A NOCERA UMBRA

Fontana a Nocera Umbra
ACQUA fonte di VITA

A Nocera Umbra per un paio di giorni in occasione del Palio dei Quartieri.
Piccola e bella vacanza, come al solito, a due passi da casa!
Siamo stati ospiti dell’Hotel Europa situato a pochi minuti a piedi dal bel centro storico della città ora ricostruita e restaurata.
L’accoglienza in Hotel è stata ottima e i nuovi gestori, siciliani, sono stati molto gentili e disponibili. La Sig.ra Cettina, al nostro arrivo verso le 13.00, pur non avendolo prenotato, ci ha messo a tavola poco dopo con un ottimo pranzo e, in particolare, una pasta alla Norma eccezionale.
La visita di Nocera, il corteo storico del 6 sera e l’atmosfera di questi giorni sono stati veramente gradevoli e ripeteremo!

La cucina della sig.ra Cettina
La cucina della sig.ra Cettina

2 LUGLIO 2019

Oggi è il nostro anniversario di matrimonio, sono trascorsi 31 anni da quel 2 luglio del 1988. 31 anni con tutte le loro gioie, i loro dolori, i loro ricordi. Ne abbiamo fatte tante di cose, ne abbiamo vissute tante, eppure questo tempo è volato via leggero, tanto da non rendercene conto. Voglio dedicare a Teresa la poesia che ricorda quel giorno e che, come sempre, festeggeremo a metà, perché capita sempre in tempo di esami. Qualche sera fa, tornando a casa, passava per la radio una canzone, quella che entrambi, l’uno all’insaputa dell’altro, abbiamo scelto come la “nostra” canzone. Voglio chiudere con le sue parole: “A te che sei, semplicemente sei, sostanza dei giorni miei” …

DUE LUGLIO

Mi chiese se volevo rispettarti
Amarti, perdonarti, preoccuparmi, 
Per quanti anni ci fossero concessi

“Sì”, fu la mia risposta, troppo breve
E con quel tono un po’ di circostanza
Ma c’era il luogo e l’ora che incombeva

E quella folla in fibrillante attesa
Pronta a sciogliersi in lacrime e in abbracci
E a chiedere insistente un nostro bacio

Suggello di un’impresa troppo audace
Che prendeva l’abbrivio in quell’istante
Per arrestarsi al termine del Tempo

Avrei voluto dire altre parole
Oltre quel sì, ma forte l’emozione
Mi stringeva la gola e tratteneva

I pensieri già pronti a traboccare.
E poi quel luogo che non ci consente
Altre risposte o ammette altre domande

“Sì”, fu la tua risposta, lo ricordo
Come se fosse adesso, scandita
In mezzo al mormorio di quella gente

Ferma, decisa, un gesto di coraggio
Come ne occorre a volte nella vita
Per andare oltre l’uno ed oltre il due

Poi mi chiese di prendere l’anello
E mettertelo al dito, risplendeva
Sotto la luce di un fervente luglio

Fu in quell’istante che si fermò il tempo
A separare passato e presente 
L’uno non era più, l’altro c’è ancora

E ogni giorno quel giorno si rinnova

© Sergio Tardetti 2019

Venerdì Santo

VENERDI’ SANTO

Venerdì di silenzio, di lacrime e agonia
Anche la folla in strada ha spento la sua voce
Arriva da ogni vicolo una mesta litania
Ed a ciascuno sembra di portare una croce

Venerdì santo, un giorno che fa stringere il cuore
Di chi soffre la pena di un’esistenza ingrata
Che ti strappa gli affetti, ti ruba le parole
Per poter dire quello che la vita non ti ha dato

Venerdì santo, si spengono tra fumi di candele
Gli ultimi desideri di un mondo che non crede
Che possa ancora esistere chi in un tempo crudele
Vive quest’ora mesta abbracciando la sua fede

© Sergio Tardetti 2019

Venerdì Santo

23 SETTEMBRE 1986

Sergio ed io… OGGI SONO 31!

Sergio Tardetti, 23 settembre 2016 alle ore 10:09 su FACEBOOK

Esattamente trenta anni fa, l’incontro della mia vita con la mia Vita… E’ a lei che dedico questo ricordo

23 SETTEMBRE 1986

L’immagine del tuo primo sorriso
Resta impressa nel fondo dei ricordi
Come l’impronta lieve nella sabbia

Salivi quelle scale. Impertinente
Il sole di settembre illuminava
La danza del pulviscolo nell’aria

Ero lì che attendevo non so cosa
O non so chi, ma certo non un sogno
Non un domani, non una visione

Intravista altre volte attraversare
Il corridoio della delusione
Senza farsi raggiungere o toccare

Attendevo, ma il cuore non pensava
Che un sogno si avverasse, o la speranza
Prendesse corpo e salisse quelle scale

Per annullare la mia riluttanza
E ricondurmi a vivere il ricordo
Che a volte colorava la mia stanza

Dell’amore che avrei incontrato un giorno