Vorrei

Vorrei conoscer l’odore del tuo paese, camminare di casa nel tuo giardino,
respirare nell’aria sale e maggese, gli aromi della tua salvia e del rosmarino.
Vorrei che tutti gli anziani mi salutassero parlando con me del tempo o dei giorni andati,
vorrei che gli amici tuoi tutti mi parlassero come se amici fossimo sempre stati.
Vorrei incontrare le pietre, le strade, gli usci, i ciuffi di parietaria attaccati ai muri,
le strisce delle lumache nei loro gusci, capire tutti gli sguardi dietro agli scuri
e lo vorrei perché non sono quando non ci sei
e resto solo coi pensieri miei, ed io…
Vorrei con te da solo sempre viaggiare, scoprire quello che intorno c’è da scoprire
per raccontarti e poi farmi raccontare il senso d’un rabbuiarsi o del tuo gioire;
vorrei tornare nei posti dove son stato, spiegarti di quanto tutto sia poi diverso
poter farmi da te spiegare cos’è cambiato e quale sapore nuovo abbia l’universo.
Vedere di nuovo Istanbul o Barcellona o il mare di una remota spiaggia cubana
o un greppe dell’Appennino dove risuona fra gli alberi un’usata e semplice tramontana
e lo vorrei perché non sono quando non ci sei
e resto solo coi pensieri miei, ed io…
Vorrei restare per sempre in un posto solo per ascoltare il suono del tuo parlare
e guardare stupito il lancio, la grazia, il volo impliciti dentro al semplice tuo camminare
e restare in silenzio al suono della tua voce o parlare, parlare, parlare, parlarmi addosso
dimenticando il tempo troppo veloce o nascondere in due sciocchezze che son commosso.
Vorrei cantare il canto delle tue mani, giocare con te un eterno gioco proibito
che l’oggi restasse oggi senza domani o domani potesse tendere all’infinito
e lo vorrei perché non sono quando non ci sei
e resto solo coi pensieri miei, ed io…

Francesco Guccini

BUON 8 marzo 2009!

Quello Che Le Donne Non Dicono di Fiorella Mannoia

Ci fanno compagnia certe lettere d’amore parole
che restano con noi,
e non andiamo via ma nascondiamo del dolore che scivola,
lo sentiremo poi,
abbiamo troppa fantasia,
e se diciamo una bugia è una mancata verità che
prima o poi succederà cambia il vento ma noi
no e se ci trasformiamo un po’ è per la
voglia di piacere a chi c’è già o potrà
arrivare a stare con noi,
siamo così è difficile spiegare certe giornate amare,
lascia stare, tanto ci potrai trovare qui,
con le nostre notti bianche,
ma non saremo stanche neanche quando ti diremo ancora un altro “si”.

In fretta vanno via della giornate senza fine,
silenzi che familiarità,
e lasciano una scia le frasi da bambine
che tornano, ma chi le ascolterà…
E dalle macchine per noi
i complimenti dei playboy
ma non li sentiamo più
se c’è chi non ce li fa più
cambia il vento ma noi no
e se ci confondiamo un po’
è per la voglia di capire chi non riesce più a parlare
ancora con noi.
Siamo così, dolcemente complicate,
sempre più emozionate, delicate ,
ma potrai trovarci ancora quì
nelle sere tempestose
portaci delle rose
nuove cose
e ti diremo ancora un altro “si”,
è difficile spiegare
certe giornate amare, lascia stare, tanto ci potrai trovare qui,
con le nostre notti bianche,
ma non saremo stanche neanche quando ti diremo ancora un altro “si”

BUON 8 marzo 2009!
maria teresa

GubbioNoBorders

Ieri sera la chitarra di Irio De Paula ci ha incantato insieme al pianoforte di Renato Sellani e alla bellissima voce di Rosa Emilia alla serata inaugurale di GubbioNoBorders.

Ascolta: AmaisBonita di Chico Buarque

Il ragazzo che sorride

Il 18 di novembre
di un anno che non so
anche un passero da un ramo
per paura se ne andò!

Venne il buio all’improvviso
e la vita sua finì
il ragazzo che sorride
lo chiamavano così!

Ragazzo che sorridi
non avverrà più
che resti senza sole
la nostra gioventù.

Il mondo di domani
barriere non avrà
ed una mano bianca
la nera stringerà …

Sono andata a memoria, non essendo riuscita a trovare questo testo in rete …

aggiornamento: l’ho trovato!!!

Il diciotto di novembre
di un anno che non so
anche un passero da un ramo
per paura se ne andò.

Venne buio all’improvviso
e la vita sua finì
il ragazzo che sorride
lo chiamavano così.Ragazzo che sorridi
non avverrà mai più
che resti senza sole
la nostra gioventù.Il mondo di domani
confini non avrà
ed una mano bianca
la nera stringerà.

Spezzati cuore mio,
ma solo per amore.
Spezzati cuore mio,
ma solo per pietà.
Fratello abbracciami,
chiunque sia abbracciami,
se sete un giorno avrai
la mia acqua ti darò.

Spezzati cuore mio,
ma solo per amore.
Spezzati cuore mio,
ma solo per pietà.
Fratello abbracciami,
chiunque sia abbracciami,
se sete un giorno avrai
la mia acqua ti darò.

Il diciotto di novembre
di un anno che verrà
anche il passero sul ramo
il suo sole prenderà.

 

http://www.carlapiccinini.com/raccolte/oke.htm

 

Incontro

E correndo mi incontrò lungo le scale
quasi nulla mi sembrò cambiato in lei
la tristezza poi ci avvolse come miele
per il tempo scivolato su noi due.

Il sole che calava già
rosseggiava la città
già nostra ed ora straniera
incredibile e fredda;
come un istante “deja vu”
ombra della gioventù
ci circondava la nebbia.

Auto ferme ci guardavano in silenzio
vecchi muri proponevan nuovi eroi
dieci anni da narrare l’uno all’altro
ma le frasi rimanevan dentro in noi
“cosa fai ora, ti ricordi,
eran belli i nostri tempi,
ti ho scritto è un anno,
mi han detto che eri ancor via.”
E poi la cena a casa sua,
la mia nuova cortesia,
stoviglie color nostalgia.

E le frasi quasi fossimo due vecchi
rincorrevan solo il tempo dentro in noi
per la prima volta vidi quegli specchi
capii i quadri, i soprammobili ed i suoi.
I nostri miti morti ormai,
la scoperta di Hemingway
il sentirsi nuovi
le cose sognate e poi viste
la mia America e la sua
diventate nella via
la nostra città tanto triste.

Carte e vento volan via nella stazione
freddo e luci accese forse per noi lì
ed infine in breve la sua situazione
uguale quasi a tanti nostri film:
come in un libro scritto male
lui si era ucciso per natale
ma il triste racconto sembrava
assorbito dal buio
povera amica che narravi
dieci anni in poche frasi
e io i miei in un solo saluto.

E pensavo dondolato dal vagone
“cara amica il tempo prende il tempo dà
noi corriamo sempre in una direzione
ma qual sia e che senso abbia chi lo sa
restano i sogni senza tempo
le impressioni di un momento
le luci nel buio
di case intraviste da un treno
siamo qualcosa che non resta
frasi vuote nella testa
e il cuore di simboli pieno.”

Francesco Guccini

Non so cosa mi abbia fatto pensare a questa canzone che amo tantissimo…

Ieri, 29 Settembre …

Seduto in quel caffè

 

Vedevo solo lei

 

Mi son svegliato e

 

http://www.drammaturgia.it/giornale/vivo/vivo_articoli/profili/battisti_29_settembre.htm

Mi piace ricordarlo per questa canzone

VECCHIO FRAC

E' giunta mezzanotte si spengono i rumori
si spegne anche l'insegna di quell'ultimo caffè
le strade son deserte, deserte e silenziose
un'ultima carrozza cigolando se ne va
il fiume scorre lento frusciando sotto i ponti
la luna splende in cielo dorme tutta la città
solo va un vecchio frac.
Ha un cilindro per cappello
due diamanti per gemelli
un bastone di cristallo la gardenia nell'occhiello
e sul candido gilet un papillon
un papillon di seta blu
Si avvicina lentamente con incedere elegante
ha l'aspetto trasognato malinconico ed assente
non si sa da dove viene né dove vadi
chi mai sarà quel vecchio frac?
bonne nuit, bonne nuit bonne nuit, bonne nuit
buonanotte
va dicendo ad ogni cosa ai fanali illuminati
ad un gatto innamorato che randagio se ne va.
E' giunta ormai l'aurora si spengono i fanali
si sveglia a poco a poco tutta quanta la città
la luna si è incantata, sorpresa e impallidita
pian piano scolorandosi nel cielo sparirà.
Sbadiglia una finestra sul fiume silenzioso
e nella luce bianca galleggiando se ne van
un cilindro, un fiore, un frac.
Ha un cilindro per cappello due diamanti per gemelli
un bastone di cristallo la gardenia nell'occhiello
e sul candido gilet un papillon un papillon di seta blu.
Galleggiando dolcemente e lasciandosi cullare
se ne scende lentamente sotto i ponti verso il mare,
verso il mare se ne vadi chi sarà, di chi sarà quel vecchio frac
adieu adieu adieu adieu vecchio mondo
ai ricordi del passato ad un sogno mai sognato
ad un abito da sposa primo ed ultimo suo amor
...Domenico Modugno

Concerto dei NEW TROLLS

http://www.ilmitonewtrolls.com/nuovo%20sito/homepage/Trittico.jpg

Ieri sera siamo andati al Concerto dei New Trolls: una decisione presa all’ultimo momento che poi si è rivelata fantastica.

Due ore e più di splendida musica, carica di emozioni e di ricordi.

Una serata con il Mito New Trolls è più che un semplice concerto: è il ricostruire un percorso più che trentennale di musica attraverso brani indimenticabili, attraverso uno spettacolo di luci e colori curato con precisione e professionalità

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