Straccetti di bistecca di maiale con patate e mela all’aceto balsamico profumati con erbe aromatiche

Il mio amore ha avuto seri problemi di salute: ora per fortuna le cose stanno andando sicuramente meglio e la mia preoccupazione si sta un po’ dissolvendo come la neve con la pioggia …

Oggi ho preparato un buon pranzetto:

» Tortelloni di ricotta e spinaci al ragù

Classici tortelloni con ripieno di ricotta, spinaci ripassati in padella con poco burro e sale, aromatizzati con noce moscata e mescolati con ricotta di pecora e abbondante parmigiano grattugiato.

Per la “piegatura” dei tortelloni consultare gennarino !

Ragù tipo bolognese con sedano, carota, cipolla, carne mista di vitello e di maiale macinata, con l’aggiunta di poco pomodoro e  funghetti trifolati. Cottura lenta in tegame di coccio.

» Straccetti di bistecca di maiale con patate e mela all’aceto balsamico profumati con erbe aromatiche.

Tagliare a tocchetti le bistecche e insaporirle, almeno per un’ora, con finocchio, rosmarino, aglio, timo, salvia, allorosale e pepe.

In una padella antiaderente mettere poco olio d’oliva, aglio e rosmarino e far cuocere rapidamente a fuoco vivo, sempre mescolando, dei tocchettini di patate (una patata media per ogni bistecca).
Aggiungere i pezzetti di bistecca e cuocere in modo che si coloriscano bene, sempre mescolando e agitando la padella.

Aggiungere dei tocchetti di mela verde e, quando anche questi avranno preso un bel colore, togliere patate e mela e disporle in un piatto da portata, lasciando un vuoto al centro.

Versare nella carne due cucchiai di aceto balsamico, far evaporare rapidamente e mettere al centro del piatto.

Servire subito.

I tempi di cottura sono molto brevi: circa 20 minuti per tutto.

Distretto di Polizia 5

Martedì sera (22/11/2005) si è conclusa la 5^ edizione della fiction tv "Distretto di Polizia 5". Rispetto alle altre serie tv banali e ormai passate di successo come "Elisa di Rivombrosa", di cui è stata ostinatamente prodotta la seconda edizione solo perchè qualche milione di telespettatore in più è stato a "rimbabirsi" tra travagliate storie d’amore e paradossali vicende belliche, a dispetto di altre molto più profonde e realiste come "Cuore contro cuore", "Distretto di Polizia 5" è indubbiamente il miglior prodotto televisivo da cinque stagioni televisive ad oggi. Proponendo nel corso di tutte le quattro precedenti edizioni quotidiane vicende di ordine criminale, che rispecchiano sempre vicende realmente accadute, l’edizione appena terminata rimarrà sicuramente impareggiabile. Un eccelente cast di attori, prima fra tutti Claudia Pandolfi, è stato al centro di una vicenda sconvolgente che,oltre che nel piccolo schermo, si verifica nel mondo reale: l’Ecomafia.L’organizzazione criminale più temuta d’Italia,infatti, ha scoperto anche il mondo dei rifiuti tossici, il cui smaltimento è davvero redditizio. Le discariche ideali per questo tipo di rifiuti sono state individuate in campagne, rive dei fiumi, insomma qualsiasi ambiente naturale. Sembrerebbe una nobile azione quella della Mafia, invece a causa di questa illecita attività sono aumentati nelle zone teatri di tale scempio i casi di leucemia, specie infantile. Distretto di polizia 5 ha affrontato questa dura problematica, rivelando come anche a tale dannoso reato ai danni dell’umanità partecipi anche il mondo il politico, sottolineando il fatto che questi criminali siano spesso protetti da connivenze altolocate. La fiction si è conclusa con l’arresto degli "ecomafiosi", il cui più eclatante è quello di un rispettabilissimo capo Procuratore della repubblica, vicino agli uomini del distretto "Decimo Tuscolano". La puntata si è inoltre chiusa con l’annuncio del trasferimento del commisario Giulia Corsi a Trieste, che ha voluto seguire per amore il compagno Capitano dei carabinieri Davide Rea(Giampaolo Morelli). Chi succederà all’eccellente figura umana e professionale del Commissario Corsi?

Personalmente, punto ad un ritorno di Isabella Ferrari (in ddp è il commissario Giovanna Scalise).

Ci risentiamo alla prossima edizione….

 

Conventiculum

Commento personale sul libro ”Il Signore degli Anelli”

Il libro di cui volevo parlare è appunto “Il Signore degli Anelli”. Sono sicura che molte persone hanno visto il film al cinema, ma sicuramente non hanno letto il libro. Quest’ultimo ovviamente è molto più dettagliato e lungo del film e sicuramente molti penseranno che è solo un “mattone” noioso e pesante da leggere. Invece secondo me è un libro veramente magnifico, perchè è ricchissimo di descrizioni accurate che fanno figurare nella mente del lettore tutti i luoghi e le situazioni presenti nel film.

Mi ha fatto rimanere col fiato sospeso ad ogni pagina e me lo sono letteralmente divorato in due settimane. Oltre alla storia in sè per sè, questo libro ha anche un significato nascosto, una specie di messaggio che l’autore (John Ronald Reuel Tolkien) ha voluto inviare a chi avesse letto il libro con attenzione. Forse il linguaggio può sembrare un po’ difficile per chi non è abituato a leggere, ma piano piano si impara a comprenderlo abbastanza bene.

Il libro l’ho letto solo dopo aver visto il film e all’inizio devo dire che anch’io ero scettica a riguardo, ma poi, quando l’ho letto, non ho potuto fare altro che ricredermi.

Voglio consigliarlo a chiunque perchè,oltre che essere appassionante e avventuroso, ha(come tutte le cose) anche un significato nascosto da cui tutti abbiamo qualcosa da imparare. E poi, per i grandi appassionati di saghe fantasy come me, sarà assolutamente irresistibile…….

By Sara ’90

la storia DALL’IMPERO DI CAIO MARIO AL PRINCIPATO DI AUGUSTO

Nella guerra contro Giugurta, Re africano, il Senato romano inviò a capo delle truppe CAIO MARIO, un nuovo console di origine laziale.Prima di partire per l’Africa Caio Mario volle fare alcune modifiche all’esercito; decise, infatti, che potevano arruolarsi non solo coloro che avevano disponibilità economiche per comprarsi un’armatura, ma anche i nullatenenti, purchè volontari. inoltre, i soldati che prestavano servizio per sedici anni; sarebbero stati “rimborsati” con denaro e appezzamenti agricoli. Così, con l’esercito rinnovato, Mario partì per l’ Africa, dove riuscì a sconfiggere Giugurta. Tornato in patria, rimase console per 5 anni, nel corso dei quali venne proclamato SALVATORE DELLA PATRIA. Infatti, egli era riuscito a sconfiggere i CIMBRI e i TEUTONI, due popolazioni germaniche che vennero sconfitte i primi nel 101 a. c. presso Vercelli, i secondi  nel 102 a. c.  ad Aque-Sixtiae. in seguto , però, il senato si dimostrò sempre molto ostile verso Mario ed il suo partito di popolari, così decise di ritirarsi momentaneamente dalla politica. In seguito, a Roma, venne ucciso LIVIO DRUSO, un tribuno della plebe, che chiedeva al senato di concedere agli alleati italici la cittadinanza romana. Sparza la notizia, ad Ascoli Piceno scoppiò una rivolta degli alleati, chiamati SOCII. La rivolta, venne messa a tacere da LUCIO CORNELIO SILLA un esponente del senato. L’occasione di scontro tra Silla e Mario, fu la guerra in Oriente contro MITRIDATE, Re del Ponto; quest’ultimo, infatti, aveva ucciso tutti i cittadini italiani e romani che risiedevano nelle provincie d’Asia e Grecia. Il senato aveva affidato l’esercito a Silla, ma i popolari volovano che fosse affidato a Mario. Silla, però, era pronto a partire, ma tornò a Roma per combattere il suo nemico; infine, sconfitto Mario, Silla partì per l’Oriente, dove nell’85 annientò il nemico, costringendolo ad un accordo di pace.Nell’83, tornò a roma, dove usò l’esercito oer sterminare tutti i seguaci di Mario……

…. la lezione sta finendo, aggiornerò molto presto l’articolo sopra!
costy ’90

continuo:
Alla fine dell’82, uscito vincitore anche da questa battaglia, Silla si fece nominare DITTATORE SENZA LIMITI DI TEMPO (quando solitamente un dittatore rimaneva in carica per circa 6 mesi) con potere di LEGIFERARE (emanare leggi).
cCon questi poteri, volle restaurare l’antica Repubblica, restituendo i poteri unicamente al senato e all’aristocrazia. Per  “l’unità dello stato” fece adottare le LISTE DI PROSCRIZIONE con cui chiunque poteva uccidere i suoi avversari ed incamerarne i beni. Introdusse anche altri 300 membri all’interno del senato, portando il loro numero da 600 a 900; tolse ogni potere al tribunato della plebe; abolì la distribuzione di grano a prezzo ridotto; rese più rigido il CURSUS HONORUM; allargò il POMERIUM, ovvero il confine sacro della città, ai fiumi Magra e Rubicone.
Infine,però,il progetto di Silla,insieme alle sue riforme, fu costretto a fallire: il senato non era più in grado di controllare tutti i territori di Roma, a causa della loro espanzione.
Alla morte di Silla, si affermò GNEO POMPEO. Costui, era un uomo nobile e ricco, a cui era stata affidata la missione di placare una rivolta in Spagna. Mentre Pompeo aveva la meglio sui rivoltosi iberici, a Roma vi fu una rivolta di schiavi, messi però a tacere da MARCO LICINIO CRASSO. Molti schiavi furono uccisi, ma molti altri fuggirono al nord, dove vennero intercettati dalle truppe di Pompeo, il quale si sconfisse definitivamente. così, il nuovo generale potè vantare due meriti: la sconfitta dei rivoltosi spagnoli e, insieme a Crasso, lo sterminio degli schiavi insorti in città.Nel 70, Pompeo diventò poi console e si alleò con Crasso e il suo partito di popolari.Molto importante per la carriera di Pompeo, fu la sua vittoria contro i PIRATI. Essi, dalla loro terra, la Cilicia, intercettavano tutte le navi che portavano scorte alimentari a Roma, dove di conseguenza aumentavano i prezzi e vi era pericolo di carestie ed epidemie. Per sconfiggerli, Pompeo fu rivestito, dal senato, da poteri speciali con cui era a comando di tutte le coste del Mediterraneo. questi stessi poteri, gli furono dati in seguito, per annientare definitivamente Mitridate, Re del Ponto, già sconfitto in passato da Silla. grazie a quest’ennesima vittoria, Pompeo riuscì ad estendere il dominio romano anche in Oriente.

Successivamente, tra il 64 ed il 62, troviamo la figura di LUCIO SERGIO CATILINA. Costui, si era candidato come console già due volte, ma con insuccesso; poi, a causa del suo morboso desiderio di diventare console e di cambiare completamente la politica di roma, perse l’appoggio dei suoi sostenitori: Crasso e Cesare. convincendo poi, molta gente che la sua idea fosse giusta, riuscì a mettere in piedi un vero e proprio esercito, con il quale avrebbe voluto attaccare la città di Roma. lLa congiura, famosa appunto come LA CONGIURA DI CATILINA, venne scoperta da CICERONE, e Catilina venne sconfitto, e nel 62 morì a Pistoia.

Il conflitto tra Pompeo ed il Senato, si accentuò quando il generale chise a gran voce alle istituzioni romane, la concessione delle terre ai suoi veterani. Il senato, si oppose e i dissapori tra i due si fecero molto più aspri, ma tra loro emerse una nuova figura: CAIO GIULIO CESARE, parente di Caio Mario e discendente delle GENS IULIA. Cesare propose un’alleanza a Pompeo, la quale si estese poi, anche a Crasso.

I tre, diedero vita al PRIMO TRIUNVIRATO, in cui i protagonisti, chiamati TRIUNVIRI, progettavano di spartirsi i poteri per governare spensieratamente i territori romani. diventato console, cesare mantenna le promesse fatte ai due colleghi, infatti concesse le terre ai veterani di Pmopeo, e abbassò di un terzo il canone sulle imposte asiatiche per favorire Crasso. Per sè, invece volle partire alla conquista della GALLIA CISALPINA su cui da tempo aveva messo occhio.
L’occasione per Cesare non mancò; infatti, gli Elvezi, un popolo germanico, avanzavano ogni giorno di più in prossimità della Gallia, e cesare, sconfiggendoli, si propose DIFENSORE DELLA LIBERTà DEI GALLI. intanto, i suoi legionari acqustavano potere, ed in breve tempo conquistarono il territorio gallico, imponendo l’influenza romana. nel 53, alcuni Galli, guidata da VERCINGETORIGE, insorsero, ma vennero del tutto sconfitti; in quell’oiccasione, la gallia fu completamente sottomessa a Roma.

Spaventato dai grandi poteri di Cesare, il senato chiese aiuto a Pompeo, il quale non potendo ignorare la situazione, passò dalla parte del senato, alleandosi quindo con il nemico. per questo motivo, il triunvirato entrava in crisi e i tre triunviri si riunirono a lecce nel 56. qui fu deciso che cesare sarebbe rimasto in gallia per altri 5 anni, mentre Pompeo sarebbe andato in Spagna, e Crasso in Oriente, per combattere contro i PARTI (dove morì durante una battaglia). I patti però non vennero rispettati da pompoe il quale rimanendo a Roma, entrò in contrasto con Cesare. Così, dopo lo scioglimento del triunvirato, a Roma vi erano ogni giorno spargimenti di sangue tra i seguaci di Cesare e i sostenitori del senato. per questo, pompeo venne nomineto CONSOLE SENZA COLLEGA, ovvero capo assoluto dello stato. Lo scontro, nacque nel 49, quando Cesare entrò a Roma; molti consoli, tra cui pompeo, fuggirono in Grecia, ma qui furono nuovamente attaccati da Cesare e il generale Pompeo fuggì in Egitto. Qui fu assassinato su ordine di TOLOMEO, re egiziano, fratello di CLEOPATRA. arrivato in Egitto, Cesare trovò il gesto di Tolomeo molto vile e si alleò con sua sorella nella contesa tra i due per il trono egiziano. Cesare, oltre che ad aiutare Cleopatra, mirava anche ad assicurarsi il controllo di un paese che era in grande produttore di grano.

 

terza parte:

Successivamente(45a.c.),Cesare si fece nominare DITTATORE SENZA LIMITI DI TEMPO, TRIBUNO DELLA PLEBE E CONSOLE SENZA COLLEGA. Il suo obiettivo, non era quello di instaurare una monarchia, ma quello di riformare lo stato, attuando alcune riforme:
-l’aumento di pretori e questori;
-una tassa che ogni provincia doveva pagare per evitare di essere eccessivamente sfruttata;
-la diminuzione della disoccupazione per i plebei, impiegandoli in lavori pubblici.
In seguito a queste riforme, cesare cercò di evitare ogni piccolo conflitto con il senato e aumentò il suo numero a 900. mise in movimento anche una riforma di pace, graziando tutti i nemici che chidevano perdono. Purtroppo, però, anche questo progetto fallì:parte del senato, infatti, non mise mai da parte l’ostilità e l’odio nei confronti di Cesare, il quale era visto da alcuni (perfino dal figlio adottivo BRUTO), come un tiranno e un nemico della repubblica.Fu proprio quest’ostilità, che portò all’assassinio di Cesare per mano di una congiura,”capeggiata” da CAIO CASSIO e GIUNIO BRUTO,la quale colpì il 15 Marzo 44a.c..Con l’assassinio di Cesare, i congiurati speravano di aiutare la repubblica, avendo sconfitto quello che per loro era un nemico; di tutta risposta, invece, il popolo si schierò contro di loro, a causa del testamento che Cesare aveva scritto, il quale premiava i plebei ed i legionari con 300 monete d’oro ciascuno e lasciava tutta la sua eredità a GAIO OTTAVIO figlio della sorella Giulia.
Il popolo, immensamente grato a cesare per il suo gesto, costrinse i congiurati a fuggire e Cassio e Bruto scapparono in Oriente.
intanto, MARCO ANTONIO, braccio destro di Cesare, era diventato l’uomo politico più importante di Roma, ma fu contrastato da Gaio Ottavio, chiamato poi, OTTAVIANO. Quest’ultimo, lasciò l’epiro per dirigersi a Roma, dove cercò di accaparrarsi la simpatia dell’esercito di Cesare e del SENATO, il quale fu appoggiato da Ottaviano nella guerra contro Marco Antonio, il quale voleva diventare PROCONSOLE della Gallia cisalpina.
Finata la guerra, però, ottaviano decise di riaccostarsi ad Antonio, con il quale stipulò un trattato di pace e mise in atto il SECONDO TRIUNVIRATO. il nuovo accordo, consisteva nella divisione dei poteri, dell’esercito, e dei territori, ed era finalizzato per una nuova costituzione dello stato e la sconfitta dei CESARICIDI.
Così, a Roma comparsero di nuovo le liste di proscrizione (adottate in precedenza anche da Silla),con cui i triunviri sconfissero i congiurati; venne poi organizzata una spedizione in Oriente contro Cassio e Bruto, i quali furono definitivamente annientati nella battaglia di FILIPPI.
Raggiunto il primo obiettivo del triunvirato,tra ottaviano e Antanio emerse la rivalità per la conquista del potere. Così, mentre Ottaviano cercava di guadagnarsi la fadaltà delle truppe distribuendo loro delle terre, Antonio, innamoratosi di cleopatra, si stanziò in Egitto, dove stipulò molte alleanze con le popolazioni vicine. Iniziò un governo molto autonomo e con una concezione di potere, che andava contro le tradizioni e la politica di Roma. Prima di attaccare Antonio, Ottaviano volle infamarlo, spargendo voce che fosse divenuto un estraneo ai costumi e agli interessi di Roma; inoltre si pensava ch’egli volesse formare un impero orientale per sconfiggere quello romano.
la popolarità di Ottaviano, accrebbe quando questo annientò SESTO POMPEO, figlio di Gneo Pompeo il grande nemico di Cesare. In seguito, venne dichiarata guerra a Cleopatra, che ad Azio, fu sconfitta insieme all’esercito di Antonio. Sconfitti, i due fuggirono alla corte di Alessandria dove furono nuovamente attaccati dalle truppe di Ottaviano; qui, Cleopatra ed Antonio, si uccisero in preda alla disperazione. la loro morte, decretò, per Ottaviano, il potere assoluto su tutto l’impero romano.
A seguito della battaglia di Anzio, Ottaviano prese il nome di AUGUSTO e di PRINCEPS SENATUS; con tali titoli, divenne padrone di Roma, e diade il via all’epoca del PRINCIPATO.
Accettato da tutti, era per tutti i romani un punto di riferimento, ma ad egli si poneva un grande problema. Doveva scegliere un successore, ma il compito si fece più arduo quando alcuni dei possibili successori morirono prematuramente. Alla fine, propose TIBERIO, suo figlio adottivo. Alla morte di augusto, costui prese il potere, dando il via alla DINASTIA GIULIO-CLAUDIA. il suo vero padre, era CLAUDIO NERONO, della Gens Claudia, ma fu poi adottato da Augusto (figlio di cesare, a sua volta parente di caio Mario, quest’ultimo discendente di IULO, figlio di Enea), della Gens Iulia.
Tiberio, portò avanti la politica del suo predecessore, senza intraprendere nuove conquiste. Con l’aiuto di suo nipote, Gremanico, annientò i Germanici, stipulò un accordo con il popolo dei Parti a rinunciò al titolo di IMPERATOR. Purtroppo, per anni, cercò la collaborazione del senato, ma questo gli rimase sempre molto ostile.

FINE!!

Il codice Da Vinci

Emozionante, coinvolgente, mirato a creare suspence. Il codice Da Vinci è un libro discusso e criticato per il carattere quasi polemico che mette in discussione molti aspetti della religione e della sua storia. Evidenzia soprattutto gli errori della chiesa che sembra quasi non essere in rapporto con Dio. Parla di società, di sette religiose che esistono tutt’ora fondendo la verità con l’abile e persuasiva fantasia dell’autore.

E’ impossibile per un lettore ingenuo distinguere la verità dalla fantasia ed è per questo che l’individuale fede in Dio e negli insegnamenti della chiesa vengono turbati. in proposito a questa caratteristica del libro che ha contribuito ad attirare i riflettori della critica su di esso, sono stati scritti altri libri che si sono proposti di spiegare ai curiosi e storditi lettori gli enigmi veri o i dogmi inventati dall’autore.

Personalmente non ho intenzione di infangare l’idea che ho del libro. Preferisco non approfondire l’argomento dato che riconosco la professione di Dan Brown come scrittore e non come storico.

E’ importante, dunque, mantenere con le pagine un distacco che ci permetta di criticare e pesare il significato di ogni parola espressa in modo da non esserne ingannati o influenzati nella maniera sbagliata.

Merita tuttavia di essere gustato per la contorta e incata storia che ti spinge a risolvere personalmente gli enigmi che i vari personaggi si trovano a dover affrontare. Romanzo giallo ambientato nella romantica Francia e la bella Inghilterra che coinvolge e trova a complottare personaggi dalle personalità misteriose, da scoprire piano piano e che riescono a sconvolgere la trama stessa. ogni pagina è una continua sorpresa soprattutto perchè si intrecciano due storie destinate ad incontrarsi dopo aver viaggiato su binari paralleli.

Titti’90

la passione per la danza

A volte la danza viene classificata nella categoria sportiva, ma in verità non è proprio così; infatti parlando delle lezioni di danza viene in mente un’ora o due passate allegramente insieme alle amiche e all’insegnante…si c’è anche quello, ma in realtà la danza è una disciplina che pretende un serio lavoro da parte delle allieve. Rispetto agli altri sport, la danza è una disciplina individuale dove si pretende il massimo soprattutto durante audizioni, concorsi e spettacoli teatrali.

Un’importante rassegna in merito alla danza è il Festival Nazionale di danza in onore del maestro Renato Fiumicelli; questo spettacolo a livello nazionale si svolge ogni anno a Gubbio dove vengono rilasciate dalla giuria importanti borse di studio. Come ospiti, hanno partecipato le scuole con una grande fama come il San Carlo di Napoli e la Scala di Milano.

Il nostro consiglio è quello di provare questa bellissima attività che gratifica con ottimi risultati personali

danza

Eli&Cristi

Crema di porro e spinaci con polpettine

Cuocere circa 400 gr di spinaci con un po’ di sale per pochi minuti in pochissima acqua salata.

Pulire un porro e tagliarlo a rondelle,  strizzare gli spinaci,  tagliare una piccola patata a tocchetti, mettere le verdure in una pentola con poco olio. Stufare per pochi minuti mescolando, aggiungere una noce di burro e un cucchiaio abbondante di farina. Sempre mescolando aggiungere circa mezzo litro di latte e poi del brodo vegetale, anche di dado se non si ha di meglio. Far cuocere circa dieci minuti. Aggiustare di sale se è necessario. Lasciar raffreddare. Frullare il tutto con una frusta ad immersione oppure con il frullatore. Se la crema risultasse troppo solida  aggiungere ancora un pochino di brodo.

Intanto cuocere qualche pezzetto di carne mista, vitello, suino, pollo in poco olio e un pezzetto di burro con gli odori – cipolla, carota, sedano, una foglia di alloro e sale. Macinare la carne, aggiungere un uovo e un tuorlo, pane e parmigiano grattugiati, un pizzico di noce moscata
Con le mani preparare delle mini-polpette mettendo, per ognuna circa un cucchiaino abbondante di impasto. Tuffare le polpettine in brodo vegetale bollente, o acqua leggermente salata, finchè tornano a galla: bastano due o tre minuti.
Scolarle e metterle in un piatto. Riscaldarle un minuto nel microonde al momento di servire.

Disporre cinque-sei polpettine a persona nei piatti fondi e ricoprire con due mestoli di crema di spinaci ben calda.

Servire con parmigiano grattugiato.

Petto di pollo alle olive e pinoli

Tagliare a tocchetti il petto di pollo: considerare circa 100-150 gr a persona.

Per circa 400 gr di carne: far imbiondire leggermente un pezzo di cipolla tagliata a fettine sottili in una padella con olio d’oliva; aggiungere la carne e rosolare a fuoco vivo, girando continuamente affinchè non brucino; aggiungere sale, pepe, maggiorana tritata e un cucchiaio di pinoli interi o tritati grossolanamente. Mescolare e cuocere per circa dieci minuti.

Infine, aggiungere circa 100 gr di olive verdi snocciolate tagliate a fettine e 2-3 cucchiai di aceto balsamico. Tenere al fuoco ancora per un paio di minuti; mettere sul piatto da portata aggiungendo del basilico.

Sono ottimi anche preparati prima e serviti a temperatura ambiente.

Questa ricetta credo di averla presa da un programma televisivo o dal televideo alcuni anni fa: spero di non violare qualche copyright!

Crêpes ai funghi

Oggi ho preparato questo piatto, abbastanza scontato, ma sempre ottimo.

Preparare le crêpes, piuttosto grandi, e la besciamella, secondo la ricetta che si trova qui.

Cuocere circa 300 gr di funghi champignons a pezzetti con poco olio, uno spicchio di aglio, sale, un pizzico di pepe.

Imburrare una pirofila da forno, mettere sul fondo un po’ di besciamella, due  crêpes, ricoprirle con uno strato di fettine di prosciutto cotto tagliato sottile, fettine di formaggio, fontina o anche sottilette se non si ha di meglio, parmigiano grattugiato e besciamella.

Ancora uno strato di crêpes: ricoprire con  i funghi, precedentemente cotti, frullati grossolanamente con una salsiccia e prezzemolo, besciamella e parmigiano.

Ultimo strato:  crêpes ricoperte di besciamella fettine di formaggio e abbondante parmigiano. Mettere un pochino di latte negli angoli perchè, altrimenti, potrebbero rimanere troppo asciutte se la besciamella è piuttosto densa.

Infornare a 180° per circa trenta minuti, tenendo la pirofila coperta con un foglio di alluminio per  venti minuti; poi togliere il foglio e far gratinare bene la superficie.