Strufoli 2016

Strufoli del Martedì Grasso

strufoli

Sono rimasta soddisfatta questa volta! La ricetta è più o meno la stessa riportata a tre uova: ho aggiunto anche il succo di mezzo limone e un pizzichino di lievito istantaneo per dolci, impastato prima in una terrina con una forchetta e poi con le fruste a gancio; ho lasciato riposare circa quattro ore.

Sono venuti diciotto strufoli.

Rose di Carnevale

Rose di Carnevale

Sono molto scenografiche e belle da presentare!
Le ho fatte dopo un corso ci cucina con Isabella Gaudino (Torte e biscotti) del La Casa delle Cuoche.

In genere non pubblico ricette che sono state date ai corsi per correttezza.
Si può seguire una ricetta di frappe, ma la cosa più importante è la frittura come si nota nella foto in basso.
Vanno fritte una per volta in un pentolino piccolo e con molto olio.
Per prepararle ho steso la sfoglia molto sottile e poi ho ritagliato con delle formine a bordo ondulato tre cerchietti (2 di diametro di 6 cm e uno di 5 cm per ogni rosa), poi ho praticato verso l’esterno dei taglietti con un taglierino formando per ciascuno quattro petali; poi li ho assemblati l’uno sull’altro in modo da non far coincidere i taglietti con una pressione al centro con un dito inumidito di acqua.
Poi le ho fritte e lasciate ad asciugare in un foglio di carta assorbente. Sono state decorate con zucchero rosa (frullare un po’ di zucchero con due gocce di alchermes) e miele con un po’ di alchermes.

Carnevale

Carnevale

Alcune ricette di Carnevale qui nel blog: carnevale

 

Giovedì grasso

carnevaleOggi è il giovedì grasso… da qualche anno mancano quei bambini che ti suonavano il campanello ogni cinque minuti… cicolocicolocicolo

Ma dove sono finiti? Che tristezza!

Menu del Giovedì Grasso

Le tradizioni devono essere rispettate… Giovedì sera, nonostante questa fiacca che mi sta regalando una mezza influenza che mi trascino da più di due settimane, abbiamo festeggiato il giovedì grasso così:

Menu del giovedì grasso

La tavola è un po’ arruffata, ma la nostra cena non era male.

TORTINO con carciofi e ricotta

POLPETTE di Carnevale con patatine al forno

CASTAGNOLE … non sono venute molto bene, ma buone

Un ottimo Corvo di Salaparuta rosso

TORTINO con carciofi e ricotta

Ho preparato la pasta brisé e cotto 4 carciofi piccoli a pezzetti nella pentola a pressione con poco olio, aglio e vino bianco. Nella farcia ho messo due ricottine piccole, un bel pugno di parmigiano grattugiato, i carciofi, scolati dal liquido di cottura e leggermente frullati, due fette di prosciutto crudo tritato, un uovo battuto, un pizzico di sale e uno di pepe

Le polpette le ho preparate con della carne cotta che già avevo (un pezzetto di filetto di maiale in crosta e ho aggiunto gli altri ingredienti tipici delle polpette) e poi le ho cotte, un po’ schiacciate, in forno.

Maria Teresa e Sergio, 11 febbraio 2010

Gli strufoli perugini

Gli strufoli… forse una delle ricette di Carnevale più difficili da fare…

La vera ricetta non prevede alcun lievito e la riuscita, strufoli gonfi e forati dentro,  è affidata all’abilità della frittura.

In un piatto o nella spianatoia si pone la farina e  Gugliema Corsi in  Un secolo di cucina umbra, Edizioni Porziuncola, dà questa dose:

360 gr di farina
4 uova
4 cucchiai scarsi di zucchero
odore di vaniglia
la buccia grattugiata di un limone o di un’arancia
due cucchiai di rhum e due di mistrà
4 cucchiai di olio

Miele circa 300 gr

Al centro della farina si fa una buchetta e si mettono le uova battutte e tutti gli ingredienti tranne l’olio e i liquori che si aggiungono alla fine. Bisogna fare attenzione, diceva la mia mamma, a non far “bruciare” l’uovo dal liquore, altrimenti non si gonfieranno, per cui questo va  spento con un pochino di farina da una parte e poi unito a tutto l’impasto.

Il tutto va lavorato molto energicamente e lasciato riposare in un piatto per almeno dieci minuti. La mia mamma forse metteva un po’ meno farina e li preparava in una terrina e non nella spianatoia.

Ed ora viene il bello: la frittura! L’olio della padella deve essere molto alto e abbondante e all’inizio solo leggermente caldo. Con un cucchiaio, di volta in volta bagnato di olio (lo si immerge nella padella), si prende l’impasto riempendo il cucchiaio circa a metà e si getta nell’olio. In un primo momento,  la padella va tenuta sollevata sopra la fiamma bassissima e le si dà un movimento rotatorio continuo. Piano piano, gli strufoli cominceranno a crescere e a fare anche qualche crepa. La fiamma va gradatamente alzata e, quando saranno dorati, vanno tolti con un mestolo forato e fatti asciugare qualche minuto in carta assorbente. In genere, se sono fatti bene, non assorbono l’olio di frittura.

Nel frattempo, si fa sciogliere a bagnomaria il miele e lo si versa sopra cercando di farli ben ricoprire. Al miele si può aggiungere anche quache cucchiaio di alchermes.
Il miele che si usa, in genere, è un classico millefiori.

Se si deve fare più di una padellata si deve far attenzione a far raffreddare ogni volta l’olio: si racconta che le nostre nonne andassero con la padella vicino alla finestra aperta. Essendo un dolce di Carnevale, quindi invernale, il freddo abbassa velocemente la temperatura.

Questi strufoli sono buoni mangiati freschissimi, in giornata, perchè non avendo lievito tendono ad indurirsi.

Oggi, molti mettono una bustina di lievito chimico: in questo caso è molto più sicuro che vengano bene, ma cambiano profondamente sia nella forma che nella consistenza.  Sono più simili alle castagnole, diventando più tondi e morbidi: a loro vantaggio c’è da dire che sono buoni anche il giorno dopo.


Carnevale

carnevale in maschera

Buon Martedì di Carnevale!
Mt&S
(non vi illudete … stasera non siamo vestiti così…)

Carnevale

 Il Carnevale quest’anno è brevissimo e già sta finendo …

Le ricette di Carnevale, scritte l’anno passato, sono a destra nella categoria Dolci.
Segnalo, inoltre, la ricetta delle Bombe alla crema e ciambelline di roxelo.

Ingredienti per la crema:
4 tuorli
mezzo litro di latte
quattro cucchiai di zucchero
due cucchiai di farina
una buccia di limone.
Esecuzione:
Amalgamare tutti gli ingredienti a freddo in una pentola, metterla sul fuoco e fare addensare.

Ingredienti per la pasta:
due patate medie lesse
due uova intere
50 gr. di burro
un bicchiere di latte
buccia grattugiata di un limone
un cucchiaino di zucchero
50 grammi di lievito di birra
farina quanto basta (l’impasto deve risultare morbido, quando la massa si stacca dalla tavola non aggiungere più farina)

Esecuzione:
Amalgamare gli ingredienti e farne una massa molto morbida.
Fare riposare per circa un’ora. Dividere la massa in due pezzi, con uno fate le ciambelline, mentre spianate l’altro con il matterello fino a farne una sfoglia rotonda alta 1 cm.
Disponete con il cucchiaio mucchietti di crema, distanziati l’uno dall’altro, in metà della sfoglia, ricoprite con l’altra metà. Tagliare medaglioni di sfoglia farciti di crema con un bicchiere.
Friggete le ciambelline e i medaglioni farciti, quindi passatele nello zucchero.

Maritozzi e Quaresima

Spigolature dalla storia di Roma  MARITOZZI E QUARESIMA

Finito il carnevale inizia il lungo periodo della Quaresima considerato di rinunce. Nell’antica Roma per sopportare meglio il periodo di digiuno e per compensare l’astinenza dalle delizie alimentari, consolidate dal carnevale trascorso, era consentito il consumo di alcuni dolci come il pazientino quaresimale impastato a forma di lettere maiuscole e cotto in speciali placche incavate, appositamente fabbricate per quest’uso, e il maritozzo chiamato anch’esso quaresimale. Quest’ultimo nasce come tipico dolce romano confezionato dai fornai con il lievito di birra e cotto nei forni in muratura. Il maritozzo nella tradizione era molto più grande di quello che conosciamo oggi, somigliava infatti ad una pagnotta con in superficie guarnizioni di zucchero che riproducevano cuori trafitti da una freccia. Il maritozzo veniva regalato alla propria fidanzata e poteva essere usato come contenitore di un piccolo oggetto d’oro. Nella versione quaresimale il maritozzo diventa più piccolo, più cotto, quindi più scuro in superficie e viene arricchito da canditi, uvetta sultanina e pinoli.
Evidentemente la bontà di questi dolci faceva sì che se ne mangiasse più d’uno recitando tra un boccone e l’altro una curiosa filastrocca:

Er primo è pe’li presciolosi;
er siconno pe’ li sposi;
er terzo pe’ li innamorati;
er quarto pe’ li disperati;

vai al link

Polpette di Carnevale

Polpette di Carnevale

Mettere in una casseruola olio, un fine trito di sedano, carota, cipolla, far scaldare senza soffriggere, aggiungere 600 g di carne macinata di tre qualità, vitello, maiale, petto di pollo o tacchino. Lasciar cuocere per qualche minuto e aggiungere poca salsa di pomodoro. Continuare la cottura per circa 10 minuti. Il liquido si deve riassorbire solo in parte.
Aggiungere 150 g di pane grattugiato (la quantità può essere aumentata o diminuita secondo la consistenza dell’impasto).
Amalgamare e lasciar raffreddare. Aggiungere due-tre uova battute, 150 g di parmigiano grattugiato, un’abbondante grattugiata di noce moscata e di buccia di arancia o limone, un pizzico di cannella macinata, un pizzico di pepe (facoltativo). Amalgamare bene e aggiungere 50 g di pinoli (facoltativo).

Formare le polpette della grandezza desiderata e cuocere:

  • in brodo portato a bollore, per pochi minuti, servendole calde, dopo averle fatte ben sgocciolare, accompagnate da parmigiano grattugiato e salsa semplice di pomodoro preparata con gli odori
  • in una larga casseruola coperte di salsa di pomodoro abbastanza liquida (eventualmente allungata con un po’ di acqua o brodo) finchè non si è addensato il sugo
  • schiacciate leggermente, in una padella antiaderente, facendo formare una crosticina da ambo le parti
  • fritte in olio caldo: in questo caso le dimensioni delle polpette devono essere ridotte

Le polpette di mia suoceraLe polpette di mia suocera

Frappe e crestine di Carnevale

Carnevale non è ancora finito…

Le mie frappe-chiacchiere: 250 gr di farina, 50 gr di burro, due cucchiai di zucchero, una bustina di lievito per dolci, un tuorlo e un uovo intero, due cucchiai di rum, una bustina di vanillina, latte, sale, zucchero a velo.

Sciogliere il burro a bagnomaria. Setacciare la farina col lievito e porla a fontana. Al centro mettere zucchero, uovo e tuorlo, un pizzico di sale, la vanillina, il rum e il burro fuso ormai freddo. Lavorare bene e formare una palla. Stendere l’impasto col matterello utilizzando un tagliere oppure una tovaglia di stoffa cosparsi di farina. Ricaverete una sfoglia piuttosto sottile. tagliere oppure una tovaglia di stoffa cosparsi di farina. Ricaverete una sfoglia piuttosto sottile. Tagliare delle strisce larghe 2 cm. Friggerle in abbondante olio di arachidi ben caldo. Una volta fritte, spolverizzare di zucchero a velo. Eccovi infine le crestine, tipici ravioli dolci di Carnevale, che vi propongo nella delicatissima versione al forno, senza frittura.

Crestine di carnevale: 300 gr di farina, 200 gr di burro, 300 gr di ricotta di mucca, 1 bustina di lievito per dolci, un vasetto di nutella, marmellata di albicocche e ciliege, zucchero a velo vanigliato .

Lavorare insieme burro morbido a pezzetti e ricotta. Setacciare la farina col lievito e porla a fontana. Al centro mettere il composto di ricotta e burro, lo zucchero, un pizzico di sale, Lavorare bene e formare una palla, che metterete in frigorifero per 40 minuti. Stendere poi l’impasto col matterello utilizzando un tagliere oppure una tovaglia di stoffa cosparsi di farina. Ricaverete una sfoglia piuttosto sottile, alta circa ½ cm. Ritagliare tanto quadrati di lato cm.10. Farcire ogni quadrato con confettura o Nutella, quindi piegarli a triangolo e chiuderli bene. Disporre le crestine ottenute su una teglia coperta da carta da forno e cuocere 20 minuti in forno pre-riscaldato a 180°. Una volta cotte (saranno dorate), spolverizzare di zucchero a velo.

le ricette graditissime sono di cacaoamaro: nel suo blog si possono trovare molte altre ricette

Frappe … ancora frappe

ancora frappe

Procedere come per la ricetta precedente, impastando 300 gr di farina, un uovo, un cucchiaio di zucchero, un pizzico di sale, mezzo bicchiere di vino bianco, due cucchiai di olio.

Frappe

Battere due uova con due cucchiai di zucchero, aggiungere un pizzico di sale, 20 g di burro ammorbidito, due cucchiai di liquore (rhum-mistrà o altro) mescolato con un po’ di farina per non far bruciare le uova, 240 g di farina, la buccia grattugiata di limone.

Impastare e far riposare il panetto circa trenta minuti, anche in frigo.

Stendere la sfoglia molto sottile e ritagliare con la rotella dentata delle strisce da legare a fiocco.

Friggere in olio caldo e cospargere di zucchero a velo.

Dolcetti di Carnevale con ricotta

Dolcetti di Carnevale

Battere 5 tuorli d’uovo e 2 uova intere con 175 gr di zucchero, aggiungere 50 gr di burro ammorbidito, 200 gr di ricotta, 500 gr di farina e una bustina di lievito per dolci

Impastare bene e lasciar riposare per circa un’ora.

Fare sulla spianatoia dei cordoni e tagliare dei cilindretti di circa quattro cm (tipo gnocchi).

Friggere in olio caldo, asciugare su carta assorbente e cospargere di zucchero a velo o semolato oppure con miele e alchermes.

@

Questa ricetta mi è stata data tanti anni fa ed è molto tempo che non li faccio, ma assicuro la bontà.

C A R N E V A L E di PACE

C A R N E V A L E di P A C E

Pensavo a qualche ricetta di Carnevale, ai colori che fanno parte di questo periodo, ai coriandoli: a quelli che dovrebbero volare nei cieli del mondo e portare il loro messaggio di pace.

Ognuno di noi diventi coriandolo di pace nella vita di tutti i giorni perchè il senso profondo della pace non rimanga solo nelle parole e nelle bandiere, ma diventi atto e realtà.

Sento spesso rombare arei militari e anche il cielo rimane sconvolto da quel rumore che lo divide.

Non ho più voglia ora di scrivere ricette.

mondo di Paolo Grifantini

Pagina 1 di 11

XML Sitemap