1.  Dolci di Pasqua 2013: Colomba e Tiramisu

    Colomba e Tiramisu La ricetta della colomba è segnalata nel post precedente. La ricetta del TIRAMISU é quella che era solita fare la mia mamma: 500 gr di mascarpone ben montato con le fruste5 uova e 5 cucchiai di zucchero: chiare a neve e tuorli ben battuti con lo zucchero fino a diventare spumosiIncorporare delicatamente alla crema [...]

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     Dolci di Pasqua 2013: Colomba e Tiramisu

    Colomba e Tiramisu

    Colomba e Tiramisu

    La ricetta della colomba è segnalata nel post precedente.

    La ricetta del TIRAMISU é quella che era solita fare la mia mamma:

    500 gr di mascarpone ben montato con le fruste
    5 uova5 cucchiai di zucchero: chiare a neve e tuorli ben battuti con lo zucchero fino a diventare spumosi
    Incorporare delicatamente alla crema di tuorli e zucchero il mascarpone e le chiare

    caffè e poco rhum per bagnare i savoiardi
    cacao in polvere da spolverizzare tra gli strati e sopra

  2.  Buona Pasqua 2013!

    Con le “colombine” appena sfornate auguro a tutti gli amici di questo blog una PASQUA di PACE e AMORE! mt La ricetta me l’avevano data anni fa e l’avevo già fattahttp://www.matebi.it/2009/04/11/dolce-a-forma-di-colomba/Oggi ho fatto la ricetta originale con le seguenti varianti: yogurt bianco, chiare a neve, canditi all’arancia e buccia grattugiata di limone in più e niente [...]

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     Buona Pasqua 2013!

    Con le “colombine” appena sfornate auguro a tutti gli amici di questo blog
    una PASQUA di PACE e AMORE!
    mtColombine

    La ricetta me l’avevano data anni fa e l’avevo già fatta
    http://www.matebi.it/2009/04/11/dolce-a-forma-di-colomba/
    Oggi ho fatto la ricetta originale con le seguenti varianti: yogurt bianco, chiare a neve, canditi all’arancia e buccia grattugiata di limone in più e niente glassa sopra.

  3.  Torta del sabato santo 2013

    Torta del sabato santo 2013 La ricetta nel blog: ho riportato a 10 uova e messo quasi 400 gr di lievito madre e una bustina di lievito di birra liofilizzato (Mastro Fornaio)  http://www.matebi.it/2010/04/06/la-ricetta-della-torta-di-pasqua-2/.    Per la farina: ho messo una parte di manitoba (circa 200 gr).Per il formaggio: Parmigiano reggiano e una parte di pecorino [...]

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     Torta del sabato santo 2013

    Torta del sabato santo 2013

    La ricetta nel blog: ho riportato a 10 uova e messo quasi 400 gr di lievito madre e una bustina di lievito di birra liofilizzato (Mastro Fornaio) 

    http://www.matebi.it/2010/04/06/la-ricetta-della-torta-di-pasqua-2/

     torta-di-pasqua

    Per la farina: ho messo una parte di manitoba (circa 200 gr).
    Per il formaggio: Parmigiano reggiano e una parte di pecorino romano (150 gr) e circa 100 gr di pecorino di Norcia grattugiato (questa variante non é essenziale se non ce l’abbiamo!).

    Con il formaggio si può aumentare un po’ secondo i gusti. 
    L’impasto può venire più o meno  morbido … non preoccuparsi … la torta sarà buonissima lo stesso.

    Ho fatto  lievitare le torte per più di sei ore dentro al forno non riscaldato con un pentolino di acqua bollente che ogni tanto facevo scaldare di nuovo.

  4.  Venerdì Santo 2013

    I sacconi Salva articolo in formato PDF

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  5.  Torta di Pasqua

    Prove tecniche con la pasta madre per la torta di Pasqua al formaggio: Salva articolo in formato PDF

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     Torta di Pasqua

    Prove tecniche con la pasta madre per la torta di Pasqua al formaggio:

    Torta di Pasqua

  6.  Buona Pasqua 2011!

    Auguri di Pasqua 2011

    Carissimi Auguri di Buona Pasqua a tutti!   Salva articolo in formato PDF

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     Buona Pasqua 2011!

    Carissimi Auguri di Buona Pasqua a tutti!

     

  7.  La benedizione del cibo

    Benedizione di Pasqua

    In Umbria si usa portare a benedire il cibo per la colazione pasquale. Ecco il mio fagottino benedetto poco fa con le uova e la torta al formaggio appena sfornata per domattina. Salva articolo in formato PDF

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     La benedizione del cibo

    In Umbria si usa portare a benedire il cibo per la colazione pasquale.

    Ecco il mio fagottino benedetto poco fa con le uova e la torta al formaggio appena sfornata per domattina.

  8.  Venerdì Santo

    Le statue della Madonna e di Gesù

    Le statue della Madonna e di Gesù nella Chiesa di Santa Croce della Foce prima della processione Le battistrangole La processioneLa Madonna VENERDI’ SANTOCHIESA DI SANTA CROCE DELLA FOCE La Processione è da sempre organizzata dall’antica Confraternita di Santa Croce della Foce che ha sede nell’omonima chiesa situata appena fuori dalle mura medioevali di Gubbio.L’origine [...]

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     Venerdì Santo

    Le statue della Madonna e di GesùLe statue della Madonna e di Gesù nella Chiesa di Santa Croce della Foce prima della processione

    Le battistrangoleLe battistrangole

    La processioneLa processione
    La MadonnaLa Madonna

    VENERDI’ SANTO
    CHIESA DI SANTA CROCE DELLA FOCE

    La Processione è da sempre organizzata dall’antica Confraternita di Santa Croce della Foce che ha sede nell’omonima chiesa situata appena fuori dalle mura medioevali di Gubbio.
    L’origine della processione risale ai movimenti laici penitenziali del XIII secolo. Dalla metà del duecento in molte città, soprattutto dell’Italia centro-settentrionale, presero vita varie confraternite religiose. A Gubbio se ne potevano contare tre: la Confraternita del Crocefisso, quella di San Bernardino (detta anche Fraternità del Ponte Marmoreo) e la Confraternita di Santa Maria della Misericordia (detta dei Bianchi). I membri di queste confraternite venivano chiamati disciplinati, battuti, flagellanti (dall’atto fisico del flagellarsi), oppure con termine più popolare “sacconi”, dal grande saio col quale gli iscritti alle confraternite erano soliti vestirsi in occasione di cerimonie e processioni.

    Ad aprire la processione sono gli uomini delle “battistrangole“, uno strumento di legno percosso alternativamente su ogni lato da maniglie di ferro che provocano un suono sordo e lugubre. Il ritmo dello strumento rompe il silenzio della città di pietra, aggiungendo ulteriore pathos alla processione. Alle spalle degli uomini delle battistrangole, il primo incappucciato reca in mano un teschio a rappresentare il luogo della crocefissione, in ebraico Golgota. Seguono poi i confratelli che mostrano tutti gli altri simboli della passione.

    ORDINE DELLA PROCESSIONE

    • Uomini delle battistrangole
    • Uomo con il teschio
    • Uomo con la croce detta “Albero della Vita”
    • Uomini con le croci
    • Uomo con il calice
    • Uomo con i 40 denari
    • Uomo con la corda con la quale venne legato Cristo
    • Uomo con la colonna
    • Uomo con il gallo
    • Uomo con i flagelli
    • Uomo con la corona di spine
    • Uomo con il bacile
    • Uomo con la scritta INRI
    • Uomo con il velo usato da Veronica
    • Uomo col sudario
    • Uomo con i chiodi
    • Uomo con il martello
    • Uomo con la spugna
    • Uomo con la lancia
    • Uomo con le vesti di Gesù Cristo
    • Uomo con i dadi
    • Uomo con la scala
    • Uomo con le tenaglie

    Nella parte iniziale del percorso, la statua del Cristo Morto viene deposta a terra in corripondenza del cosidetto “pietrone“, antichissima pietra sacrificale pagana di forma ovale, facilmente identificabile nella pavimentazione di Via Capitano del Popolo. Il gesto evidenzia le radici dell’antichissimo popolo umbro, che a Gubbio conobbe una delle principali città-stato. La lunga sosta fa vagheggiare i rituali di purificazione e lustrazione che il sodalizio dei Fratelli Atiedii compiva ogni anno a primavera già in epoca pre-romana, come attestano le Tavole Eugubine.

    Oltre a proporre legami cristiani con la pietra del sepolcro di Gesù. Nessun luogo viene dimenticato. Nell’attraversare il centro storico, la processione tocca tutti i conventi cittadini e dedica una sosta particolare alla sofferenza. La statua del Cristo viene trasportata per un attimo nell’ospedale, gesto di conforto e speranza. Eugubini di ogni età seguono il sacro feretro o sostano ai lati del percorso con corale partecipazione e profondo raccoglimento. Parte centrale della processione sono le statue del Cristo Morto e della Madonna Addolorata. Si tratta di due piccoli capolavori dell’arte locale. Il Cristo deposto è una scultura lignea cinque-seicentesca, mentre la Madonna Addolorata è un manufatto ottocentesco di provenienza faentina.

    Il lento incedere della processione viene accompagnato da un canto antichissimo: il “miserere”. Il testo latino del canto è ispirato al più celebre dei salmi, composto da David tremila anni fa. Esso esprime profondi sentimenti di pentimento e un desiderio intenso di purificazione. L’autore della musica è ignoto, ma questo antico canto, tramandato oralmente, è miracolosamente sopravvissuto attraverso i secoli. Due gruppi di cantori si alternano nelle strofe: quello che segue la scultura lignea seicentesca del Cristo e il secondo, che si stringe attorno alla statua della Madonna Addolorata. I cantori e i portatori del Cristo Morto vestono un saio bianco con cappa nera. Stessa veste per i portatori e i cantori della Madonna Addolorata, con cappa blu.

    TESTO DEL “MISERERE

    “Miserere mei, Deus, secondum magnam misericordiam tuam.
    Pietà di me, o Dio, secondo la tua grande misericordia.

    Amplius lava me ab iniquitate mea et a peccato meo munda me.
    Lavami dalle mie colpe e purificami dal mio peccato.

    Tibi soli peccavi et malum coram te feci
    ut iustificeris in sermonibus tuis
    et vincas cum iudicaris.

    Contro di te ho peccato e ho fatto cosa a te spiacevole,
    perciò sei giusto quando parli,
    retto nel tuo giudizio.

    Ecce enim veritatem dilexisti
    incerta et occulta sapientie tuae manifestasti mihi.

    Ecco, tu ami sincerità di cuore
    e nell’intimo mi hai manifestato la tua sapienza.

    Auditui meo dabis gaudium et laetitiam,
    et exultabunt ossa humiliata.

    Fammi sentire gioia e letizia
    ed esulteranno le ossa che hai spezzato.

    Cor mundum crea in me Deus
    et spiritum rectum innova in visceribus meis.
    Crea in me, o Dio, un cuore puro
    e rinnova in me uno spirito retto.

    Libera me de sanguinibus, Deus, Deus salutis meae
    et exultabit lingua mea iustitiam tuam.

    Liberami dal sangue, Dio, o Dio mia salvezza e la mia lingua esalterà la tua giustizia.

    Quoniam si voluisses sacrificium dedissem utique
    holocaustis non delectaberis.

    Se tu volessi, ti offrirei un sacrificio
    ma non ti compiaci degli olocausti.

    Benigne fac Domine in bona voluntate tua Sion.
    Per la tua bontà, o Signore, sii benigno nei riguardi di Sion.

    E’ tradizione accendere grandi falò in varie parti del percorso della processione. Il fuoco come simbolo di purificazione e della richiesta di perdono a Dio. Fuochi e luminarie rendono quindi ancora più suggestiva la sacra rappresentazione. I fuochi vengono accesi in Piazza San Pietro, Via Dante e in Largo San Marziale, mentre le fiaccole disegnano il profilo di palazzi e monumenti cittadini Le ultime luci del giorno lasciano spazio a quelle di fiaccole e falò. Bracieri accesi e grandi fuochi rischiarano le facciate di pietra del centro storico di Gubbio. Le battistrangole, il canto del miserere, il crepitio della legna che brucia, le preghiere, il rumore dei passi sul selciato conferiscono alla processione caratteristiche di forte suggestione.

    fonte: www.paesaggi.umbria2000.it

    focarone Madonna foto mtb

  9.  Menu di PASQUA 2010

    Cestino con cibo benedetto Tavola Tavola Antipasto pasquale Crêpes raffinatezza e cannelloncini di carne Agnello arrosto con patatine fiore e carciofi fritti Uovo Salva articolo in formato PDF

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     Menu di PASQUA 2010

    Cestino con cibo benedettoCestino con cibo benedetto

    TavolaTavola

    TavolaTavola

    Antipasto pasqualeAntipasto pasquale

    Crêpes raffinatezza e cannelloncini di carneCrêpes raffinatezza e cannelloncini di carne

    Agnello con patatine fioreAgnello arrosto con patatine fiore e carciofi fritti

    UovoUovo

  10.  Buona Pasqua!

    Un augurio sincero per una Pasqua serena, ma soprattutto di solidarietà per chi è stato così duramente colpito dall’impeto della natura. Salva articolo in formato PDF

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     Buona Pasqua!

    Buona Pasqua!

    Un augurio sincero per una Pasqua serena,
    ma soprattutto di solidarietà per chi è stato così duramente colpito dall’impeto della natura.

  11.  Dolce a forma di colomba

    appena sfornato … la ricetta? solo se sarà mangiabile … e per saperlo si dovrà aspettare domani … AGGIORNAMENTO del 24 aprile 2009… un po’ in ritardo per scrivere la ricetta! La ricetta è una rivisitazione della torta con lo yogurth con le dosi misurate a vasetti. Mi è stata data e non ne conosco la provenienza… [...]

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     Dolce a forma di colomba

    Dolce a forma di colomba pasquale

    appena sfornato …
    la ricetta? solo se sarà mangiabile … e per saperlo si dovrà aspettare domani …

    AGGIORNAMENTO del 24 aprile 2009… un po’ in ritardo per scrivere la ricetta!

    La ricetta è una rivisitazione della torta con lo yogurth con le dosi misurate a vasetti. Mi è stata data e non ne conosco la provenienza… libro, giornale, fantasia e creatività di qualcuno.  Poi come sono solita fare modifico qualcosa.

    Ricetta vera
    4 uova
    1 vasetto di yogurt agli agrumi
    2 vasetti di zucchero
    1 vasetto di olio di semi
    1 vasetto di Amaretto di Saronno
    5 vasetti di farina
    3 fialette di aromi: 1 alla mandorla, 1 al limone, 1 all’arancio
    Una bustina e mezzo di lievito per dolci
    Cottura: a 160° per 50 minuti
    Decorazione: granelli di zucchero e mandorle

    Ricetta mia

    4 uova
    1 vasetto di yogurt agli agrumi bianco
    2 vasetti di zucchero (un pochino meno)
    1 vasetto di olio di semi     burro e 2 cucchiai di olio evo
    1 vasetto di Amaretto di Saronno  rum e alchermes
    5 vasetti di farina
    3 fialette di aromi: 1 alla mandorla, 1 al limone, 1 all’arancio
    + circa 80 gr di canditi misti a cubettini

    Una bustina e mezzo di lievito per dolci

    Decorazione: granelli di zucchero e mandorle, albume secondo le indicazioni della glassa per la colomba che ho trovato qui: ricette.giallozafferano.Colomba-di-Pasqua. Ho coperto il dolce con la glassa dopo 40 minuti di cottura e ho usato le mandorle sbucciate perchè non avevo le altre.

    Il dolce è venuto discretamente, ma ho commesso degli errori:
    ho usato il contenitore di carta per la cottura e l’ho appoggiato sopra un’altra teglia e “sotto” il dolce non era ben dorato;  i 50 minuti di cottura ci vogliono tutti, altrimenti all’interno può non essere ben cotta ( io l’ho tenuta in forno un po’ meno per paura che si potesse bruciare).
    Le varianti non sono male, ma io non ho assaggiato il dolce fatto con la ricetta “vera”, quindi non so se ho sbagliato o meno…

  12.  Auguri!

    Con la nostra colazione di Pasqua Mille AUGURI per una giornata serena insieme ai propri cari!!! Salva articolo in formato PDF

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     Auguri!

    Colazione di Pasqua

    Con la nostra colazione di Pasqua
    Mille AUGURI
    per una giornata serena insieme ai propri cari!!!

  13.  Schiacciata di Pasqua

    500 gr di farina 3 uova 150 gr di formaggi misti grattugiati (parmigiano e pecorino romano) 50-100 gr di groviera a dadini Un cubetto e mezzo di lievito di birra (circa 38 gr) 100 gr di condimento misto (olio d’oliva, burro, strutto a piacere) un  bel pizzico di sale latte e acqua Sciogliere il lievito di [...]

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     Schiacciata di Pasqua

    • 500 gr di farina

    • 3 uova

    • 150 gr di formaggi misti grattugiati (parmigiano e pecorino romano)

    • 50-100 gr di groviera a dadini

    • Un cubetto e mezzo di lievito di birra (circa 38 gr)

    • 100 gr di condimento misto (olio d’oliva, burro, strutto a piacere)

    • un  bel pizzico di sale

    • latte e acqua

    Sciogliere il lievito di birra in acqua e latte intiepiditi, battere le uova, salare, aggiungere il condimento, i formaggi grattugiati, incorporare la farina e il liquido con il lievito.

    Infine aggiungere la groviera a dadini.

    Impastare energicamente.

    Ungere una teglia rettangolare e distribuire l’impasto.

    Lasciar lievitare circa quattro ore.

    Cuocere in forno caldo a 180° per circa mezz’ora.

    La schiacciata deve essere dorata e dovrebbe risultare alta 5 – 6 cm.

     leggi anche:La ricetta della Torta di Pasqua

    Questa schiacciata è un’ottima alternativa alla Torta di Pasqua per la colazione della mattina di Pasqua.

  14.  VENERDI SANTO a Gubbio

    VENERDI’ SANTO CHIESA DI SANTA CROCE DELLA FOCE La Processione è da sempre organizzata dall’antica Confraternita di Santa Croce della Foce che ha sede nell’omonima chiesa situata appena fuori dalle mura medioevali di Gubbio. L’origine della processione risale ai movimenti laici penitenziali del XIII secolo. Dalla metà del duecento in molte città, soprattutto dell’Italia centro-settentrionale, [...]

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     VENERDI SANTO a Gubbio

    VENERDI’ SANTO
    CHIESA DI SANTA CROCE DELLA FOCE

    La Processione è da sempre organizzata dall’antica Confraternita di Santa Croce della Foce che ha sede nell’omonima chiesa situata appena fuori dalle mura medioevali di Gubbio.
    L’origine della processione risale ai movimenti laici penitenziali del XIII secolo. Dalla metà del duecento in molte città, soprattutto dell’Italia centro-settentrionale, presero vita varie confraternite religiose. A Gubbio se ne potevano contare tre: la Confraternita del Crocefisso, quella di San Bernardino (detta anche Fraternità del Ponte Marmoreo) e la Confraternita di Santa Maria della Misericordia (detta dei Bianchi). I membri di queste confraternite venivano chiamati disciplinati, battuti, flagellanti (dall’atto fisico del flagellarsi), oppure con termine più popolare “sacconi”, dal grande saio col quale gli iscritti alle confraternite erano soliti vestirsi in occasione di cerimonie e processioni.

    Ad aprire la processione sono gli uomini delle “battistrangole“, uno strumento di legno percosso alternativamente su ogni lato da maniglie di ferro che provocano un suono sordo e lugubre. Il ritmo dello strumento rompe il silenzio della città di pietra, aggiungendo ulteriore pathos alla processione. Alle spalle degli uomini delle battistrangole, il primo incappucciato reca in mano un teschio a rappresentare il luogo della crocefissione, in ebraico Golgota. Seguono poi i confratelli che mostrano tutti gli altri simboli della passione.

    ORDINE DELLA PROCESSIONE

    • Uomini delle battistrangole
    • Uomo con il teschio
    • Uomo con la croce detta “Albero della Vita”
    • Uomini con le croci
    • Uomo con il calice
    • Uomo con i 40 denari
    • Uomo con la corda con la quale venne legato Cristo
    • Uomo con la colonna
    • Uomo con il gallo
    • Uomo con i flagelli
    • Uomo con la corona di spine
    • Uomo con il bacile
    • Uomo con la scritta INRI
    • Uomo con il velo usato da Veronica
    • Uomo col sudario
    • Uomo con i chiodi
    • Uomo con il martello
    • Uomo con la spugna
    • Uomo con la lancia
    • Uomo con le vesti di Gesù Cristo
    • Uomo con i dadi
    • Uomo con la scala
    • Uomo con le tenaglie

    Nella parte iniziale del percorso, la statua del Cristo Morto viene deposta a terra in corripondenza del cosidetto “pietrone“, antichissima pietra sacrificale pagana di forma ovale, facilmente identificabile nella pavimentazione di Via Capitano del Popolo. Il gesto evidenzia le radici dell’antichissimo popolo umbro, che a Gubbio conobbe una delle principali città-stato. La lunga sosta fa vagheggiare i rituali di purificazione e lustrazione che il sodalizio dei Fratelli Atiedii compiva ogni anno a primavera già in epoca pre-romana, come attestano le Tavole Eugubine.

    Oltre a proporre legami cristiani con la pietra del sepolcro di Gesù. Nessun luogo viene dimenticato. Nell’attraversare il centro storico, la processione tocca tutti i conventi cittadini e dedica una sosta particolare alla sofferenza. La statua del Cristo viene trasportata per un attimo nell’ospedale, gesto di conforto e speranza. Eugubini di ogni età seguono il sacro feretro o sostano ai lati del percorso con corale partecipazione e profondo raccoglimento. Parte centrale della processione sono le statue del Cristo Morto e della Madonna Addolorata. Si tratta di due piccoli capolavori dell’arte locale. Il Cristo deposto è una scultura lignea cinque-seicentesca, mentre la Madonna Addolorata è un manufatto ottocentesco di provenienza faentina.

    Il lento incedere della processione viene accompagnato da un canto antichissimo: il “miserere”. Il testo latino del canto è ispirato al più celebre dei salmi, composto da David tremila anni fa. Esso esprime profondi sentimenti di pentimento e un desiderio intenso di purificazione. L’autore della musica è ignoto, ma questo antico canto, tramandato oralmente, è miracolosamente sopravvissuto attraverso i secoli. Due gruppi di cantori si alternano nelle strofe: quello che segue la scultura lignea seicentesca del Cristo e il secondo, che si stringe attorno alla statua della Madonna Addolorata. I cantori e i portatori del Cristo Morto vestono un saio bianco con cappa nera. Stessa veste per i portatori e i cantori della Madonna Addolorata, con cappa blu.

    TESTO DEL “MISERERE

    “Miserere mei, Deus, secondum magnam misericordiam tuam.
    Pietà di me, o Dio, secondo la tua grande misericordia.

    Amplius lava me ab iniquitate mea et a peccato meo munda me.
    Lavami dalle mie colpe e purificami dal mio peccato.

    Tibi soli peccavi et malum coram te feci
    ut iustificeris in sermonibus tuis
    et vincas cum iudicaris.

    Contro di te ho peccato e ho fatto cosa a te spiacevole,
    perciò sei giusto quando parli,
    retto nel tuo giudizio.

    Ecce enim veritatem dilexisti
    incerta et occulta sapientie tuae manifestasti mihi.

    Ecco, tu ami sincerità di cuore
    e nell’intimo mi hai manifestato la tua sapienza.

    Auditui meo dabis gaudium et laetitiam,
    et exultabunt ossa humiliata.

    Fammi sentire gioia e letizia
    ed esulteranno le ossa che hai spezzato.

    Cor mundum crea in me Deus
    et spiritum rectum innova in visceribus meis.
    Crea in me, o Dio, un cuore puro
    e rinnova in me uno spirito retto.

    Libera me de sanguinibus, Deus, Deus salutis meae
    et exultabit lingua mea iustitiam tuam.

    Liberami dal sangue, Dio, o Dio mia salvezza e la mia lingua esalterà la tua giustizia.

    Quoniam si voluisses sacrificium dedissem utique
    holocaustis non delectaberis.

    Se tu volessi, ti offrirei un sacrificio
    ma non ti compiaci degli olocausti.

    Benigne fac Domine in bona voluntate tua Sion.
    Per la tua bontà, o Signore, sii benigno nei riguardi di Sion.

    E’ tradizione accendere grandi falò in varie parti del percorso della processione. Il fuoco come simbolo di purificazione e della richiesta di perdono a Dio. Fuochi e luminarie rendono quindi ancora più suggestiva la sacra rappresentazione. I fuochi vengono accesi in Piazza San Pietro, Via Dante e in Largo San Marziale, mentre le fiaccole disegnano il profilo di palazzi e monumenti cittadini Le ultime luci del giorno lasciano spazio a quelle di fiaccole e falò. Bracieri accesi e grandi fuochi rischiarano le facciate di pietra del centro storico di Gubbio. Le battistrangole, il canto del miserere, il crepitio della legna che brucia, le preghiere, il rumore dei passi sul selciato conferiscono alla processione caratteristiche di forte suggestione.

    fonte: www.paesaggi.umbria2000.it

    focarone Madonna foto mtb

  15.  La ricetta della torta dolce di Pasqua

    La ricetta della torta dolce di Pasqua Battere molto bene 8 uova con 250 gr di zucchero, aggiungere 150 gr di olio e/o burro, la buccia grattugiata di un limone, 4 bustine di vanillina, un cucchiaino di cannella in polvere. Mettere un kg di farina a fontana sulla spianatoia e impastare con gli altri ingredienti [...]

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     La ricetta della torta dolce di Pasqua

    La ricetta della torta dolce di Pasqua

    Battere molto bene 8 uova con 250 gr di zucchero, aggiungere 150 gr di olio e/o burro, la buccia grattugiata di un limone, 4 bustine di vanillina, un cucchiaino di cannella in polvere.

    Mettere un kg di farina a fontana sulla spianatoia e impastare con gli altri ingredienti aggiungendo 125 gr di lievito di birra sbriciolato o sciolto in un pochino di latte. Aggiungere 150-200 gr di uvetta sultanina lavata e asciugata, 150-200 gr di canditi misti tagliati a dadini (importante è che ci siano il cedro candito e le ciliegine).

    Lavorare molto bene per almeno una decina di minuti.


    Ungere molto bene degli stampi alti e lisci. Mettere la pasta in modo che non superi la metà dello stampo. Porre in luogo caldo e al riparo dall’aria e porre, ad una certa distanza, una pentola di acqua bollente. Dopo tre o quattro ore, quando la pasta avrà raggiunto i bordi dello stampo, i
    nfornare in forno preriscaldato a 200° e poi ridurre a 170°. Cuocere per circa 45-60 minuti.

    Questa torta, accanto a quella al formaggio, è il simbolo della Pasqua in Umbria
    mtb

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