Torte di PASQUA 2015

Torte di PASQUA al formaggio 2015

Torte di PASQUA 2015Lievitate … speriamo che non tornino giù!

per benedire

Cestino pronto per la benedizione: uova, torte, sale, vino

torta di PASQUA 2015Benedetta e … pronta per regalare

Faraona alla ghiotta

La  faraona alla ghiotta preparata come indicato da Umbria nel piatto

Faraona alla ghiotta

foto mtb

Torta del sabato santo 2013

Torta del sabato santo 2013

La ricetta nel blog: ho riportato a 10 uova e messo quasi 400 gr di lievito madre e una bustina di lievito di birra liofilizzato (Mastro Fornaio)

http://www.matebi.it/2010/04/06/la-ricetta-della-torta-di-pasqua-2/.
torte 2013

Per la farina: ho messo una parte di manitoba (circa 200 gr).
Per il formaggio: Parmigiano reggiano e una parte di pecorino romano (150 gr) e circa 100 gr di pecorino di Norcia grattugiato (questa variante non é essenziale se non ce l’abbiamo!).

Con il formaggio si può aumentare un po’ secondo i gusti.
L’impasto può venire più o meno  morbido … non preoccuparsi … la torta sarà buonissima lo stesso.

Ho fatto  lievitare le torte per più di sei ore dentro al forno non riscaldato con un pentolino di acqua bollente che ogni tanto facevo scaldare di nuovo.

foto mtb

Frittelle di San Giuseppe 2013

Maria Teresa Bianchi 
 Le frittelle di oggi!
 con Mirella Liberatore e altre 3 persone.

frittelle di riso

foto mtb

Piccione allo spiedo

Piccione allo spiedo

E’ la prima volta che uso lo spiedo per cuocere il piccione.
Il girrarrosto elettrico da camino ci è stato regalato dai miei genitori poco dopo che ci eravamo sposati, ma non l’avevamo mai usato se non in questi ultimi giorni.
Il piccione è “nostrano” ed anche quello è un regalo!

Preparare il ripieno rosolando velocemente, in olio evo e con un mix di odori, una salsiccia sbriciolata e le interiora a pezzettini. Aggiungere del pane e parmigiano grattugiati, un uovo battuto e un pochino di latte per ammorbidire.
Condire all’interno e all’esterno il piccione con gli stessi odori e riempire con la farcia; con un po’ di pazienza va ben legato e inserito delicatamente nello spiedo.

Mettere il girarrosto davanti al fuoco del camino e lasciar andare. Ogni tanto bagnare la carne; ho usato un’emulsione di olio, vino bianco e sale e un rametto fresco di rosmarino a mo’ di pennello: lo avevo visto fare sul pesce tanti tanti anni fa da una mia cara zia. [in foto si intravvede il bicchiere con il rosmarino].

Dopo circa un’ora ho messo anche della brace sotto allo spiedo per far colorire la carne e ultimare la cottura.

E’ stato laborioso per me che non sono abituata ad usare il camino per cuocere, ma devo dire che il risultato è stato eccellente!
La carne era ben cotta, ma morbida e, accompagnata dalle patatine al forno, ha costituito un’ottima cena per me e S. (non l’abbiamo mangiato tutto perché il piccione era enorme!).

I Panicocoli di San Nicolò

Al termine del TG3 regionale, poco fa, ho visto la preparazione dei  Panicocoli di San Nicolò, dolci tipici di Bevagna e anche dell’area eugubina e del Monte Cucco con il nome di Ciarabaldoni.

Ecco la ricetta  degli alunni dell’Istituto Alberghiero di Assisi:

  • 200 gr di farina
  • vino bianco: una tazzina da caffè
  • olio extra vergine d’oliva: una tazzina da caffè
  • zucchero: una tazzina da caffè
  • semi di anice 
  • un pizzico di sale

Ferro per panicocoli

 

Si dispone la farina a fontana, si mettono al centro gli ingredienti e si impasta.
Si fanno poi dei rotoli e si ricavano delle palline di impasto da mettere sui ferri ben caldi.

Si formano dei cannoli arrotolando le sfogliette

 

 

 

 

 

 Qui sono stati serviti con crema pasticcera al vinsanto da aggiungere alla crema alla fine.

Panicocoli di San Nicolo'

Da provare! Ma il ferro dove lo trovo?

altre informazioni:  Panicocoli di San Nicolo’ –Ricette/Ciarabaldoni

Frittelle di San Giuseppe

Frittelle di San Giuseppe (di riso)

Per circa 25-30 frittelle:

mettere a bollire 600 ml di latte fresco intero e acqua (400+200) aggiungendo circa 40 gr di burro e 2 cucchiai scarsi di zucchero e in un altro bollitore dell’acqua che può servire successivamente se il riso, cuocendo, si asciugasse troppo.
Cuocere nel latte e acqua 280 – 300 gr di riso originario. I chicchi devono risultare ben cotti. Al termine della cottura, aggiungere vaniglia in polvere  (se si ha la bacca metterla durante la cottura e preferibilmente non vanillina…),  cannella in polvere, buccia grattugiata di limone e un po’ di succo di uno spicchio. Far raffreddare molto bene: si può anche cuocere il riso la sera, condire e proseguire il giorno dopo. Aggiungere un bicchierino di rhum, mescolando con un cucchiaio di legno. Infine aggiungere due rossi d’uovo e, dopo aver ben amalgamato il tutto, le due chiare montate a neve e un pizzico di lievito per dolci. Formare con due cucchiai le frittelle e friggere in olio caldo, ma non molto bollente. Si devono gonfiare e dorare. Scolarle in carta assorbente e subito dopo passarle nello zucchero semolato.

Al composto si possono aggiungere anche un paio di cucchiai di farina 00 (a volte è necessario se il composto non è abbastanza sodo). Queste della foto sono senza.

Servire tiepide, ma anche fredde, dopo qualche ora, sono più buone!

Friccò di coniglio e pollo

Ho preparato per dei carissimi amici questo piatto della nostra tradizione umbra che a Gubbio si chiama friccò e nel perugino all’arrabbiata.
Ho usato un coniglio e mezzo pollo nostrani di quelli ancora allevati in casa.

Tagliare a pezzi non molto grandi le due carni, lavarle ed far asciugare un po’ in uno scolapasta.
Preparare in una tazza il liquido che servirà per la cottura con un buon vino bianco, 3-4 spicchi d’aglio schiacciati, due rametti di rosmarino spezzettato, due foglie di salviasale e pepe nero.
Questo metodo me lo ha insegnato una mia vicina di casa.

Mettere i pezzi di carne separatamente in due padelle ben riscaldate a fuoco vivo, scolare due-tre volte il liquido che si forma (la scazzottatura …) .
Mettere l’olio d’oliva extravergine (5-6 cucchiai) in un tegame abbastanza largo e scaldarlo.
Unire le carni e far rosolare molto bene a fuoco vivo, girando spesso.  Si deve ottenere una bella rosolatura  brunita facendo attenzione a non far bruciare la carne.  Bagnare con il vino e aromi e far sfumare.
Coprire e continuare la cottura a fuoco basso per una mezz’ora.
Se è  necessario aggiungere qualche  cucchiaio di acqua calda.
Togliere il coperchio, unire i pomodori a pezzetti (la quantità dipende da quanto sughetto si vuol ricavare; ho usato un barattolo e mezzo di pomodoro a pezzetti, meglio se fossero pomodori freschi); aggiustare eventualmente con il sale e il pepe  e proseguire la cottura   fino a quando la carne sarà ben cotta e il sughetto trasparente.

Questo piatto si può preparare anche con un solo tipo di carne: pollo, agnello, coniglio, vitello o anche misto come questo.
Servire con pezzi di  torta al testo  (crescia a Gubbio) ben calda e verdura cotta ripassata in padella (cicoria).

Torta di Pasqua (mdp)

Questa è la ricetta originale: www.matebi.it/torta-di-pasqua-per-l’epifania

Mie correzioni:

  • il latte non lo scaldo tanto ci pensa la macchina nel preriscaldamento (meglio se fresco e intero)
  • parte della farina può essere 0 o 00 (quella di oggi era 00)
    In totale 425 gr: se è un pochino più di manitoba  e un po’ meno dell’altra non importa
  • formaggi grattugiati: 140/150 totale ( circa 100/110 parmigiano reggiano e 30/40/50 pecorino romano … dipende dai gusti)
  • i 2 cucchiaini di zucchero metterli comunque, anche se si usa tutto lievito fresco che non sciolgo nel latte ma metto sopra alla farina che è l’ultimo ingrediente da inserire nella vaschetta (prima i liquidi, le uova, burro a pezzetti, sale, zucchero, formaggi grattugiati e infine farina e lievito).
    Metto una bustina di lievito secco (come Mastro Fornaio) e una puntina di lievito fresco sbriciolato (il lievito fresco si può anche surgelare e poi non bisogna scongelarlo, in pochissimo tempo è già ammorbidito)
  • groviera, circa 100 gr a dadi non molto piccoli, perché nel  rimpastare si spezzettano troppo.

Programma 3 (3h 50′): nella mia macchina. In genere è quello più lungo per il pane nero.

Prima usavo il programma 1, ma ho visto che mi viene meglio con questo più lungo. Doratura 1 o 2. Ieri sera mi sono sbagliata e ho messo la 3, ma ho spento la macchina 8 minuti prima del termine e l’ho lasciata aperta. Ho tolto la torta dopo 8 minuti e l’ho subito capovolta e messa sopra una griglia per farla raffreddare.

Grazie per averla apprezzata!!

Salsina di mentuccia

  • un mazzetto di mentuccia romana fresca, quella che, da noi in Umbria, si trova anche lungo i campi
  • uno spicchio di aglio
  • alcuni cucchiai di olio extravergine di oliva
  • un filetto di acciuga dissalata o 2-3 cm di pasta d’acciughe
  • un pizzico di sale, uno di pepe (anche senza sale se si mette l’acciuga)
  • un cucchiaio di aceto (facoltativo)

Tritate finemente con il coltello la mentuccia e l’acciuga.
Aggiungere il sale, il pepe, l’aglio tagliato a metà in modo da poterlo successivamente togliere, l’acciuga, mescolare e coprire con abbondante olio.
Lasciare insaporire almeno per un’oretta.

mentuccia
Questa semplice salsina è ottima per condire i riscoli (agretti), i fagiolini e anche asparagi e carciofi lessati.
In Umbria si usa soprattutto per i riscoli e i fagiolini, verdure di questa stagione e quando anche la mentuccia è al massimo del suo profumo.

 

 

Polenta ai funghi con ragù

polentaPolenta ai funghi con ragù di salsicce e costarelle … come preparare un ottimo piatto in mezz’ora avendo però alcune cose già pronte… Borghini) che cuoce in 5-6 minuti.

Ieri sera S. ha voluto preparare i fagioli con salsicce e costarelle di maiale; la prima fase della preparazione è analoga a quella del ragù: verdure abbondanti a pezzettini (sedano, carota, cipolla) rosolati in poco olio e poi costarelle e salsicce ancora rosolate e poi sfumate con vino bianco.

Verdure e carne erano un po’ abbondanti quindi abbiamo lasciato da parte alcuni pezzetti di salsiccia e costarella insieme a parte del fondo di cottura.

Tornata da scuola, ho messo il tutto nella pentola a pressione, ho aggiunto un barattolo di pomodori a pezzetti e fatto cuocere per circa 15 minuti dal fischio.

Nel frattempo avevo messo a scaldare un litro di acqua salata e al momento del bollore ho versato a pioggia 200 gr circa di Polenta istantanea ai funghi porcini.

A tavola con la polenta, condita con il ragù e parmigiano grattugiato dopo mezz’ora dall’inizio della preparazione… il più era fatto cioè il sugo!

Patate funghi e salsicce

… sono sempre ottime …

Fagioli con le cotiche

I fagioli con le cotiche di maiale: piatto invernale ed antico, almeno così mi sembra e tipico della nostra Umbria, ma non solo.

Oggi è diventata una pietanza in che si può gustare anche in molti ristoranti.

Fagioli con le cotiche

 

In una padella far stufare un bel trito di sedano, carota e cipolla con due-tre cucchiai di olio evo. Aggiungere dei cubetti di patata che aiuterà ad addensare il tutto.  Salare pochissimo.
Far cuocere qualche minuto facendo attenzione a non far bruciare gli odori. Eventualmente aggiungere un pochino di acqua calda. Mettere delle listerelle di cotiche precedentemente pulite e lessate in acqua salata con un gambo di sedano, un pezzetto di carota uno spicchio di cipolla.
Volendo, si possono aggiungere un paio di salsicce, precedentemente sbollentate e tagliate a rondelle, alte un paio di centimetri.

Far rosolare il tutto per qualche minuto, mescolando frequentemente e poi  sfumare  con  una spruzzata di vino bianco. Aggiungere qualche cucchiaiata di polpa di pomodoro e far cuocere ancora pochi minuti.
Mettere i fagioli già lessati e scolati, preferibilmente borlotti.

Mescolare delicatamente con un cucchiaio di legno e far insaporire il tutto per almeno dieci minuti.

All’occorrenza aggiungere un po’ di acqua calda.
Aggiustare eventualmente di sale, macinare sopra, al momento di servire, pepe nero e decorare con prezzemolo tritato.

 

Tozzetti della nonna di Luciana

Un’amica  mi ha inviato due ricette dei tozzetti  che pubblico con molto piacere. Grazie Luciana per aver condiviso con me e i lettori di questo blog un pezzetto di vita eugubina del passato …

TOZZETTI DELLA NONNA GIULIA – detta “dei Mosconi”, la cara nonna di Luciana

Impasto
1/2 kg di farina
6 (o anche più, secondo la grandezza) uova – solo i tuorli
2 hg e 1/2 di zucchero
2 hg e 1/2 di burro
limone grattugiato
1 bustina di lievito vanigliato

Glassa
tutte le chiare delle uova usate per l’impasto
1 hg e 1/2 di zucchero
2 hg di mandorle e nocciole tritate grossolanamente – le mandorle a piacere possono o no essere spellate

Procedimento

  • Fare l’impasto e farlo riposare un paio d’ore in luogo fresco, anche in frigorifero. Stenderlo successivamente in uno strato sottile sulle lastre (soletti) del forno ricoperte di carta da forno leggermente imburrata. Fare in modo che lo strato non arrivi ai bordi dei soletti, ma lasciare due o tre centimetri per lato liberi.
  • Montare le chiare a neve ferma, aggiungere velocemente lo zucchero e le mandorle/nocciole tritate.
  • Stendere la glassa con le mandorle/nocciole sull’impasto steso e infornare a  180° gradi per circa 15/20 minuti fino a quando il tutto avrà un colore dorato chiaro.
  • Estrarre i soletti dal forno e far raffreddare un po’ il tutto.
  • Con la punta di un coltello affilato praticare dei tagli obliqui in modo da realizzare dei biscotti a forma di rombo. Mentre si praticano i tagli è necessario fare attenzione affinchè la glassa non si attacchi troppo al coltello, che deve essere sempre ripulito dall’impasto che eventualmente si attaccasse. I tagli devono risultare abbastanza “puliti”, con poche sbavature di glassa. Man mano che si praticano questi tagli,  si devono allontanare i biscotti l’uno dall’altro e in questo modo si vedrà che tutto il soletto si riempie e che i bordi laterali lasciati liberi saranno molto utili perché forniscono lo spazio necessario per portare a termine l’operazione con successo.
  • Infornare di nuovo i soletti per far dorare e  asciugare bene i biscotti e quindi estrarli dal forno, farli raffreddare  senza toccarli, in questo modo si induriranno e potranno essere conservati per molti giorni in sacchetti di carta per alimenti, non in buste di nailon, altrimenti perdono la loro croccantezza.
  • Secondo i propri gusti si può aumentare la dose di mandorle/nocciole e si può diminuire la dose di burro, in questo caso sarà necessario mettere qualche tuorlo in più.

 

TOZZETTI DI GUBBIO

Ingredienti
400  g di farina
2 hg di zucchero
1 uovo e 3 tuorli
1 hg di burro
1 hg di mandorle
1 hg di canditi
2 bicchierini di liquore d’anice  
1 bustina di lievito vanigliato

tozzetti di Gubbio

Procedimento

  • Mescolare alla farina il lievito, poi incorporare poco alla volta, lavorando con la punta delle dita,  il burro, i tuorli lavorati a crema con  lo zucchero, l’albume a neve e il liquore.
  • Manipolare l’impasto alla svelta, mescolarvi le mandorle intere e i canditi tagliati a dadini.
  • Raccogliere a palla l’impasto e porlo a riposo in luogo fresco, anche in frigorifero, per circa 2 ore.
  • Trascorso il tempo di riposo, dare all’impasto la forma di 2 o più bastoncini  – sarebbe bene fare i bastoncini piccoli, quelli che avevo fatto io erano un po’ troppo grandi…
  • Appoggiare i bastoncini sulle piastre – soletti –  del forno sopra alle quali sarà stata messa la carta da forno leggermente imburrata.
  • Cuocere a 180° gradi per circa 20 minuti
  • Togliere i soletti dal forno e far raffreddare i bastoncini
  • Con un coltello molto affilato affettare i bastoncini trasversalmente a fette di circa 1,5 cm di larghezza
  • Allargare le fette sui soletti e ripassare il tutto in forno ad asciugare e a far prendere un bel colore dorato ai biscotti
  • Togliere i biscotti dal forno e farli raffreddare completamente. Anche questi si possono conservare a lungo riposti in sacchetti di carta per alimenti, mai in quelli di nailon altrimenti perdono la loro croccantezza.
  • Questa ricetta è quella “povera” tradizionale con la variante dell’aggiunta del lievito vanigliato, infatti una volta si usava il bicarbonato. Si deve fare attenzione nel taglio per non sbriciolare la pasta. A piacere si possono sostituire i canditi con altrettante mandorle, che possono essere in parte spellate e in parte no e si possono anche aumentare di quantità. Anche il burro può essere aumentato.

I tozzetti si servono rigorosamente con il VIN SANTO
Non mi resta che augurarvi buon lavoro in cucina e buon appetito…

TOZZETTI DELLA NONNA GIULIA (PdF)

Lenticchie e salsicce

Lavare bene le lenticchie in un colino sotto l’acqua corrente (circa 60 gr  a testa).

In una pentola mettere un pezzetto di cipolla, mezza foglia di alloro, due foglie di salvia, un piccolo rametto di rosmarino e un bel pizzico di sale.

Aggiungere le lenticchie e coprire con acqua fredda. Far cuocere per circa mezz’ora finchè le lenticchie siano morbide, ma ancora leggermente “al dente”.
Nel frattempo sbollentare le salsicce, una o due a testa,  per qualche minuto in modo da farle sgrassare un po’.

In una padella larga mettere un cucchiaio di olio evo con uno spicchio di aglio e due cucchiai di salsa di pomodoro. Far insaporire due-tre minuti e aggiungere le salsicce dopo averle scolate e tagliate a metà.

Aggiungere le lenticchie con parte o tutta l’acqua di cottura. Far cuocere insieme per qualche minuto.

Aggiungere un bel trito di prezzemolo fresco e, a piacere, un pizzico di pepe nero.

Servire subito.

Pagina 1 di 5123...5...Ultima »

XML Sitemap