Domani è il mio semi – onomastico!

teresa de Cepeda y Ahumada

Teresa d’Avila

Teresa d’Avila (Ávila 1515 – Alba de Tormes 1582)

15 OTTOBRE – SANTA TERESA D’AVILA, VERGINE

Il mio nome è Maria Teresa … quasi scontato: Teresa, preceduto da Maria, ma non è così.
Nonna Maria e nonna Teresa, che non ho mai conosciuto, nè si sono mai conosciute, si sono incontrate in me.
Nonna Teresa ebbe una vita brevissima e lasciò mio padre quando lui aveva solo sei anni, morta per tisi dopo la prima guerra mondiale. Non so come fosse, non esiste una sua foto, se non i pochi ricordi di mio padre.
Nonna Maria, donna energica che aveva fatto nascere la maggior parte dei bambini del suo paese, anche lei vittima dei suoi tempi: polmonite verso la fine della seconda guerra mondiale.

E queste due nonne, sognate fin da bambina, cercate, perchè tutti i bambini avevano nonne e nonni che li adoravano, stanno nel mio cuore.

C’è una cartolina con una bambina con i riccioli che mio padre scrisse a mamma quando era in guerra: questa sarà nostra figlia … quando tornerò e ci sposeremo. Si chiamerà Maria – Teresa dai nomi delle nostre mamme che non ci sono più.

E’ passato ancora tanto tempo; i miei genitori, non più giovanissimi, si sono sposati; sono passati altri anni prima che nascessi. Mio fratello, nato prima di me, non è voluto rimanere a conoscere il mondo ed è volato tra gli angeli appena nato. Anche lui è nel mio cuore.

E poi … eccomi qui.

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6 thoughts on “Domani è il mio semi – onomastico!

  1. beh… oggi è una giornata importante anche per me, una ricorrenza cui sono particolarmente legato! fa piacere che siamo in più d’uno ad avere qualcosa da festeggiare, auguri!

    P.S.: anche con riferimento al post precedente, ma perchè all'”eccomi qui” non hai fatto seguire una tua foto (in cui magari ti si veda davvero e non appari “mimetizzata” dietro il monitor di un portatile come qui a sinistra? non ci hai pensato?)?
    bacio!

  2. Semi auguri allora 😉

    Sai Maria Teresa, il capitolo sissis è finito. Oggi ho sostenuto l’esame. Una vera pagliacciata. Ci chiedevano all’inizio se eravamo archittetti o ingegneri e poi facevano le domande in base all’indirizzo di laurea ( a me hanno chiesto cose di idraulica). Ma appena ho finito l’esame ( di un nanosecondo) ho chiesto al professore il perchè non mi hanno fatto domande della classe per cui mi sono presentata (71/A). La risposta è che non aveva importanza e che sicuramente avrebbero rispettato la graduatoria della prova scritta. Ma allora mi chiedo perchè ci hanno fatto perdere del tempo con la prova orale?
    Io non avevo studiato molto perchè hanno comunicato le date di esame una settimana prima sul sito. Quindi con tutto quello che ho da fare non sono riuscita ad organizzarmi in tempo. Anche se in questi quattro giorni ho studiato dovunque e a qualunque ora per coprire il programma che comunque un pò conoscevo avendo fatto due materie attinenti all’università. Ma in ogni caso nulla sarebbe servito per migliorare il mio voto finale.
    Considera che quasi tutti quelli sopra di me mi hanno battuto per i titoli e non per la loro preparazione. In verità c’era gente che non sapeva neanche che per due punti passa ua sola retta. Insomma come si fa ad accedere a scuola? Mi piacerebbe tanto insegnare. Non lo farei con lo spirito del “posto sicuro”. Ma sarei veramente contenta e avrei tanta voglia di fare. Ma la preparazione non paga e C’è tanta invece gente che il lavoro dell’insegnante lo prende come un parcheggio sicuro in cui non si fa nulla e si prende lo stipendio. Tutti pensano alle vacanze estive di tre mesi in tutto relax. Non si pensa mai che si lavora con le menti del nostro domani e che gli studenti hanno bisogno di guide in gamba da cui prendere un buon esempio.
    BAsta mi sono sfogata con te su questa storia perchè sei una che si da da fare. Un “insegnante” vera e attenta , come vorrei diventare io. Ciao, un bacio

  3. per Mnementh
    Capisco il tuo lungo sfogo e, purtroppo, sono consapevole di tante cose che non vanno.
    Io ho sognato di fare l’insegnante di matematica fin da quando ero alle elementari. Ho lottato tanto per arrivarci. Concorsi superati con n° di cattedre 0 … sì proprio il mio amato zero…
    Ce l’ho fatta e cerco, nonostante tutto e gli anni, di migliorare il mio modo di insegnare e i rapporti con gli alunni.
    So benissimo che non è così per tutti ed è anche per questo che siamo trattati a pesci in faccia, partendo dalla “considerazione sociale”.
    Quasi come se fossimo laureati di serie B … mentre un medico, o un avvocato, anche i più scalcinati sono “il Dottore” o l’ “Avvocato”.
    Vedi mi sto sfogando anch’io: ci vuole grinta e solo se riusciremo a pensare a questa come una professione e non come il lavoro per donne che hanno da fare in casa ( lo si poteva fare anni fa, ma non oggi!) forse qualcosa cambierà!
    Ma quando?
    Un abbraccio mt

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