Venerdì Santo

VENERDI’ SANTO

Venerdì di silenzio, di lacrime e agonia
Anche la folla in strada ha spento la sua voce
Arriva da ogni vicolo una mesta litania
Ed a ciascuno sembra di portare una croce

Venerdì santo, un giorno che fa stringere il cuore
Di chi soffre la pena di un’esistenza ingrata
Che ti strappa gli affetti, ti ruba le parole
Per poter dire quello che la vita non ti ha dato

Venerdì santo, si spengono tra fumi di candele
Gli ultimi desideri di un mondo che non crede
Che possa ancora esistere chi in un tempo crudele
Vive quest’ora mesta abbracciando la sua fede

© Sergio Tardetti 2019

Venerdì Santo

23 SETTEMBRE 1986

Sergio ed io… OGGI SONO 31!

Sergio Tardetti, 23 settembre 2016 alle ore 10:09 su FACEBOOK

Esattamente trenta anni fa, l’incontro della mia vita con la mia Vita… E’ a lei che dedico questo ricordo

23 SETTEMBRE 1986

L’immagine del tuo primo sorriso
Resta impressa nel fondo dei ricordi
Come l’impronta lieve nella sabbia

Salivi quelle scale. Impertinente
Il sole di settembre illuminava
La danza del pulviscolo nell’aria

Ero lì che attendevo non so cosa
O non so chi, ma certo non un sogno
Non un domani, non una visione

Intravista altre volte attraversare
Il corridoio della delusione
Senza farsi raggiungere o toccare

Attendevo, ma il cuore non pensava
Che un sogno si avverasse, o la speranza
Prendesse corpo e salisse quelle scale

Per annullare la mia riluttanza
E ricondurmi a vivere il ricordo
Che a volte colorava la mia stanza

Dell’amore che avrei incontrato un giorno

San Valentino 2017

Trenta anni fa, il nostro primo San Valentino… ricordi, Teresa?

CHIAMALO COME SAI

Non stupirti se a volte mi manchi
Se la distanza è colma di dolore
Se il tempo si fa ostacolo ai rimpianti
Se fra i silenzi aritmici del cuore
Scompari e poi riappari e non dai tregua
Che nell’istante in cui ti sento accanto

Non stupirti se a volte la tua assenza
Lascia più vuoto di quanto supponi
Se ci sei c’è anche il mondo, e l’esistenza
Riprende il proprio corso, e si rinnova
Lo stupore degli occhi nei tuoi occhi
E ogni cosa il suo senso ritrova

Non ti meravigliare quando provo
A trovare risposta alla domanda
E seguito ogni istante a legger dentro
I segni che alla vita danno forma
E riconosco dei tuoi passi l’orma
Leggera che mi imprimi sopra il cuore

Chiamalo come sai, chiamalo amore

San Valentino 2017
Ristorante dei Consoli

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