lievito del Laboratorio Chimico del Dr. Bartolini di Montevarchi… chissà!

una vecchia ricetta

Gentile Signora :                 
Le offriamo, per prova, una busta del 
nostro ‘‘Lievito per Dolci,,. Sperimentata
la sua efficacia, la preghiamo di con- 
sigliarlo alle sue Amiche e Conoscenti 
e richiederlo al suo Droghiere,  che si
rifornirà direttamente da noi o dal con-
cessionario.
Il nostro lievito può essere usato per
qualsiasi dolce, budino, sufflè, ecc. in
cui occorra rendere soffice e leggero   
l’impasto.  Si mescolano le due polveri
contenute neIla busta e si impastano col
dolce al momento di metterlo in forno.

Ringraziamenti ed ossequi.
Laboratorio Chimico Dr. BARTOLINI – Montevarchi

Riscrivo le due ricette:

 Dolce economico
 Farina gr. 250 – Uova (intere) N. 2
 Burro (liquefatto)  gr. 50
 Zucchero cinque cucchiaiate
 Latte un bicchiere – Scorza grat-
         tata di limone.
Una busta del Dott. Bartolini.
Dolce fine
 
4 uova (le chiare montate a parte
 a neve devono essere unite pian
 piano al rimanente impasto).
 Un etto di fecola di patate.
 190 gr. di farina.   Una presa di
        sale e 8 cucchiai di acqua.
 Zucchero 350 gr.
Una busta del Dott. Bartolini.

sabato, 16 febbraio 2008

Una settimana …

… da dimenticare e non sara’ così: un buco nello stomaco che non si colmera’ e, nonostante tutto, si va avanti.


martedì, 29 maggio 2007

fra poco saranno passati

Splinder (29/05/2007)
fra poco saranno passati 5 anni
da quando te ne sei andata, ho pensato di fare per te

uno speciale mazzo di fioriUna rosa rossa
regina tra i fiori,
perché tu eri la regina della casaUna rosa rosa
perché mi chiamavi tua principessaUna margherita
da sfogliare dicendo “m’ama, non m’ama”
per ricordarmi quanto mi hai amato e voluto bene
Un girasole
fiore sorridente, perché il sole continui a splendere
e io continui a seguirlo come tu mi hai insegnato

Un iris azzurro
del tuo colore preferito,
e per ricordare anche la nostra gattina

Qualche violetta del pensiero
per tutte le volte che penso a te

Un mazzolino di nontiscordardimé
fiore dei miei primi orecchini
e perché non ti dimentichi mai

Leggi ancora

 


lunedì, 8 maggio 2006

per c.

Forse un giorno ci incontreremo a far la spesa tra le nuvole e faremo la nostra chiacchierata veloce, ma ora la tristezza e il dolore nei volti di chi hai amato tantissimo  sono troppo da sopportare nei corridoi del supermercato e la finzione che tutto sia come prima non può assolutamente sfuggire nell’incrociarsi degli occhi che vorrebbero piangere senza ritegno davanti a tutti.


sabato, 31 dicembre 2005

Una poesia per me

Poco dopo l‘otto marzo
Festa di mimose e rose
Con Sergio qui sei capitata.
Per noi è stata un’improvvisata
Ero un poco imbarazzata,
Non sapevo cosa fare.
Poi ti ho fatta accomodare,
Era quasi ora di cena
Io ti ho detto di restare.
E così in fretta in fretta
Ti ho cucinato una bistecca.
Tu mi guardavi e sorridevi,
Non capivo cosa volevi,
Poi ti sei sbilanciata:
Che di Sergio eri innamorata.
Così vi siete fidanzati
E un bel giorno vi siete sposati.
C’erano tanti amici e parenti
Siamo rimasti tutti contenti.

Ora molti anni sono passati

Da quel bel giorno di festa
Di te siamo soddisfatti,
Non hai grilli per la testa.
Con gli studenti ci sai fare
La matematica gli sai insegnare.
È importante per il loro domani
Avere un diploma tra le mani.

Non sei brava solo a scuola
Pure la cuoca tu sai fare,
Fai dei piatti con fantasia
L’insalata la sai gestire
Ogni piatto fai fiorire.
Quando arrivano gli amici
Siete sempre più felici.
Poi sai bene apparecchiare
Fiocchi e perle da ammirare.
Ecco, arriva il primo piatto:
Solo a guardarlo diventi pazzo,
Con crostini a fantasia
Che ti vien voglia di portar via.

Il computer è tuo amico,
Sempre pronto lì che aspetta.
Quando hai finito di mangiare
Dentro la tua cameretta
Presto vai a comunicare
Le ricette in quantità
All’amica che già aspetta
Tutte le ultime novità.

Se qualcuno sta un po’ male
Ogni libro vai a consultare
Per cercare di aiutare
La salute a ritrovare.

Io ti parlo con amore:
Tu dovevi fare il dottore.

Cara Teresa, ti ringrazio
Del rispetto che tu hai
Specialmente per i vecchietti
Che contraccambiano, poveretti!

Arrivata fin quaggiù
Io di rime non ne ho più,
Ed allora, per farla breve,
Mille auguri di ogni bene.

Ersilia

Questa poesia è stata scritta per me dalla mamma di Sergio: è stato il più bel regalo di Natale che ho ricevuto!

Grazie!!!


lunedì, 5 settembre 2005

Dolore e tristezza

Nessun uomo è un’isola, intera per se stessa;

ogni uomo è un pezzo del continente, parte della Terra intera;

e se una sola zolla vien portata via dall’onda del mare, qualcosa all’Europa viene a mancare, come se un promontorio fosse stato al suo posto,
o la casa di un uomo, di un amico o la tua stessa casa.

Ogni morte d’uomo mi diminuisce,
perché io partecipo dell’umanità.

E così non mandare mai a chiedere
per chi suona la campana:
essa suona per te.

by John Donne
Meditation 17 (1623-1624)
From Devotions upon Emergent Occasions


giovedì, 16 giugno 2005

Consegnare il registro …

Finiti gli scrutini, un’ ora fa ho consegnato il mio registro personale delle classi dove ho insegnato quest’ anno.

Con numeri, annotazioni, assenze, programma svolto, giudizi, firme, si chiude  non solo  un anno scolastico, ma  un anno della propria vita.

Un anno fatto di parole …  tante parole, di ansie, di risate, di momenti di tensione, di incomprensioni, di delusioni, di soddisfazioni, di ripensamenti, di dubbi, di paura di aver sbagliato qualcosa, di non aver sempre trovato la parola giusta per ogni studente …

Cerco di pensare che non ho mai sottovalutato ogni momento della vita scolastica e che ho agito sempre  secondo la mia coscienza, dopo lunghe riflessioni, ma, nonostante ciò, sempre si può sbagliare.

E l’ansia pre e post-scrutini mi assale e si libera solo  in qualche lacrima di nascosto.

Fin da quando ero bambina, ho amato tanto la scuola; ho sempre amato i libri e, forse, da figlia unica, la scuola rappresentava anche il contatto con tante persone.

Volevo insegnare matematica da quando avevo dieci anni: ci sono riuscita, nonostante difficoltà nel percorso, precariato, tanto precariato, che avrebbe scoraggiato chiunque.

E l’anno scolastico che finisce mi lascia, da sempre, il vuoto, la mancanza … ora ci sono gli esami di Stato: un’altra tappa e poi …

… in attesa del nuovo anno, con tanti volti nuovi da conoscere, da capire, con gli ex alunni che ti verranno a trovare i primi giorni di scuola e ti racconteranno delle loro scelte e delle prime esperienze universitarie … 


lunedì, 30 maggio 2005

La Rocca Paolina

La Rocca Paolina a Perugia mi ha sempre affascinato … frequentavo il Liceo nel palazzo dove ora è la sede della Rai di Perugia, proprio di fronte all’ingresso delle scale mobili che allora non c’erano ( sono state attivate nel 1983) e spesso, all’ uscita di scuola, facevo una passeggiata all’ interno della rocca dove è racchiuso il quartiere medioevale dei Baglioni.

Ieri sono stata tutto il pomeriggio lì in uno stand del Club Unesco di Perugia per la mostra dei lavori delle scuole “Adotta un monumento minore” e  mi sono di nuovo incuriosita alla sua storia che si può leggere qui.