Matematica e Dante

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Più che ‘l doppiar de li scacchi s’inmilla.
Incontri di Dante con la matematica

Bruno D’AMORE

2001, f.to 15.5×23.5 cm, pp. 180, € 14.00
ISBN 88-371-1232-7

Indice: La taverna. A casa di Paolo. L’imago al cerchio. Angoli e triangoli. Angeli, tanti ma tanti angeli. Il Sole. Asini che volano. L’infinito. Necessità. Tabelline. Pitagora e l’armonia. Zara. Conigli. Una tartaruga in corsa. Un grosso cavolo. Piramidi. Siena.

L’Autore intende sfruttare una casuale doppia ricorrenza: da un lato il 2000, Anno Mondiale della Matematica”, dall’altro gli anni 2000-2001, settecento anni dal “viaggio oltremondano” di Dante, celebrato nella sua Commedia. E lo fa in maniera narrativa, creando gustosissime scene nelle quali, in circostanze sempre molto diverse fra loro, Dante incontra la Matematica. La Commedia è intrisa di matematica, si sa, e lo si potrebbe mostrare facilmente con estrema correttezza esegetica. Ma l’Autore preferisce divertire con invenzioni che, alla piacevolezza narrativa, accostano però sempre un’acuta ed attentissima ricognizione storica e filologica. Non a caso, a testimonianza di ciò, le due prefazioni sono state affidate a ben noti studiosi: il primo commentatore di Dante, il secondo storico della Matematica. Il libro si rivolge: a tutti coloro che amano Dante e la poesia medievale; a tutti coloro che odiano Dante e la poesia medievale; a tutti coloro che amano la matematica; a tutti coloro che odiano la matematica; a tutti coloro che non hanno mai pensato che si potessero accostare tra loro due discipline così diverse; a tutti coloro che l’hanno sempre sospettato. Per la lettura di questo testo sono necessari alcuni prerequisiti: la conoscenza almeno della esistenza della Divina Commedia e una competenza matematica più o meno a livello di tabellina pitagorica.
Bruno D’Amore: laureato in Matematica, Filosofia, Pedagogia, insegna Didattica delle Matematica alle Università di Bologna e Bolzano e, con una certa continuità, a Queretaro, Madrid e Bogotà, ma ha anche tenuto corsi di Storia della Matematica e di Logica della Matematica. Attivo nella ricerca in didattica, da molti anni si occupa assiduamente della presenza della matematica nell’opera di Dante. In questo campo è autore di alcuni saggi pubblicati in varie lingue ed è stato invitato come relatore a Convegni internazionali di studi su Dante.

da Pitagora Editrice

Più che ‘l doppiar de li scacchi s’inmilla
Incontri di Dante con la matematica

da http://www.matematicamente.it/libri/dante.htm






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3 thoughts on “Matematica e Dante

  1. Ehi! Al terzo anno del Liceo, la celeberrima professoressa Pinna, insieme all'”astronomico” professor Lepri, hanno tenuto più lezioni nella mia classe proprio basandosi su questo libro: l’intento era quello di dar vita a un’interdisciplinarietà che coinvolgesse la letteratura, in particolare i stupefacenti canti di Dante, e la matematica. Curiosissima è stata la lezione durante la quale il professore ha sottolineato questi versi:
    L’incendio suo seguiva ogne scintilla;
    ed eran tante, che ’l numero loro
    93 più che ’l doppiar de li scacchi s’inmilla.
    Io sentiva osannar di coro in coro
    al punto fisso che li tiene a li ubi,
    96 e terrà sempre, ne’ quai sempre fuoro.

    In italiano corrente: E quando le sue parole cessarono, i Cori Angelici sfavillarono, non diversamente da come sfavilla un ferro incandescente.

    Ogni Spirito Angelico rimaneva nel suo cerchio, ed erano tanti che il loro numero ascende a molte migliaia, ancora più che il numero che si ottiene raddoppiando via via le caselle del gioco degli scacchi.

    L’episodio a cui fa riferimento Dante in questi versi è tratto da una leggenda orientale secondo la quale l’inventore degli scacchi chiese al re di Persia, in premio della sua invenzione, un chicco di grano per la prima casellina della scacchiera, due per la seconda, quattro per la terza, e così via: il re, dopo aver accettato con un sorriso di scherno la richiesta, si rese conto che nemmeno tutti i granai del suo regno sarebbero bastati ad accontentare la richiesta!

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