domenica, 24 gennaio 2010

Mini-rollé di pollo

L’idea è nata dal voler preparare cosce di pollo ripiene…  fatte un po’ di ricerche in rete e  lette varie ricette dalle  quali ho tratto delle idee come www.cookaround.com e www.facebook.com, sono venuti fuori dei mini-rollé con il petto di pollo: troppo lungo, ho pensato, disossare le cosce di pollo.

Il risultato non è stato poi così male, anzi sono piaciuti molto.
Ecco la miaFarcitura preparazione.

Farcitura:
circa 200 gr di carne macinata di chianina insieme a due salsicce spellate appena rosolate con poco olio, un pezzetto di cipolla e due foglie di salvia, un pugno di pane grattugiato, 50 gr di emmenthal tritato insieme a 50 gr di prosciutto cotto, tre cucchiai di parmigiano grattugiato, un rosso d’uovo, un bel trito di maggiorana fresca, poco sale, pepe e una grattatina di noce moscata.

Assottigliare le fette di petto di pollo tagliandole ancora a metà nel senso dello spessore con un coltello ben affilato e batterle con il batticarne.
Per la quantità, ho considerato una fetta a testa: sette fette, oggi.
Ricoprirle con la farcia, formare dei “salamini” e legarli con lo spago da cucina. In una fondina mettere ancora rametti di maggiorana e timo, un pizzico di pepe, due cucchiai di olio evo e qualche cucchiaiata di vino bianco. Rotolarli nella marinatura, coprire il piatto e lasciare in frigo: io li ho tenuti per tutta la notte.
In una padella larga, scaldare pochissimo olio evo con uno scalogno tritato, rosolare la carne sgocciolata dalla marinatura avendo cura di non far bruciare il fondo di cottura. Aggiungere la marinatura e lasciar sfumare un paio di minuti, quindi sfumare ancora con una bella spruzzata di marsala secco. Lasciar cuocere girando ogni tanto per circa 20-25 minuti, aggiungendo all’occorrenza un po’ di acqua calda.
Togliere la carne dalla padella, lasciar raffreddare un po’, eliminare lo spago ed affettare ciascun mini-rollé a fettine di poco meno di un cm.
Nel fondo di cottura mettere un dadino di burro e un cucchiaino di farina setacciata. Mescolare bene con il mestolo di legno a fuoco dolce in modo da formare una salsina. Versarla ben calda sopra la carne e servire.

Li ho accompagnati con degli sformatini di patate e piselli in padella.



sabato, 23 gennaio 2010

Crostini di carne … senza fegatini

Scaldare una noce di burro e un pochino di olio con un pezzetto di  cipolla. Aggiungere circa due etti di carne di vitello macinata, un paio di salsicce fresche spellate ed, eventualmente una fettina di petto di pollo: rosolare per qualche minuto, aggiungere alcune foglie di salvia, salare e pepare. Al termine della  leggera rosolatura spruzzare con aceto bianco e vino bianco. Lasciar evaporare e aggiungere un cucchiaio di capperi sott’aceto. Far cuocere per una mezz’ora aggiungendo qualche cucchiaio di acqua calda se ce ne fosse bisogno.  Aggiungere, verso la fine, una fetta di prosciutto;  continuare a cuocere un pochino; se piace, mettere anche uno o due filetti di acciuga. Far raffreddare e macinare il tutto. Spalmare su crostini di pane raffermo leggermente tostato.

Questa è un’ottima alternativa ai classici crostini con i fegatini per chi non ama il fegato o per chi non può mangiarlo…


venerdì, 1 gennaio 2010

La galantina… senza gallina

Durante la cottura con un’ architettura di pesi …

I pesi per cuocerla … dopo la cottura di più di due ore

Appena cotta …ed infine oggi in tavola! In tavola


mercoledì, 30 dicembre 2009

Il salmì

Io adoro la carne in salmì, forse per quel gusto un po’ acetato e profumato che mi piace tanto!

Ci preparo la faraona, il coniglio, i piccioni, il fagiano … ma solo una volta!
L’importante, credo, sia avere la carne di ottima qualità e poi tanti aromi.

In genere faccio così:
Taglio la carne a pezzi piccoli, la lavo velocemente con acqua e aceto quindi la metto in una terrina con una bella cipolla tagliata a fette, una carota, due foglie di alloro, un cucchiaio di bacche di ginepro, alcune foglie di salvia, alcuni grani di pepe nero. Questi odori sono secondo me indispensabili, ma si possono anche aggiungere una costina di sedano,  un rametto di rosmarino, uno di timo, uno spicchio di aglio e due chiodi di garofano.
Copro tutto con un buon vino bianco secco (si può usare il rosso per il fagiano o per la faraona). Spruzzo con  il succo di mezzo limone che poi aggiungo alla marinata. Ancora un po’ di aceto e sigillo bene con la pellicola trasparente.

Lo stesso trattamento lo riservo, separatamente, ai fegatini. Non li metto insieme alla carne per non far prendere il sapore del fegato.

Dopo aver fatto marinare la carne e i fegatini per alcune ore – si può preparare tutto la sera e cuocere il giorno dopo – faccio ben sgocciolare dalla marinatura in uno scolapasta.
Intanto, in una pentola a fondo spesso, faccio scaldare olio evo con cipolla e poca carota tritate, faccio ben rosolare la carne e aggiungo gli stessi odori della marinatura, ma freschi insieme ad un cucchiaio di capperi dissalati o sott’aceto e un pezzettino di salsiccia sbriciolata.
Quando la carne è ben rosolata la salo, sfumo con il vino bianco (o rosso, come ho detto prima), spruzzo con succo di limone e faccio cuocere aggiungendo, eventualmente, un po’ di acqua calda. Verso la fine della cottura, a volte,  metto delle olive verdi e qualche pezzetto di sott’aceto. Olive e sott’aceti sono una variante gradevole.
Mentre la carne cuoce preparo anche i fegatini: li faccio ben scolare dalla marinatura e li cuocio con un pezzetto di burro, cipolla e foglie di salvia, aggiungendo anche qui una mezza salsiccia sbriciolata e un pizzico di sale. Spruzzo di limone, vino, marsala secco e poi metto un cucchiaio di capperi.
Frullo tutto grossolanamente.

Quando la carne è cotta, dispongo i pezzi in un piatto insieme alle olive e ai sottaceti; filtro il sughetto schiacciando sul colino in modo da togliere gli odori, ma non il loro profumo.
Parte del sughetto lo verso sulla carne e ne aggiungo un pochino alla salsa di fegatini.

Infine, nel piatto da portata, metto intorno delle  fette calde di pane abbrustolito e al centro la salsa di fegatini.
Volendo, si possono anche preparare dei crostini di pane abbrustolito spalmati con la salsa e disporre sopra ad ognuno un pezzo di carne, irrorando infine con il sughetto.


Ieri sera per cena: Coniglio in salmì


domenica, 8 novembre 2009

Rollé di chianina – Menu 8 novembre 2009

Far preparare dal macellaio una larga fetta di carne da arrotolare. Qui ho usato della carne di razza Chianina allevata nelle nostre zone.
Cuocere rapidamente in poco olio evo dei tronchettini di zucchine insieme ad uno spicchio di aglio; lessare  circa 150 gr di spinaci, scolarli e ripassare in una padella con una noce di burro. Insaporire con parmigiano grattugiato.
Preparare una frittatina sottile con due uova poco battute, parmigiano grattugiato, sale e un pizzico di pepe.
Ricoprire la carne con l’impasto di quattro salsicce crude, un trito di maggiorana e timo freschi, la frittatina, le zucchine, ciuffetti di spinaci ed, infine, delle fettine di prosciuttella.

Farcitura del rollé

Arrotolare la carne e legare con spago da cucina. Salare e pepare all’esterno.
In foto sono due fette che poi ho separato e cotto insieme in una pentola a fondo spesso.
Rosolare la carne in un fondo di olio evo e burro, cipolla tritata, uno spicchio di aglio, aggiungere, dopo la sigillatura, qualche fogliolina di maggiorana e timo e irrorare con vino bianco. Far sfumare il vino, incoperchiare e far cuocere per circa un’ora e mezza girando ogni tanto.

Rollé di Chianina in cottura

Il tempo di cottura dipende anche dal tipo di carne e dalla quantità.
Lasciar raffreddare e tagliare a fette non molto sottili. Disporre in una pirofila o un piatto da portata ben coperto.
Scaldare bene il fondo di cottura facendolo ritirare e versarlo bollente sulle fette.
Servire con verdure cotte, funghetti trifolati, patatine arrosto o puré di patate.

Riferimento: il-menu-di-oggi-8-novembre


domenica, 8 novembre 2009

Arista all’uva e nocciole – Menu 8 novembre 2009

Rosolare da tutte le parti  un pezzo di arista (circa un kg e mezzo) – precedentemente legata con spago da cucina, salata e pepata –  in un fondo di olio evo e  burro ben caldi.

Sigillatura dell'arista

Aggiungere mezza foglia di alloro e irrorare con abbondante vino rosso – ho usato Sangiovese di Bettona -  e mezzo bicchiere di marsala secco. Quando non si avverte più l’odore di alcool, incoperchiare e cuocere per poco più di mezz’ora. La carne deve essere cotta, ma è bene non esagerare con il tempo di cottura, altrimenti si rischia di farla diventare stoppacciosa.

Far raffreddare e affettare. Disporre in una pirofila e coprire.

Poco prima di servire, aggiungere al fondo di cottura un pezzettino di burro e un cucchiaio di maizena, quindi  dei chicchi grandi di uva nera Red Globe e delle nocciole tritate grossolanamente;  far cuocere qualche minuto.

Uva nera varietà Red Globe

Mettere i chicchi sopra la carne; far addensare ancora il sughetto, quindi irrorare tutta la carne.

Arista all'uva e nocciole

Riferimento: il-menu-di-oggi-8-novembre-2009


sabato, 29 agosto 2009

Appunti sparsi: Salsa tonnata per vitello

Perchè appunti sparsi?
Ricordi di cucina e non solo di quest’agosto bollente…

Di solito preparo questa salsa per il vitello tonnato in versione semplice.

Cuocio un pezzo di vitello, in genere girello, con pochi odori, olio, sale e pepe, mezzo bicchiere di vino bianco, nella pentola pressione, possibilmente la sera prima in modo da far ben raffreddare la carne e poterla affettare sottilmente.

Per la salsa frullo, dopo averlo ben scolato, il  tonno di un vasetto più o meno grande secondo la quantità che devo preparare insieme ad un cucchiaio di capperi sott’aceto passati sotto l’acqua e scolati, alcune foglie di prezzemolo e mezza acciuga dissalata o una puntina di pasta di acciughe. Spruzzo con il succo di limone e amalgamo, poi, con due cucchiai di  maionese.

Dispongo le fettine di carne in un piatto piano da portata, metto un pochino del sugo di cottura filtrato e ricopro abbondantemente con la salsa.

Guarnisco con foglioline di prezzemolo, capperi e fettine di limone.

E’ importante prepararlo in anticipo perchè la carne si insaporisce meglio.
Basta tenerlo in frigo ben coperto e toglierlo almeno un quarto d’ora prima di mangiare.

E’ un piatto veloce da fare, e che si può tenere pronto, soprattutto in questi giorni di caldo infernale.

A volte riciclo anche del rosbiff avanzato oppure, se non ho tempo, ne compro alcune fette già pronto in un’ottima rosticceria vicino casa e poi preparo solo la salsa.


sabato, 29 agosto 2009

Appunti sparsi: Fagiano

Perchè appunti sparsi?
Ricordi di cucina e non solo di quest’agosto bollente…

Non ho mai cucinato il fagiano, ma avendone regalato uno ai miei suoceri, la scorsa domenica mi son presa l’impegno di prepararlo.

Mi sono documentata leggendo varie ricette in rete e alla fine, riassumendo le varie idee, ecco il resoconto: la sera prima, il fagiano, già ben pulito e lavato, è stato tagliato a pezzi non molto grandi da Sergio… io non sopporto molto fare questo lavoretto e non mi viene neanche bene…

In una ciotola ho messo i pezzi di carne con vari aromi ed odori come per il salmì: un cucchiaio di bacche di ginepro, un pezzo di cipolla, uno di carota, una costa di sedano, mezzo scalogno, due spicchi di aglio, foglie di salvia, un bel pizzico di timo, una stecca di rosmarino, un rametto di prezzemolo, due foglie di alloro, mezzo limone strizzandone prima il succo sopra la carne, un pizzico di pepe.
Ho ricoperto il tutto con vino rosso Sangiovese e sigillato bene il piatto con la pellicola trasparante per non far disperdere il profumo degli aromi.

La carne è stata così in frigo a marinare fino al mattino successivo quando ho versato il tutto nello scolapasta, tolto i vari odori e lasciato ben sgocciolare.
Successivamente, ho salato moderatamente e avvolto ogni pezzetto con una fettina di pancetta tesa stagionata fissandola con uno stecchino di legno.
La carne del fagiano è abbastanza asciutta e la pancetta l’ha ammorbidita.

In una pentola con fondo pesante ho messo due-tre spicchi di aglio con qualche cucchiaio di olio evo, ho fatto imbiondire appena e rosolato la carne aggiungendo alcune foglie di salvia e una di alloro, un pezzetto di buccia di limone.
Dopo la rosolatura ho spruzzato con vino bianco e fatto cuocere per quasi due ore girando, ogni tanto e delicatamente i pezzi di carne per non far “scappare” la pancetta.
Al termine della cottura il tutto deve risultare morbido e con un sughetto ristretto, ma non sbruciacchiato.

Sembra che l’esperimento sia riuscito perchè hanno tutti gradito!

Le ricette che ho consultato in rete:
- www.cucinaericette.it/ricetta-fagiano-alla-fiorentina
- www.cucinare.meglio.it/ricetta-fagiano_in_salmi
- www.cookaround.com


venerdì, 21 agosto 2009

Appunti sparsi: Arista al finocchietto selvatico

Perchè appunti sparsi?
Ricordi di cucina e non solo di quest’agosto bollente…

Scaldare un po’ di olio extra vergine di oliva in una pentola alta. Tagliare in due-tre pezzi uno scalogno; aggiungere una piccola costa di sedano,  un pezzetto di carota, uno spicchio di aglio e un pezzetto di cipolla.
Mettere il pezzo intero di arista, circa un chilogrammo, farla ben “sigillare” da tutte le parti; rosolare bene, salare e pepare leggermente.
Versare un bicchiere di vino bianco e mezzo bicchiere di aceto balsamico.
Continuare a la cottura per una quarantina di minuti.  A cottura ultimata lasciar raffreddare; tagliarla a fette sottili e deporle in un piatto stretto e fondo, ricoprendo le fette di abbondante finocchietto selvatico fresco tagliato grossolanamente e  del sugo di cottura  filtrato in un colino. Lasciare insaporire almeno un’ora prima di servire.

Io uso anche la pentola a pressione: chiudo la pentola un paio di minuti dopo aver messo i liquidi e lascio cuocere per circa 25-30 minuti.

Cena di giovedì 20 agosto a casa dei genitori di S.
Insalata di frutta e verdura, prosciutto, pane al formaggio, pane con le noci
Parmigiana di melanzane
Arista al finocchietto selvatico
Peperoni e cipolle al forno
Muffins dolci con pera, mela e pinoli


lunedì, 27 luglio 2009

Tris di Salse per bistecche

Il tutto nasce da un surgelatore pieno di cibo da smaltire e noi … siamo solo in due!
Verso le quattro del pomeriggio, S. mi dice: «Abbiamo due belle bistecche da mangiare»
«Bene – rispondo – portale su per scongelare così stasera le cuciniamo, intanto vado dall’elettrauto per vedere se l’auto è pronta.»
L’auto non è pronta e non solo … per sostituire un pezzo ci vorranno più di 400 euro!

Beh, comunque non me la prendo per questo, ho cose più importanti e dure da accettare cui pensare in questo periodo e, per scaricare la tensione, comincio a pensare alla carne e come prepararla. Non sono una divoratrice di carne e devo trovare sempre qualcosa che l’accompagni.

Mi metto in cucina e intanto scopro che le bistecche di S. non sono bistecche, ma solo fette di vitello tagliate un pochino alte; non rinuncio però alle idee che mi sono saltate in mente: fare una salsina di accompagnamento alla carne cotta sulla piastra.
Ricordo che l’altro ieri, facendo un po’ di pulizia di fogli e fogliettini, dietro uno scontrino fiscale ho ritrovato scritto, sicuramente copiato da una rivista mentre ero dalla parrucchiera, Salsa per bistecche.
Recupero la ricetta trascritta e salvata nel PC e mi metto all’opera.

La ricetta, della pubblicità di VanDrie Group, è questa:
50 gr di olive nere
50 gr di olive verdi a pezzettini
2 spicchi di aglio
1/2 cipolla tagliata fine
1 pomodoro a cubetti oppure frullato in olio
Bistecche infarinate e pepate e cotte in burro

Al solito ho cambiato qualcosa: non ho messo le olive nere perchè non le amo particolarmente, tranne quelle invernali condite con scorza d’arancia e semi di finocchio, ho salato i cubetti di pomodoro e li ho lasciati sgocciolare così come i filetti di cipolla. Ho aggiunto anche due foglie di basilico spezzettato.

Poi ho pensato che un tris di salse sarebbe stato migliore per la povera carne e ho riletto la ricetta della Crema di peperoni nel blog Lost in Kitchen  per prepararla. Purtroppo, però senza nocciole che non avevo e ho sostituito con pinoli e qualche mandorla.

Girando un po’ in rete ho trovato la Salsina di maionese e yogurt bianco con erba cipollina, ricordando di averla preparata altre volte.
Quasi immediata da preparare se si ha un po’ di maionese in casa… non avendo tempo di farla da soli.

Ecco le salse sono ad insaporirsi in frigo e tra poco vi dirò se le due “finte” bistecche si sono impreziosite!

Tris di Salse per bistecche

Risultato: OTTIMO, secondo S.